NAPOLI E LIPSIA: AVANGUARDIE A CONFRONTO

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Napoli e Lipsia sono soprattutto Hamsik e Werner – Photo by Alessio Giannone

Innovazióne s. f. [dal lat. tardo innovatio -onis]. L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione.

La definizione del termine innovazione per l’enciclopedia Treccani è molto semplice, anche se non è altrettanto semplice cercare di comprendere quello che possono rappresentare le stesse innovazioni per il pensiero comune.

Napoli-Lipsia, di gran lunga il sedicesimo di finale più interessante di questa edizione dell’Europa League, è lo scontro tra due società e due tecnici che hanno saputo innovare il modo di concepire The Beautiful Game nei loro paesi di appartenenza, anche se tutt’ora faticano ad essere compresi al cento per cento.

I ragazzi di Sarri hanno saputo mettere in scena uno spettacolo influenzato dai dettami del gioco di posizione palla a terra, veloce e spettacolare, è riuscito a farsi largo nelle prime posizioni di un campionato come la Serie A, in cui spesso molte squadre antepongono il culto del risultato alla processo necessario per raggiungerlo.

La presenza del Napoli al tavolo delle “Sette Sorelle” del nostro calcio dopo il ritorno dalle sabbie mobili del fallimento rapprenda un risultato raggiunto, oltre che attraverso la ricerca di un’identità di gioco definita ed esaltante, anche grazie alla pianificazione di una società che, eccezion fatta per alcuni piccoli passaggi a vuoto, è riuscita a colmare il gap economico con le big grazie alla forza delle idee.

I tori di Lipsia, invece, hanno caricato con forza le zone alte della classifica della Bundes con irruenza e celerità, seguendo i dettami del Gegenpressing tanto amato dalla nouvelle ecole di allenatori tedeschi (anche se questa filosofia viene portata avanti da un austriaco come Hasenuttl), senza ricorrere ad investimenti faraonici dettati dalla disponibilità economica praticamente infinita della proprietà Red Bull, che ha portato il Lipsia dai dilettanti al top del calcio tedesco in soli 8 anni.

La società tedesca non ha dunque speso decine di migliaia di euro nel tentativo di piazzare un colpo altisonante e già affermato, bensì, grazie ad un’attenta pianificazione a tavolino da parte della società, ha cercato di acquistare dei giovani futuribili e congeniali al progetto tecnico, cercando di creare un gruppo tanto futuribile quanto potenzialmente vincente.

Napoli – Lipsia sarà, prima che una grande partita di calcio, uno scontro tra due universi tangenti nel modo di gestire la società, dove prevale la ricerca di una pianificazione coerente con i princìpi dell’allenatore e finalizzata ad evitare esborsi economici spropositati, ma distanti nel modo di giocare a calcio.

Nonostante ciò, la gara in questione è soprattutto un banco di prova importante per entrambe le compagini, arrivate ad un punto di svolta decisivo per il loro sviluppo.

Il Napoli ha uno stile di gioco che noi appassionati del bel paese conosciamo molto bene: la squadra di Sarri ama giocare il pallone, è molto brava nell’aggressione dell’avversario in caso di perdita della palla e il 4-3-3 del tecnico toscano è perfettamente funzionale nel creare triangoli tra gli uomini in campo, liberi così di associarsi e giocare la palla velocemente e di prima.

Gli azzurri, ultimamente, hanno evidenziato un calo fisico non indifferente, a causa di una rosa non completa che non ha permesso di sopperire alle assenze forzate di Milik e Ghoulam (giocatori difficili da sostituire ma comunque senza un vero e proprio alter ego in squadra) e della tendenza di Maurizio Sarri di non far ruotare troppo gli uomini a disposizione, proponendo spesso i soliti “titolarissimi” anche nelle gare in cui si potrebbe provare qualche soluzione diversa.

In questo periodo complicato il Napoli è uscito dalla Champions League e ha perso contro la Juve e sofferto molto contro l’Udinese, riacquistando la vetta della classifica proprio grazie ai friulani che hanno battuto l’Inter a San Siro permettendo ai partenopei il controsorpasso.

La minicrisi azzurra ha portato in dote alcuni spunti di riflessione importanti:

  • l’infortunio di Ghoulam ha evidenziato quanto fosse fondamentale il ruolo dell’algerino nella creazione di gioco partenopea. L’ex Saint Etienne è un giocatore dal mancino educato ed in grado di scambiare bene con i compagni, oltre ad avere un alto qi calcistico che gli permette di leggere velocemente tutte le situazioni evitando di buttare via il pallone e garantendo più opzioni agli altri due elementi della catena di sinistra, Hamsik ed Insigne che, insieme al numero 19 formavano il motore portante della squadra;
  • il gameplan della Juve al San Paolo, che ha giocato creando densità nelle zone centrali del campo obbligando il Napoli a giocare sulle fasce, scelta non favorevole per il Napoli che non è una squadra caratterizzata da una grandissima fisicità ed abilità sulle palle alte, per usare un eufemismo;
  • i bianconeri hanno evidenziato anche la difficoltà degli azzurri nel difendersi contro transizioni offensive veloci come dimostra il gol di Higuain, in occasione del quale l’argentino ha attaccato alla perfezione la prateria che Mario Rui ha lasciato colpevolmente alle sue spalle.

Il Lipsia sembra il cliente ideale per sfruttare i punti deboli partenopei. La squadra di Hasenhuttl gioca un calcio proattivo secondo i dettami del gegenpressing, creando densità nella zona centrale del campo e cercando la verticalità il più velocemente possibile, in un 4-2-2-2 mirato a coprire in modo equilibrato più zone possibili del campo ed in cui i due giocatori dietro le punte tendono a giocare il più possibile dentro il campo (statistiche).

Il giocatori cardine della squadra sono Naby Keita, centrocampista guineano all-around promesso sposo del Liverpool, Emil Forsberg, l’elemento con più libertà dello scacchiere tedesco in grado di mettere in porta i compagni davanti alla porta in qualsiasi situazione e di essere pericolosissimo battendo u calci piazzati, e Simon Poulsen, leader offensivo danese fondamentale per la sua fisicità che, abbinata a due polmoni d’acciaio e una buona tecnica di base, lo rendono il collante ideale tra il centrocampo ed il bomber dei tori: Timo Werner.

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Timo Werner raccoglie il passaggio di Forsberg (Photo by http://www.dierotebullen.com)

Werner sarà il principale pericolo per la difesa di Sarri. L’ex centravanti dello Stoccarda è fortissimo nei movimenti senza palla ed è un grandissimo finalizzatore, oltre ad avere un fiuto del gol fuori dal comune. Timo è il centravanti del futuro della Nazionale tedesca ed è un vero e proprio cecchino. In stagione il classe ’96 ha una percentuale di conversione del 26%, collocandosi ad un livello di efficenza di giocatori come Lewandowski (25%) o Aubameyang (27%), anche se tira meno volte in porta (i 2,5 tiri a partita del tedeschino vanno paragonati ai 3,5 del polacco o i 3,1 del gabonese). Werner è dunque pericoloso, oltre che per le sue competenze e le sue abilità, anche per la sua capacità di entrare velocemente in partita, di essere in ritmo senza giocare lo stesso numero di palloni di altri centravanti top.

Il Lipsia ha comprato poco e spendendo bene nell’ultima sessione estiva, dimostrando quanto sia organizzata la società in sede di mercato aggiungendo alla rosa degli elementi in grado di allungare le rotazioni. Oltre all’esperienza e alla qualità di Kampl e l’elettricità del giovane talento Augustin, il vero colpo della squadra di proprietà della Red Bull (che ha aggirato la regola del 50 + 1 che regola le proprietà delle squadre di calcio in Germania) è stato il talento (finora) incompiuto Bruma. Il portoghese arrivato dal Galatasaray è un elemento ancora incostante, che può alternare una partita di livello assoluto ad una scialba e deludente, ma in grado di avere colpi da fuoriclasse e di costantemente pericoli con la sua abilità di creare superiorità numerica contro ogni avversario, con i suoi 2,5 dribbling a partita, dato assurdo rapportato al solo dribbling a partita di Robben o ai 2 scarsi di un altro eccellente giocatore di 1 vs 1 come Alexis Sanchez.

Allo stesso tempo, il Napoli può essere molto fiducioso per quanto riguarda la sfida dei sedicesimi. L’infortunio di Ghoulam e i cali di forma del team di Sarri, dopo aver causato la sconfitta con la Juve e l’eliminazione dalla Champions, hanno portato in dote una nuova dimensione alla squadra dell’ex-trainer dell’Empoli: la catena di destra composta da Hysay, Allan e Callejon viene utilizzata con molta più frequenza per quanto riguarda l’impostazione del gioco, il 45% dei possessi passati attraverso la catena di destra del Napoli nella gara con il Torino ne sono un esempio, visto che in precedenza il dato statistico si aggirava intorno ad un 30% di media.

Ghoulam è un giocatore impossibile da rimpiazzare per il Napoli ma, allo stesso tempo, gli azzurri si presenteranno alla campagna tedesca con una squadra più pronta 360° dal punto di vista del gioco, con una fascia destra rinnovata nelle ambizioni e nelle sicurezze e – probabilmente – un ritocco di spessore sull’out sinistro.

Infine, il giocatore cardine del Napoli potrebbe essere quel Marek Hamsik che tanto ha inseguito il record di Maradona ed ora, dopo averlo eguagliato e superato, potrebbe abituarci ad un finale di stagione in crescendo come negli ultimi anni. Il suo dinamismo e la sua fisicità possono risultare fondamentali per contrastare alcuni dei lait motif della squadra della Germania Est, come le turbo transizione palla al piede di Naby Keita. Lo slovacco, inoltre, ha un apporto offensivo per i suoi che pochi centrocampisti possono vantare in Europa League e, con la sua personalità, potrebbe cambiare i destini del doppio confronto.

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Marek Hamsik segna il suo 116esimo con la maglia del Napoli, superato Maradona (photo by http://www.sscnapoli.com

Napoli – Lipsia sarà, dunque, una sfida stellare sia per il livello tecnico delle due rose che per le competenze tattiche delle due compagini.

Due squadre che sono destinate a regalarci uno spettacolo di altissimo livello per una sfida dei sedicesimi e che lo faranno a modo loro, con una filosofia spesso diversa da quelle che siamo soliti incontrare. Nell’attesa di capire appieno le innovazioni che queste due società hanno portato nei rispettivi paesi, ci mettiamo comodi sul divano a goderci il modo di giocare dei ragazzi di Sarri e Hasenhuttl, che difficilmente si possono emulare.

Articolo a cura di Matteo Coral

 Napoli
 Lipsia

 

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