IL GATTUSO ALLENATORE, TRA GRINTA, SFORTUNA E TANTA PASSIONE…

Gennaro Gattuso è sempre stato un uomo di campo, con molto istinto e tanta voglia di vcombattere. Ma forse in pochi avrebbero pensato di vederlo sulla panchina del Milan così presto. Eppure di Rino, nonostante una breve carriera da allenatore, possiamo sicuramente dire che ne ha viste di cotte e di crude. Ripercorriamo un po’ il suo cammino da allenatore per conoscere meglio questo suo nuovo volto.

SION

Dopo aver lasciato il Milan nell’estate del 2012 decide di concedersi un’ultima stagione come calciatore e accetta l’offerta del Sion, squadra della serie A svizzera. Arrivati a metà stagione il presidente Christian Constantin non contento dell’andamento della squadra decide di affidare il ruolo di allenatore-giocatore a Gattuso. Sperava che potesse dare una scossa alla squadra, che all’epoca si trovava quarta in classifica con 9 punti dal Grasshoppers. Rimase primo allenatore per un solo mese perché non in possesso del patentino UEFA Pro e in seguito fu affiancato da Arno Rossini (Gattuso gli faceva da vice). Al termine della stagione Rossini e Gattuso furono esonerati con 2 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Un bottino amaro ma con pochi rimpianti da parte di Rino visto la poca esperienza e le poche conoscenze tecnico tattiche.

gattuso sion

PALERMO

Eppure dopo l’esonero dal Sion, nel giugno del 2013, decide di accettare la ghiotta offerta del presidente rosanero Maurizio Zamparini che decide di affidargli la panchina siciliana. L’obiettivo era quello di riportare il Palermo in Serie A ma l’ex milanista non riesce ad ingranare e dopo 2 vittorie 1 pari e 3 sconfitte viene esonerato per far spazio a Iachini. Un Gattuso decisamente troppo acerbo e non pronto per la Serie B italiana.

OFI CRETA

Dopo l’esperienza in rosanero Ringhio decide di ripartire di nuovo dall’estero e a giugno del 2014 accetta l’offerta della squadra militante nella prima divisione greca, l’OFI Creta. Una sfida forse più grande di lui, Gattuso accetta di allenare la squadra dell’isola di Creta nonostante i gravi problemi finanziari come più volte confermato in conferenza stampa.

Rino rassegna le dimissioni dopo solo 7 giornate a seguito della sconfitta con l’Asteras ma il giorno dopo, sotto la pressione dei tifosi, decide di riaccordarsi con la società. Ma la tregua durerà solo fino al 30 dicembre 2014, giorno delle sue dimissioni ufficiali.

PISA

Dopo la parentesi greca Gennaro ha l’umiltà di ripartire dal basso, e decide di prendere le redine del Pisa Calcio in Lega Pro. E la prima stagione è esaltante, Rino raggiunge la serie B dopo la vittoria dei Playoff contro il Foggia in finale. La storia si complica al secondo anno, il presidente Fabio Petroni viene condannato agli arresti domiciliari per un caso di bancarotta con la sua azienda Terravision e la società passa nelle mani del figlio Lorenzo. Le divergenze e i problemi societari portano Gattuso a dare le dimissioni il 31 luglio del 2016. Il suo amore per Pisa però è troppo grande e il 1° settembre torna a sedersi sulla scottante panchina toscana dopo aver ricevuto assicurazioni sulla vendita della società. Sembravano risolti i problemi ma in realtà peggiorano di giorno in giorno, cade l’accordo per la vendita della società e Gattuso diventa non solo un allenatore ma un punto di riferimento per tutta la società, l’unico in grado di tenere unita la squadra. L’inizio del campionato non è male dal punto di vista sportivo, ma purtroppo, come spesso affermava nelle conferenze stampa, negli spogliatoi difficilmente si parlava di calcio.

Nello spogliatoio sentivo solo parlare di contratti, di soldi che non arrivavano, stipendi in arretrato, si parlava poco del campo. Allora, ho detto ad alta voce: mi sono rotto le scatole. Che senso ha che io rimanga qui. Io sono qui per i pisani e per voi, i miei giocatori. Sul campo si vince e si perde, ma conta solo quanto e come ci battiamo. Lo dobbiamo alla gente di Pisa. Hanno capito, hanno cambiato marcia. Sono un gruppo di lottatori. Chi non lotta io l’attacco al muro: qui non c’è questo rischio.

Queste le parole di un Rino Gattuso che non si è nascondeva e cercava di dare una mano sia fuori che dentro il campo. Ora si dicono tante cose del Gattuso allenatore, ma di certo non si può dire che non ci metta passione e cuore in quello che fa. Sempre presente e un punto di riferimento per giocatori, dipendenti e società. Spesso il solo che riusciva a tenere il tutto unito. Nonostante il definitivo cambio di società in Dicembre Gattuso non riesce ad evitare la retrocessione del Pisa e il 20 maggio del 2017 annuncia ufficialmente l’addio della panchina toscana e non senza polemiche.

Gattuso allenatore

MILAN

Dopo esperienze turbolente in giro per l’europa decide di tornare a casa e accetta l’offerta di Mirabelli e Fassone per sedersi sulla panchina del Milan Primavera sperando di trovare un po’ di tranquillità. Dopo un inizio in salita con 2 sconfitte eclatanti nelle prime 2 giornate di campionato riesce a trovare la quadra e inizia a volare con i suoi ragazzi. Neanche il tempo di abituarsi che ecco che viene chiamato ad occuparsi della panchina della prima squadra dopo l’esonero di Montella.

Gattuso però non batte ciglio, lui adora le sfide, a volte anche troppo come abbiamo visto, un condottiero nato. Difficile invece giudicare l’aspetto tecnico del Gattuso allenatore, l’unica stagione completa senza problemi societari l’ha avuta al Pisa il primo anno. Dove ha costruito una squadra compatta che in 46 partite ha vinto 22 incontri, pareggiato 14 e perdendone solo 7, guadagnando una meritata promozione in B.

Speriamo che questa sia la volta buona per Ringhio, o per lo meno una stagione meno complicata, anche se sappiamo già che non sarà così. Dovrà fare i conti con una piazza impaziente, con una campagna acquisti di più di 200 milioni di euro da valorizzare, una società nuova e con obiettivi difficili da raggiungere già a Dicembre. Noi comunque gli auguriamo il meglio e speriamo che possa finalmente venir fuori il Gattuso come tecnico e non solo come uomo.

Articolo a cura di Federico Dinarelli

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