REAL MADRID-PSG: SCONTRO TRA GIGANTI

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Cristiano Ronaldo e Neymar Jr. sono i leader di Real Madrid e PSG: ci si chiede chi sarà il più determinante, nonostante la qualità dei restanti “comprimari” sia monstre e nettamente sopra la media – Photo by Alessio Giannone

Due squadre stellari guidate da due tridenti da sogno si sfideranno in quello che è, insieme a ChelseaBarcellona, l’ottavo di finale più interessante di questa edizione della Champions League. Nonostante il peso offensivo delle due forze in gioco, la sfida in questione va veramente ridotta ad una sfida tra due grandi potenze offensive?

PSG-Real Madrid può essere vista, con una chiave di lettura semplicistica, come lo scontro tra due grandi attacchi, tra due parchi giocatori offensivi con pochi eguali in Europa.

Chiaramente i numeri di queste due potenze offensive sono straordinari: il PSG ha realizzato 25 gol nei gironi di Champions (record per questa parte del torneo) passando sopra come un rullo compressore sui malcapitati Celtic e Anderlecht e facendo saltare la panchina di Carlo Ancelotti con un 3-0 al Parco Dei Principi, mentre il Real, d’altro canto, ha ritrovato i suoi uomini principali a livello offensivo proprio nella competizione europea più importante, con un CR7 in grado di scrollarsi di dosso il brutto momento che sta passando in campionato. I numeri offensivi dei giocatori d’attacco di queste due squadre legittimano di diritto l’introduzione appena snocciolata, dimostrando quanto le due compagini siano abbiano delle bocche da fuoco che difficilmente si sono viste scontrarsi in questa fase del torneo.

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CR7, dopo un avvio di stagione difficile in campionato, prova a tornare sui suoi livelli dopo la vittoria del suo quinto Pallone D’Oro

Si passa dal già citato Ronaldo, che ha stabilito il primato di gol segnati da un singolo giocatore nella fase a gironi (9 in sei gare, uno ogni 60 minuti), ai numeri del funambolo Neymar, arrivato a Parigi per consacrarsi a livello mondiale potendo diventare il giocatore chiave della squadra cercando di inserirsi nel duopolio Lionel-Cristiano, che ha partecipato a 9 dei 25 centri parigini a cui vanno aggiunte anche 13 occasioni da gol create. Oltre ai due giocatori più importanti delle squadre non vanno ovviamente dimenticati Karim Benzema, la cui versione europea è la controfigura del “calimero” visto fin qui in Liga (il francese ha colpito 9 pali fino ad ora), Edinson Cavani, che nonostante i problemi nella convivenza con Neymar di inizio anno resta uno dei migliori centravanti al mondo con la sua possibilità di segnare in moltissime situazioni diverse, il rientrante Gareth Bale, croce e delizia del sistema blanco la cui assenza nella scorsa stagione ha permesso a Zinedine Zidane di sperimentare con i suoi uomini trovando la quadratura del cerchio utile a vincere Champions e Liga, e la giovane freccia impazzita Kylian Mbappé, che a Parigi sembra aver trovato il giusto spazio per maturare ulteriormente e che non viene più utilizzato solo come una Ferrari F1 per condurre transizioni supersoniche ma anche maggiormente in fase di possesso.

Nonostante due attacchi del genere, però, si ha l’impressione che la partita verrà decisa in altre zone del campo.

 In attesa che il Real Madrid possa ritrovare la forma fisica perduta, bisogna dire che gran parte delle fortune delle merengues nella scorsa stagione siano arrivate dal centrocampo. Nel 4-3-1-2 di Zidane dello scorso anno si è visto come i centrocampisti del Real siano dei veri e propri tuttocampisti: le capacità di interdizione di Luka Modric e Toni Kroos – spesso passate in secondo piano durante la loro carriera, oscurate dalla loro classe purissima – sono certamente superiori a quelle di Verratti, Rabiot e Thiago Motta e al gioco senza palla del croato e del numero 8 del Real va aggiunta la sagacia tattica di Casemiro, in grado di interdire come pochi altri in Europa e, allo stesso tempo, poter mettere in campo una buona abilità nel gestire il pallone.

A testimonianza di ciò, basta analizzare le linee di passaggio offerte in quantità industriali da Casemiro ai compagni nell’arco di 90 minuti e la buonissima percentuale di precisione passaggi del brasiliano rispetto ad altri giocatori con le sue caratteristiche (l’ex Santos completa l’87% dei suoi passaggi, dato che in Liga si avvicina molto al 90% di Sergio Busquets, che per il Barca ha un ruolo molto simile, anche se con caratteristiche diverse, a quello che ha il numero 14 per il Real).

A tutto ciò va aggiunto il compito fondamentale di Isco nella scorsa stagione, con l’ex-Malaga in grado di muoversi moltissimo sulla trequarti presidiando gli spazi di mezzo e associandosi molto bene ai compagni, creando densità e superiorità nelle zone centrali del campo, oltre a poter essere letale in qualsiasi momento con le sue accelerazioni palla al piede e la sua stratosferica visione di gioco.

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Micidiali ed eleganti, Neymar e Mbappé sono stati i due colpi supermilionari del PSG nell’ultima sessione di mercato

Il PSG sembra, al contrario, non avere nemmeno lontanamente tutta questa prestanza al centro del campo e potrebbe soffrire la sua tendenza a sbilanciasi in avanti contro dei centrocampisti abili a verticalizzare e giocare ad alte intensità. L’equilibrio precario della squadra di Emery, che non ha mai sconfitto il Real in carriera, sembra non poter essere garantito nemmeno da una pedina intelligente come El Fideo Angel Di Maria, elemento fondamentale da mezzala nella conquista della Decima da parte del Real di Ancelotti del 2014.

Come ha testimoniato la sconfitta in Champions con il Bayern, al PSG serve come il pane un centrocampista in grado di abbinare a delle buone qualità tecniche delle capacità di interdizione, che possano permettere alla squadra di migliorare il recupero palla. Mai come in occasione di questi ottavi, a Parigi verrà rimpianto Blaise Matuidi, giocatore lasciato andar via forse con troppa leggerezza ed in grado di poter cambiare il volto di una squadra con la sua completezza sia con il pallone che senza.

 Il sistema di Zidane, come tutti i sistemi di gioco, ha anche dei punti di debolezza.

Oltre che a dipendere più di tutti i top teams dalla forma fisica delle sue individualità, il 4-3-1-2 di Zizou obbliga i due esterni difensivi al doppio lavoro, costringendoli ad un grande sforzo sia in attacco che in difesa.

La squadra di Madrid, però, non ha operato bene nella scorsa sessione di mercato, evitando di rimpiazzare un degno sostituto dei due titolari come Danilo, passato al City di Pep Guardiola a svolgere un’altra volta il ruolo di riserva di lusso (anche se il tecnico catalano sembra aver trovato la quadratura del cerchio con Delph ‘falso terzino’ e con il brasiliano ex Porto lasciato comodamente in panchina), che, con tutto il rispetto per Hakimi, garantiva più sicurezza nel far rifiatare i titolari.

Marcelo e Carvajal, la cui assenza nella prima parte di questa stagione è pesata moltissimo sui galacticos, dovranno non solo vedersela con due fulmini di guerra dal dribbling facile come Neymar e Mbappé dovendo garantire allo stesso tempo un’ottima fase offensiva ma vivranno uno scontro impari sulle fasce, dovendo contenere – come se non bastasse cercare di vincere gli 1 vs 1 con le ali avversarie – le sortite offensive dei terzini parigini: Kurzawa, che al di là della tripletta al Celtic è un giocatore fisicamente molto prestante e forte in entrambe le fasi, e Dani Alves, che sembra migliorare come il buon vino e che ha creato più occasioni di tutti nel PSG in Champions dopo ‘O Ney, producendo 13 occasioni tra assist e passaggi chiave.

Articolo a cura di Matteo Coral

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