BOCA E RIVER, DIVISI IN TUTTO

BOCA RIVER
Carlos Tevez e Lucas Pratto – Grafica di Alessio Giannone

A dividere il mondo di Boca e River ci pensa anche il sole. Basso e coperto da nuvole sopra la Bombonera, alto e smagliante nella zona millonaria di Nuñez. Fino a un paio di settimane fa, la situazione meteorologia e psicologica nelle due anime di Buenos Aires coincideva. La vittoria per 1-0 nel clasico de verano, il sentitissimo derby dell’estate a Mar del Plata, sembrava aver dato al River le giuste certezze per terminare al meglio il campionato, ormai compromesso, e puntare alla Copa Libertadores. È bastata la sconfitta con l’Huracán per far tornare le nubi di inizio campionato

Una ricca estate– Si può migliorare una squadra prima da sola in classifica da praticamente due anni? È l’obiettivo di Angelici e della dirigenza del Boca, che nelmercado de pases (di riparazióone, ndr) ha portato alla Bombonera i due laterali ex San Lorenzo Buffarini e Emmanuel Más, Bebelo Reynoso e soprattutto Carlos Tévez. Il ritorno dell’ apache è la vera notizia dell’estate xeneises, e può spostare ancor di più gli equilibri di una Superliga già dominata. I fratelli Schelotto avevano chiesto anche un difensore centrale per sostuire Fabra e Magallán. Sembrava vicinissimo l’acquisto di Gustávo Gómez, poi è saltato tutto proprio nelle ultime ore di mercato. Angelici si era spinto fino a 6,5 milioni di euro per l’80% del cartellino, ma il Milan ne chiedeva almeno 8,5. Una resistenza simile a quella trovata da Ferrari e Richarte quando sono andati a bussare alla porta del Racing per Lautáro Martínez. Per l’attaccante blanco y azul il Boca era disposto a metter sul piatto fino a 15 milioni di euro, cifra mostruosa per l’Argentina. Proposta respinta con perdite, quando Diego Milito e Victor Blanco hanno capito che dall’Europa e dalla Cina sarebbero arrivati fino a 25.

Soluzioni da provare- I nuovi acquisti si sono già integrati alla perfezione nel sistema dei mellizos e possono offrire tantissime soluzioni, soprattutto in fase offensiva. Buffarini e Más, molto abili a spingere, creano la superiorità numerica, permettendo a Cardona e Pavón, che giocano davanti, di fare la cosa che amano di più, accentrarsi e andare al tiro. Finora infatti Schelotto aveva preferito schierare due terzini piuttosto bloccati, pronti a scappare indietro sui contropiedi in caso i due esterni avessero perso il possesso. Tevéz poi sostituisce alla perfezione Benedetto, fermo almeno fino ad aprile per la rottura del crociato. Carlitos inoltre, a differenza del Pipa, può giocare anche dietro a una prima punta (Walter Bou) come trequartista in un 4-2-3-1 sempre più utilizzato da Schelotto. Stesso ruolo di Reynoso, che però non ha ancora esordito. Nel Talleres ha dimostrato cose straordinarie, ma gli è mancata la continuità di prestazione. Ma per uno che è cresciuto in uno dei barrios più difficili di Cordoba, a cui hanno sparato alle gambe per rubargli la moto e che « sogna di festeggiare un Natale con tutti i fratelli, perché ce n’è sempre uno in carcere» l’ambientamento non sarà dei più complicati.

Tutto sulla Copa– L’anno scorso i suicidio sportivo alla Rosaleta, contro il Lanús di Almiron, quest’anno il River ci riprova. Il progetto di Gallardo è al limite del miracoloso, riportare la Libertadores al Monumental con una squadra completamente diversa rispetto a quella del 2015. Della magica notte di luglio contro il Tigres sono rimasti soltanto El Pity Martínez, Ponzio e Jonathan Maidana. Proprio il difensore centrale era al centro di numerose voci di mercato. La sollevazione social dei tifosi del River e il veto di Gallardo, che non vuole rinunciare a uno dei suoi leader, lo hanno inchiodato ai cancelli del céntro de practica di Ezeiza. A varcare la soglia invece sono stati Quintero (sì, l’ex Pescara),il portiere Armani, ex Atlético Nacional, Bruno Zuculini dal Verona e sopratutto Lucas Pratto. L’uomo che Patón Bauza aveva messo al centro dell’attacco argentino è stato l’acquisto più costoso nella storia dei Millonarios, che si chiameranno anche così, ma 11 milioni di dollari per un giocatore non li avevano mai spesi. El Muñueco però l’ha voluto fortemente per sostituire Alario (passato al Bayer Leverkusen) e permettere a Mora di recuperare con calma dall’infortunio al ginocchio.

Non solo Orso– Pratto si adatta perfettamente alle caratteristiche tecniche di Scocco. Lucas è una classica prima punta forte fisicamente, che partecipa al gioco venendo incontro e aprendo spazi in area in cui si può infilare Ignazio. El orso poi permette anche una soluzione in più: il lancio lungo, che Gallardo disprezza ma nei finali di partita può essere utile. Non sarà mai un attaccante da 20 gol, ma ne può garantire altrettanti. Armani è arrivato per fare il titolare, dopo che sia Lux che Batalla non avevano dato le necessarie garanzie. Quest’ultimo addirittura è stato mandato in prestito all’ Atletico Tucuman senza grandi rimpianti. Quintero invece parte un po’ indietro nelle gerarchia rispetto a Martínez e Fernández, anche perché deve si è presentato in sovrappeso e deve trovare il ritmo partita. Due ottime alternative comunque, che possono anche cambiare il modulo tattico. Gallardo infatti finora sta schierando un 4-2-4 con due esterni che si accentrano e spesso si scambiano la posizione con le punte. L’allenatore biancorosso però potrebbe optare per un 4-3-2-1 con Quintero e Pity dietro a Pratto o Scocco. In questo caso Fernández scalerebbe nei tre di mezzo, insieme agli insostituibili Ponzio e Rojas. Quella del River, almeno sulla carta è una delle rose più ampie e complete di tutto il Sudamerica. Tutto nella norma, se vuoi vincere la Copa.

River e Boca, due anime della stessa città, che sembrano guardare in due direzioni diverse: certificare il dominio azul y oro sulla Superliga da una parte, il sogno continentale dall’altra. Due visioni diverse, nell’immediato e nel medio-lungo periodo.

Articolo a cura di Fabio Simonelli

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