LEÕES CONTRO AGUIAS: L’ETERNITA’ A LISBONA

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Immagine a cura di Galufo Vector Art https://www.instagram.com/galufo_vector_art/?hl=it – https://www.facebook.com/Galufo/?fref=mentions )

Cosa significa eterno? Eterno è un qualcosa che non ha avuto inizio e non avrà mai fine, che esiste da sempre e per sempre situandosi al di fuori del tempo. A Lisbona di Eterno c’è solo una cosa, il derby più atteso da tutta la città, la centenaria sfida tra Sporting e Benfica.

E’ la partita più importante di tutta la nazione, soprattutto per il palmares delle due squadre che insieme al Porto hanno conquistato la maggior parte dei trofei nazionali. La gente di Lisbona è cordiale e amichevole, ma queste caratteristiche vengono meno quando si parla di calcio. Nella capitale del Portogallo o si è dello Sporting o si è del Benfica o si è leoni o si è aquile.

Lo Sporting Clube de Portugal fu fondato nel 1902 con la denominazione di Sport Club de Belas da un gruppo di persone provenienti dal quartiere di Belas e inizialmente si concentrò su manifestazioni a scopo sociale e benefico. Nel 1906, in seguito a divergenze a chi riteneva che il club dovesse focalizzarsi su eventi sociali e chi invece voleva che il club privilegiasse il suo lato sportivo, avvenne una scissione che diede vita al club calcistico che oggi conosciamo grazie soprattutto alla volontà di Josè Alvalade (uno dei fondatori) che grazie al supporto finanziario del nonno il Visconde de Alvalade (nonché proprietario del primo campo in cui giocò lo Sporting) riuscì a creare il club facendo una promessa a tutti coloro che credettero nel suo progetto:

« Vogliamo che questo club diventi un grande club, il più grande d’Europa »

Josè Alvalade

Il simbolo che distingue lo Sporting dai rivali è il leone che fu adottato solo nel 1930 insieme ai colori che tuttora sono utilizzati dal club, il bianco ed il verde. Il verde su scelto dal Visconte de Alvalade per esprimere le proprie aspettative e la speranza che il club potesse diventare uno dei più grandi d’Europa. Il motto dello Sporting è: “Esforço, Dedicação, Devoção e Glória!” (“Sforzo, dedizione, devozione e gloria!”). Menti i soprannomi sono ovviamente Leões (Leoni) e Verde e Brancos (Verdebianchi). Lo Sporting nel corso della sua storia ha conquistato 18 campionati nazionali, 16 Coppe di Portogallo, 8 Supercoppe e a livello internazionale una sola Coppa delle Coppe.

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Photo by Discorsivo

Lo Sport Lisboa e Benfica venne fondato dalla fusione nel 1908 di due club della città, lo Sport Lisboa e il Grupo Benfica nel cui simbolo compare una ruota di bicicletta, in quanto il ciclismo era l’attività principale praticata dal gruppo. La fusione diede vita al Benfica, vennero utilizzati i colori (il rosso ed il bianco) il simbolo e il motto dello Sport Lisboa accompagnato da una ruota di bicicletta inserito nello stemma. Il motto che da quel giorno ha sempre accompagnato il Benfica è: “E pluribus unumu” (Da molti, uno).

La mascotte della squadra è l’Aguia Vitoria, un’aquila di mare dalla testa bianca che prima di ogni partita vola sopra il terreno di gioco posandosi infine sullo stemma della società. I soprannomi dei club sono principalmente 3: Aguias (aquile), O Glorioso (Il glorioso) e Encarnados (I Rossi). I gloriosi è forse il soprannome più azzeccato dato che i rossi di Lisbona sono la squadra più titolata dell’intera nazione grazie ai 36 campionati vinti, alle 26 Coppe di Portogallo, alle 7 Coppe di Lega e alle 6 Supercoppe alzate al cielo. A livello internazionale sono invece due le Champions vinte, entrambe agli inizi degli anni ’60.

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Il Derbi Eterno, comprese amichevoli e tornei estivi si è disputato più di 400 volte e il conteggio delle vittorie è più o meno alla pari.

La differenza tra le due squadre come spesso accade è data da ragioni economiche e sociali. Lo Sporting è da sempre considerata la squadre dei ricchi, degli aristocratici date anche le sue origini mentre il Benfica è considerato la squadra povera della città con al proprio seguito per la maggior parte gente proveniente dal proletariato. La rivalità è poi ovviamente resa più viva dai trofei e dalla volontà dei due club non solo di dominare la città ma l’intera nazione. Le schermaglie tra le due tifoserie sono proprio legate al palmares. Ovviamente le Aquile si vantano di aver conquistato un numero maggior di titoli rispetto ai cugini che rispondo tirando fuori la famosa maledizione di Bela Guttmann. Motivo di vanto per i Leoni è invece il fatto di non essere mai stati retrocessi e aver sempre disputato il massimo campionato portoghese, in risposta i tifosi rossobianchi fanno notare ai rivali che è dal 2001 che non alzano al cielo un campionato. Gli ingredienti principali di questo derby sono intensità, qualità e agonismo. La qualità è una caratteristica imprescindibile, infatti entrambe le fazioni sono molto esigenti da questo punto di vista e amano vedere giocate di alto calibro, ed è anche questo il motivo per cui spesso dai settori giovanili di queste squadre escano giocatori molto talentuosi che spesso si affermano ad alti livelli nel calcio mondiale. L’atmosfera è caldissimi, i cori sono letteralmente assordanti e le coreografie che siano fatte al Da Luz (l’imponente stadio del Benfica) o all’Josè Alvalade (lo stadio dello Sporting) sono spettacolari e variopinte.

Eterno è proprio il termine perfetto per definire questa gara che da più di 100 anni rende il campionato portoghese più affascinante e che ogni anno ci regala emozioni e spettacolo!

                                       Articolo a cura di Federico Bottara 

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