MATE, ASADO Y TANGO: AQUÌ EL CLASICO RIOPLATENSE

Il Rio de la Plata è l’estuario formato dal fiume Uruguay e dal fiume Paranà. Alle estremità di esso, si guardano due città: Montevideo e Buenos Aires. Città simbolo di due nazioni che fanno del futbol più che un semplice gioco. Uruguay e Argentina, nonostante le molte similitudini a livello culturale, danno vita a una rivalità che ha ovviamente preso il nome dell’estuario che le divide, stiamo parlando del Clasico Rioplatense.

Uruguagi e argentini si contendono, sorseggiando del buon mate, la natalità del Tango – il ballo tipico e caliente di questa zona – del Dulche de leche (dessert a base di latte) e del cantante Gardel. Una lotta su molti simboli caratteristici delle due nazioni, che ovviamente non può far altro che coinvolgere lo sport più amato e popolare.

Entrambe le nazioni portano nella propria bandiera, il Sol de Mayo, simbolo delle lotte indipendentiste del Rio de la Plata. Dopo aver combattuto a braccetto per l’indipendenza contro il dominio spagnolo le due nazioni si iniziarono a scontrare nelle Guerre Civili uruguaiane tra Blancos (supportati dagli argentini) e Colorados.

Dall’indipendenza in poi è e sarà solo rivalità tra Argentina e Uruguay. Come racconta l’avvocato Buffa, gli argentini considerano l’Uruguay una piccola provincia distaccata con la quale possono comportarsi come vogliono. Ovviamente contrari gli uruguagi, che evocano lo spirito grintoso dei Charrua che se applicato al futbol crea ciò che per tutti è lo spirito e la garra tipica della Seleccion dell’Uruguay.

 

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Photo by ECOS LA

Per tutti gli uruguagi la Celeste ha vinto più dell’Albiceleste. Anche se questa convinzione potrebbe sembrare folle è proprio così. Come tutti sanno l’Uruguay nel corso della sua storia è riuscito a conquistare due Mondiali, nel 1930 e nel 1950, al quale dobbiamo aggiungere due Olimpiadi giocatosi quando ancora la Coppa del Mondo ancora non esisteva.

Oltre a essere una rivalità al quanto affascinante, el Clasico Rioplatense è il match internazionale più giocato nella storia delle selezioni nazionali. Il conteggio totale è di 192 incontri con 89 vittorie per l’Albiceleste e 59 per la Celeste.

Oltre ai titoli mondiali, il confronto tra le due nazionali a livello di trofei è legato anche al contesto continentale. L’Argentina ha conquistato nel corso della sua storia 14 Copa America e 3 Confederations Cup, mentre l’Uruguay è riuscito a vincere una Copa America in più rispetto ai rivali.

Il calcio si diffuse in questi due paese, grazie agli inglesi, e sul finire dell’800 nacquero le due federazioni calcistiche. Nel 1893 quella Argentina e nel 1900 quella dell’Uruguay.

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Photo by Taringa! (Argentina-Uruguay 1901)

Il primo Clasico si giocò il 16 maggio 1901, ma non è considerato un match ufficiale dalla FIFA. Quel giorno si incontrarono all’Estadio Paso del Molino in Uuruguay le due selezioni. La superficie del campo si presentava irregolare e allo stadio accorsero quasi 8mila persone. La partita si concluse con una vittoria dell’Albiceleste per 3 a 2. L’anno successivo fu organizzata la rivincita che vide ancora gli argentini trionfare in modo clamoroso per 6 a 0 in terra charrua. Nel 1903 si giocò il terzo incontro tra queste due nazionali che vide per la prima volta vittorioso l’Uruguay per 3 a 2 in quel di Buenos Aires.

Prima della nascita della Coppa del Mondo, il primo match che vide affrontarsi le due nazionali in un contesto internazionale furono le Olimpiadi del 1928 ad Amsterdam quando i Charrùa sconfissero in finali gli eterni rivali.

Nel primo mondiale del 1930 la rivalità si infiammò. Le due nazionali ancora una volta si incontrarono in una finale. L’evento fu organizzato in terra uruguagia e la finale si disputò nello splendido scenario di Montevideo allo stadio Centenario. Quasi centomila uruguagi si presentarono per supportare la Celeste. La sfida si giocò nel tipico clima sudamericano fatto di papeles e di cori assordanti.

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Photo by Chavo Fucks

Al tempo le due selezione erano le più forti al mondo. L’Argentina era la più talentuosa, schierava in campo l’attaccante dai grandi numeri dell’Hurucan (102 gol in 119 partite) Guillermo Stabile insieme a Evaristo e Peucelle. I Charrùa guidati dal capitan Nasazzi con la tipica garra uruguagia dopo soli 12 minuti passarono in vantaggio, ma prima del termine del primo tempo l’Albiceleste ribaltò il risultato.

Il secondo tempo vide l’Uruguay ribaltare nuovamente il risultato grazie alla qualità del Maravilla Negra Josè Andrade, il giocatore più forte per la Celeste, che guidò tutto la nazione al primo titolo mondiale.

Dal 1950, l’anno del famoso Maracanzo e del secondo titolo mondiale charrùa, il prestigio uruguaiano si perse e fece spazio all’ascesa del futbol Albicelste.

Negli ultimi anni, oltre agli incontri valevoli per le qualificazioni mondiali, el Clasico Rioplatense che sarà sempre ricordato dal popolo uruguagio è quello del luglio 2011 valevole per l’accesso alla semifinale di Copa America organizzata dall’Uruguay.

Il match si concluse ai rigori, dopo il risultato di 1 a 1, e vide vincere la Celeste che poi alzò il trofeo festeggiando a Montevideo con i propri connazionali.

Argentina contro Uruguay è una delle molte sfide che ci fanno amare sempre più il futbol sudamericano. Due nazioni molto simili, con storie e usanze in comune che sul rettangolo verde danno vita a una rivalità piena di garra e di quello spirito passionale tipico, il tutto incorniciato da protagonisti di livello mondiale che danno vita a uno spettacolo che ha pochi rivali nel panorama della nazionali.

                                              Articolo a cura di Federico Bottara

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