ATALANTA-BORUSSIA DORTMUND: PROTEGGERE E MEDIARE

25975530_150506145599013_104858911_n.jpg

Sarebbe troppo semplice parlare di sogno e di incubo.

Di inferno e di paradiso.

Perciò vi parlerò di mitologia.

Atalanta e Borussia Dortmund sono agli antipodi, e checché se ne dica, sono i ragazzi di Gasperini ad arrivare più carichi e con le migliori intenzioni alla contesa, con i gialloneri in cerca di riscatto e di certezze a cui aggrapparsi per salvare una stagione che a definirla disastrosa si è fin troppo garbati.

QUEL POMERIGGIO D’ESTATE – Sappiamo tutti che la squadra di Bergamo è tornata a riaffacciarsi in Europa dopo 26 lunghi anni di letargo. Ragion per cui è chiaramente difficile trovare dei precedenti tra le due compagini, anche se in tal senso ci vengono in aiuto le amichevoli estive, quando per uno scherzo del destino proprio quest’estate Gasperini e Bosz si ritrovarono a battagliare in Austria, alla CashBack Arena di Altech. In quella circostanza si impose l’Atalanta grazie al sinistro preciso di Ilicic, ma il sapore di quell’entusiasmo è lo stesso di un amore estivo che parte con le intenzioni meno serie ed è pronto a lasciarti da solo alle prime piogge di Settembre.

ATENA – Tanto è cambiato da quel pomeriggio piovoso di Altech. L’Atalanta ha zoppicato in campionato, spostando il baricentro dell’attenzione sull’impegno europeo, onorandolo e consacrandolo con una delle più grandi imprese sportive degli ultimi anni. Sembra che l’oracolo di Delfi – pardon – Nyon, abbia volutamente sfidato la Dea bergamasca regalandole una prova apparentemente al di sopra delle sue possibilità. E dopo la qualificazione da prima nel girone ancora una volta, accostandola alla squadra più temibile nel gruppo delle seconde. Un sorteggio che ha il sapore della beffa per molti, ma non per la Dea, che accetta la sfida preparando la battaglia per quello che si presenta come l’incrocio più interessante dei sedicesimi di finale di Europa League. Mitologia, dicevamo. Atena, figlia prediletta di Zeus, è la dea delle arti, della guerra e della sapienza. Protettrice degli eroi positivi. E Bergamo è patria di eroi. Con arti, guerra e sapienza ben rappresentate. Abbiamo già citato Ilicic, lo sloveno insieme al Papu Gomez  incarna il valore dell’arte e dello stupore di questa squadra. Con 9 gol e 9 assist in due, l’81% di passaggi andati a buon fine di cui oltre 2 passaggi chiave per partita, non c’è da meravigliarsi. A combattere per la causa abbiamo sugli scudi Toloi e Masiello, che con 2.4 e 2.2 intercetti in media a partita e sforando i 3 tackle riescono a tenere sotto l’unità la media delle irregolarità commesse (solo 9 le ammonizioni dei due nelle 35 gare complessive disputate finora). La sapienza infine è l’arma nelle mani operose di Gasperini. Capace di bagnare di tattica e organizzazione un gruppo che fa della fiducia reciproca e quindi dell’impegno per sostenere il compagno un credo fondamentale. Tutto questo è Atalanta, tutto questo è essere Dea.

C_29_fotogallery_1020329__ImageGallery__imageGalleryItem_21_image
I tifosi bergamaschi hanno onorato la squadra rispondendo presente ad ogni trasferta. Il loro apporto è fondamentale per la squadra che si sente letteralmente trascinata dalla propria città.

HERMES – Presagio, monito, avvisaglia. Chiamatela come volete ma quell’amichevole qualcosa doveva pur significare. Mai si sarebbe aspettato Bosz, che dopo quella partita i suoi sarebbero andati incontro ad una debacle vera e propria, con il terribile bilancio di 8 vittorie in 24 gare disputate. Conclusasi per ovvi motivi l’esperienza dell’olandese ex Ajax sulla panchina dei tedeschi, l’eredità giallonera è stata consegnata a Peter Stöger,  ex Colonia. Alias mr. 0 vittorie 3 pareggi 11 sconfitte. Non proprio un buon auspicio. Ma di che eredità stiamo parlando? Sin dai tempi di quel pazzo visionario di Klopp, il Westfalenstadion è stato teatro di autorità e fantasia in attacco quanto di sregolatezza e fragilità in difesa. Chi scrive è convinto che l’impronta della squadra sia rimasta la stessa, con un’anima volta più ad offendere che a proteggersi. Il crollo nelle prestazioni seguito ai periodi regi di Klopp prima e Tuchel poi (capaci di ottenere percentuali nelle vittorie attorno al 60%) è più che altro da giustificare con il sacco operato nel corso di questi anni delle gemme più rare della scuderia. E parliamo di una stirpe capace di arrivare ad un passo dal cielo nella stagione 2012/2013. E se Lewandowski è stato presto dimenticato grazie ad Aubameyang, il peso specifico della partenza di Hummels si è fatto sentire su un reparto già abituato all’instabilità. Questo è il Borussia Dortmund, creare occasioni e finalizzarle ma anche non saper amministrarle mostrando il fianco all’avversario, concedendosi dopo lo sforzo. E psicologicamente può essere devastante. Una squadra che corre avanti e indietro senza una meta, un perché, un destino. È facile immaginare Reus e compagni con i sandali alati di Hermes, nel tentativo di trarre un messaggio propositivo dal malcapitato uomo che è al timone di un vascello che naviga per ora acque nere di tormenta. Con l’unico scopo di riappropriarsi della meta che manca, del proprio destino, consegnando al meraviglioso pubblico del Westfalenstadion un messaggio colmo di speranza.

C3FrFQgWIAAfk6N
Abbiamo finito gli aggettivi per descrivere il muro giallo del Westfalestadion. Senza dubbio una delle tifoserie più viscerali e affascinante dell’intero panorama calcistico mondiale.

PROTEGGERE E MEDIARE – Hermes e Atena sono gli dèi che nella mitologia classica intervengono di più con l’uomo. Ma con una sostanziale differenza. Zeus, il re degli dèi, si serve di Hermes quando si tratta di mediare tra due soggetti in disaccordo, mentre si avvale di Atena quando occorre proteggere qualcuno in condizioni di pericolo. Può essere questa la chiave di lettura del match: l’Atalanta dovrà proteggere quanto di buono conquistato finora col sacrificio e l’impegno, mentre il Borussia si trova ad affrontare una difficile fase di mediazione tra volontà ed azione, tra potenziale e manifestazione. La partita che ci aspetta sarà veloce, divertente, tra due squadre che tirano molto (13,5 tentativi in media per i nerazzurri contro i 15,6 dei tedeschi) e che segnano altrettanto, con Gomez e compagni che segnano in media 1,5 gol a match e i gialloneri che arrivano addirittura a superare i 2 centri a partita. Dato che suggerisce quanto saranno fondamentali le due difese per regalare un vincitore a questa sfida. Gasperini dovrà affidarsi all’irruenza di Toloi, all’esperienza di Masiello e all’eleganza di Caldara per riuscire a neutralizzare l’incredibile potenziale offensivo delle vespe pronte a pungere e ferire. Proteggere, appunto. Gli uomini di Stöger, a cui auguriamo di arrivare indenne sino al match dei sedicesimi, se la vedranno con un attacco sicuramente inferiore, ma non per questo privo di insidie. Abbiamo già parlato della pericolosità di Ilicic e del Papu, a cui va aggiunto il fisico di due interpreti come Petagna e Cornelius, capaci di addomesticare palloni porgendo sponde preziose per i compagni e di dialogare con la squadra cercando un gioco corale più che la soddisfazione della propria individualità, dato dimostrato dai tentativi verso la porta a partita, 1,6 per Cornelius, appena 1,3 per Petagna. La differenza la possono fare i raddoppi difensivi, con il rientro prudente dei centrocampisti per non lasciare mai la propria retroguardia preda di uno contro uno in fase di ripartenza. Cercando di mantenere corte le linee di centrocampo e di difesa, il Borussia può puntare ad una maggiore densità nella propria metà campo che renderà difficile il palleggio offensivo della Dea.

SFIDA TRA DÈI – Due storie diverse. Parlavo di antipodi, all’inizio. Se la gara si giocasse oggi, in effetti, sarebbe quasi naturale protendere, vuoi per realismo vuoi per simpatia, verso l’angolo occupato dai ragazzi di Gasperini. Ma 3 mesi sono lunghi, con Stöger che ha tutto il tempo per ricostruire sulle macerie di quanto fatto in questo terribile avvio di stagione. Tempo nemico per l’Atalanta, che dovrà essere brava a conservare quel travolgente entusiasmo che l’ha accompagnata nel sogno europeo fino a questo punto.

Tre mesi alla sfida tra dèi. Atena contro Hermes. Per un nuovo inizio o per confermarsi sui propri livelli. Che il tempo sia amico o nemico sta a loro deciderlo, plasmandolo a proprio vantaggio o sperperandolo prendendo una via sbagliata. Solo di una cosa si può stare certi, il sottoscritto maledirà ogni singolo secondo che lo separerà da questa sfida, che un incontro del genere non può essere soggetto alle severe leggi dell’attesa.

Semplicemente perché: eterno.

Signori e signore, herren und damen: Atalanta vs Borussia Dortmund.

Articolo a cura di Alfredo De Grandis

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...