CORSA, PRESSING E VERTICALIZZAZIONI: GIAMPAOLO STA CAMBIANDO LA TRANSIZIONE OFFENSIVA

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Marco Giampaolo è uno scienziato del calcio. L’allenatore della Sampdoria, sta rivoluzionando la fase di recupero palla nel calcio italiano, evolvendo il concetto  di pressing sacchiano e riducendo i tempi di gioco tra quando si conquista il pallone e si arriva a concludere in porta. Il suo 4-3-1-2 è quanto di più spaventosamente verticale voi possiate trovare oggi su un campo di serie A.

Fase offensiva– La parola d’ordine per comprendere il calcio di Giampaolo è centralità, soprattutto nella fase offensiva. La Samp è una squadra che non ama molto aprire il gioco e sfruttare l’ampiezza del campo. Nel derby contro il Genoa, la larghezza media dell’azione è stata di appena 29, 01 metri, in pratica l’arco di metà campo. Anche la heat map, la mappa di calore che indica i movimenti di squadra, è bordeaux a centrocampo e addirittura bianca vicino alle bandierine. Tutto passa attraverso quei trenta metri  nei quali giocano Lucas Torreira e Gastón Ramírez, i due uomini chiave di questa Sampdoria. L’azione comincia da Viviano che cerca la linea di passaggio per i due centrali.

baricentro samp

A turno Silvestre e Ferrari, molto tecnici entrambi si allargano leggermente per ricevere. Il principio è quello della salida lavolpiana, poi applicato anche da Guardiola, con i due difensori a impostare e i terzini alti sulla linea dei centrocampisti. Qui però, Strinic e Bereszynski restano bloccati, e il primo uomo da servire è Torreira. L’argentino ha un compito molto semplice: controllo e palla a Ramírez che, molto spesso riceve di spalla e deve servire le punte in profondità. Praet e Linetty, gli interni di centrocampo, giocano strettissimi, pronti a recuperare la posizioni in caso si perda palla. Bereszynski sale poco ad accompagnare, Strinic di più. Appena si alza, subito Linetty ne prende il posto. Zapata e Quagliarella in attacco restano molto vicini e quasi sempre in linea, perché sono bravissimi a infilarsi nello spazio tra centrali e terzini avversari. Lì devono essere serviti da Ramírez, che in alternativa può calciare in porta o buttarsi lui in quello zona, dopo aver scambiato con Quagliarella.

heat map

Rispetto all’anno scorso però, c’è una variante in più, il fisico di Duván Zapata. Se guardate il primo gol al Genoa, ve ne renderete subito conto: lancio lungo per il colombiano che la tocca di testa proprio in quello spazio tra Zukanović e Rosi. Si inserisce Gastón che supera Perin in uscita.

La Samp in porta ci arriva spesso: 288 il numero totale degli attacchi, 166 i tiri, di cui 67 nello specchio. Dati interessanti, soprattutto se comparati ai minuti in cui arrivano i gol blucerchiati. Sei dei ventiquattro totali sono stati segnati nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, e cinque (il 19%) dal 75′ al 90′. Segno di una squadra in forma, che corre molto e verticalizza sempre. Segno di un meccanismo rodato, ognuno sa come portare il suo mattoncino, soprattutto in fase di non possesso.

La fase difensiva– Qui la parola chiave è equilibrio. Il Doria è una squadra cortissima, che si muove tutta insieme in funzione della palla. In appena 27, 38 metri si va da Silvestre a Quagliarella. Questa compattezza permette di ribaltare velocemente l’azione da difensiva in offensiva. Pressing asfissiante guidato dalle punte, che però non vanno sui centrali (ci pensa Ramírez) ma sul portiere. Le mezzali si alzano sui terzini e la difesa sale, fino ai limiti della metà campo avversaria. L’obiettivo è mettere velocemente in fuorigioco gli attaccanti, tanto che Strinic e Bereszynski non si preoccupano degli esterni, ma stringono il campo.

posizioni medie samp

Tra difesa e centrocampo domina Torreira. Partito come trequartista, mai si sarebbe immaginato di fare il volante, come lo chiamano in Sud America. Eppure lo fa benissimo. È il giocatore che recupera più palloni in campionato, 66, e il diciassettesimo con più chilometri percorsi, 11245. Corre bene Lucas, sempre al posto giusto nel momento giusto, tanto da essere quello che subisce più falli, 36 dall’inizio della Serie A. Al suo fianco Giampaolo ha messo altri due ex trequartisti, Praet e Linetty, che contro il Genoa hanno aggiunto quantità ai piedi buoni, tanto che nove dei 21 palloni riconquistati provengono da loro.

palle recuperate samp

Una volta ripreso il possesso, l’ imperativo è uno solo: guardare avanti e ripartire immediatamente, meglio se centralmente. La Sampdoria è a quota 24 gol in 11 partite, 2,14 a partita. Il quarto attacco del campionato, ma il dato che sorprende sono i minuti di possesso palla per gara, 27. Un numero bassissimo, che spiega come i blucerchiati la tengano pochissimo nei piedi, puntando dritti verso la porta, tanto che sono penultimi nella classifica dei cross, appena 61 in stagione.

 

Articolo a cura di Fabio Simonelli

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