HENRY ONYEKURU: NEL SEGNO DI UN NOME CHE PESA

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Henry Onyekuru, Anderlecht – photo by Giacomo Maurizi (http://zh.ink361.com/app/users/ig-315063804/giacomo.maurizi.graphics/photos)

NOME E COGNOME: Henry Onyekuru

ANNO DI NASCITA: 1997

RUOLO: Ala destra / Punta

NAZIONE: Nigeria

PIEDE: Destro

FISICO: 175 cm X 70 kg

In queste prime giornate di Premier League si è parlato molto di un Everton, complice il mercato estivo, al quale manca solo un finalizzatore, una punta capace di segnare 15-20 gol a stagione. La cessione di Lukaku ha lasciato sicuramente un vuoto importante, troppo profondo per essere colmato dal ritorno di Wayne Rooney che forse non è più abituato a essere un terminale offensivo e che sta avendo alcuni problemi extra calcistici.

La soluzione però, forse, non è poi così lontana e inarrivabile, anzi. Vi chiederete come, e prendete queste parole con le pinze, ma i Toffees una soluzione potrebbero già averla in casa, anzi in realtà è ancora lontana. Si tratta di Henry Onyekuru, ragazzo classe ’97 nigeriano ma cresciuto calcisticamente in Belgio. L’Everton l’ha acquistato quest’estate per circa 8 milioni di sterline dal KAS Eupen, nonostante la trattativa sia andata per il meglio però il ragazzo non è potuto sbarcare in Inghilterra a causa di alcuni problemi legati al permesso di lavoro per lui e ha dovuto così “parcheggiarlo” ad Anderlecht.

Henry, che porta sulla maglia il nome di battesimo in onore del suo idolo, è rimasto così nel campionato belga, dove la scorsa stagione ha davvero impressionato con la maglia dell’Eupen. Parlando meramente di numeri, in 28 presenze ha segnato 12 gol conditi da 7 assist, niente male per la sua prima stagione nei professionisti. Quest’anno sta già lottando per riconfermarsi, in una piazza importante come Anderlecht, con la Champions League, dove ha già esordito, che fa da vetrina e massima ambizione. In questa stagione ha già segnato 4 gol nelle 8 presenze con la maglia dei Mauve et Blanc. 

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Onyekuru è cresciuto con il mito di Thierry Henry, e in campo, nome sulla maglia a parte, tenta molto spesso di emulare il suo giocatore preferito. I due Henry condividono lo stesso ruolo e la capacità di poter giocare anche come punta, il terminale offensivo appunto, anche se non è il loro ruolo naturale. Le caratteristiche fisiche di Onyekuru: molto veloce, agile nello stretto e con una buona fisicità per resistere ai contrasti, gli permettono di dare il meglio partendo largo a sinistra nel 4-3-3 o 4-2-3-1, per accentrarsi e colpire col suo destro.

Col suo piede forte ha segnato tanti gol in Belgio, sicuramente rimpianti in quel di Goodison Park questa stagione, in particolare forse per il modo e la velocità con la quale questo ragazzo riesce ad imporsi nelle partite. Ad esempio la rete decisiva segnata all’89esimo contro lo Standard Liegi, con un bel colpo di testa. Nonostante sia un’ala naturale, presenta una predisposizione naturale all’andare in gol, sia dalla sua posizione che accentrandosi e giocando in posizione di punta di riferimento.

Nonostante non sia neanche sbarcato a Liverpool, sponda Toffees, alcune grandi squadre lo stanno già puntando e tra di esse c’è la Juve. Marotta e Paratici stanno seguendo questo ragazzo, di cui si parla benissimo in Belgio ma, a mio parere, ancora molto poco qui in Italia. Non sarà facile, comunque, raggiungere Onyekuru, dato che l’Everton ha già fissato un prezzo minimo di 24-25 milioni di euro, una cifra molto importante per un giocatore che, nonostante le grandi qualità individuali, non si è ancora confrontato con un grande campionato europeo.

I numeri per ora sono dalla sua parte, l’età anche e il prestito all’Anderlecht, nonostante non fosse previsto, potrebbe far molto bene alla carriera di Henry. Saltare in una stagione da una realtà piccola come l’Eupen alla Premier League, il campionato sognato da milioni di ragazzini che calcano i campi di calcio in ogni angolo del mondo, non sarebbe stato per nulla facile e il rischio di perdersi era molto alto. Rimanere un altro anno in Belgio, in una piazza esposta come Anderlecht potrebbe giovare molto al ragazzo, che ha bisogno ancora di un ultimo “giro di rodaggio”, prima del grande salto.

Articolo a cura di Luca Pesenti

 

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