IL BITCOIN NEL MONDO DEL CALCIO

Atalanta BC v FC Internazionale Milano - Serie A

Premessa: quello che state per leggere non è il solito articolo sul Bitcoin e criptovalute varie. Non esordirò con un roboante: “SONO VERAMENTE EUFORICO” cercando di dimostrarvi come diventare ricchi con i miei infallibili metodi sicuri e funzionanti sperimentati 100% ricco domani ville ferrari donne e champagne.

Parliamoci chiaro, se mi dite di bolle che stanno per esplodere io penso al Boleyn Ground, se mi parlate di truffa la mia testa va ai 10 milioni più Cassano e il prestito di Silvestre per la metà di Belfodil. E per me di Eldorado ce n’è solo uno ed è stato in Colombia con Alfredo Di Stéfano al Millonarios di Bogotà.

E allora non aspettatevi dati, cifre o protocolli. Quello che voglio provare a immaginare oggi con voi e per voi è un contatto: come si approccerebbe oggi il blockchain al mondo del calcio?

Era il 3 Settembre del 2008 quando cominciai a percepire che in fondo, il calcio, per qualcuno, era solo un business. L’emiro Mansur eccetera eccetera aveva appena acquistato il Manchester City da Thaksin Shinawatra, coinvolto in uno scandalo politico e costretto a lasciare società e tifosi che lo ricorderanno per sempre come il presidente che ha portato fuoriclasse del calibro di Rolando Bianchi a vestire sky blue. Era il 3 Settembre del 2008 e, a soli due giorni dal suo insediamento ai vertici della società, Mansur eccetera eccetera strappa al Real Madrid tale Robson de Souza Santos, che per noi che andiamo sempre di corsa è diventato  Robinho. Già promesso sposo al Chelsea, il colpo saltò nelle ultime ore facendo cadere i giornalisti sportivi dell’intero pianeta nella più classica delle Bargiggiate. Quali furono i motivi che convinsero Robinho e il Real a cambiare idea all’ultimo minuto non lo sapremo mai, quanti forse sì, quello ce lo possiamo immaginare.

Grandi e copiosi colpi di mercato ci furono già nel passato, sia chiaro, ma lì era diverso, perché si trattava di un calcio che aveva ancora a che fare col sentimento. Il 3 Settembre del 2008 invece no, quell’affare non aveva niente a che vedere con fede e destino, il calcio da quel giorno diventava logica e affari.

E da lì sempre meno furono i colpi di mercato, sostituiti con il passare degli anni dalle transazioni di mercato, in un circolo vizioso che necessitò addirittura di una normativa e di un istituto – entrambi molto carenti a dire il vero – per controllare che i conti dei club siano in linea con le direttive prese.

Me le immagino addormentarsi da sole, in un letto troppo grande e troppo freddo, le mogli di chi lavora all’Accademia della Crusca, che dal 3 Settembre del 2008 fanno gli straordinari per introdurre tutti i neologismi nati dall’unione di calcio e finanza. Neologismi che grazie al sacrificio di questi uomini valorosi ormai oggi conosce anche l’ultimo degli arrivati. Non mi nascondo, “Fair Play Finanziario” è tra i primi risultati consigliati sul mio motore di ricerca. Ma anche mio nonno saprebbe spiegarvi cos’è il FPF, la mia ragazza sta ancora studiando il fuorigioco ma sul Financial Fair Play è preparatissima.

Siate sinceri, quanti di voi se ne vorrebbero dimenticare? Liberando dalla sua stringente ed ingiusta morsa la propria squadra? La logica se ci pensate è un po’ la stessa di chi promuove la criptovaluta: liberarsi del mediatore tiranno, ottenendo in uno scenario di libertà e trasparenza la piena sovranità finanziaria. In soldoni, ognuno sarà padrone dei propri soldi. E nel calcio?

Un primissimo contatto c’è già stato, a dire il vero, con Omer Faruk Kiroglu che è diventato il primo giocatore della storia ad essere stato pagato in Bitcoin. L’Harunustaspor – settima divisione turca – ha dovuto sborsare per averlo la bellezza di 0,0524 Bitcoin, equivalente di 440€. Cifre non destinate a cambiare il mercato della criptovaluta, che però va detto: essendo un sistema finanziario chiuso, con un tetto massimo di Bitcoin già prestabilito, all’aumentare della domanda vedrà una crescita automatica del suo valore. Che ovviamente è destinato a crollare nel caso contrario. La fluttuazione del Bitcoin è dunque un’incognita troppo rischiosa, oggi, per un mercato florido come quello del calcio.

Insomma, per quanto affascinante possa essere immaginare lo scenario che si andrebbe a creare, bisogna essere schietti: la volatilità del valore, potrebbe avere impatti finanziari ingestibili. Pensate a Neymar: la scorsa estate è arrivato al Paris Saint Germain per una cifra record di 220 milioni di euro. Era agosto, e un Bitcoin valeva circa 4mila euro. Se la transazione fosse avvenuta in criptovaluta, la cifra stanziata sarebbe stata di circa 55mila Bitcoin. Quei 55mila Bitcoin oggi valgono circa 450milioni di euro, cioè più del doppio di quanto speso dai parigini.

E allora io, che sono un inguaribile sognatore, voglio credere che quei 10 milioni per la metà di Belfodil oggi possano valere una fortuna.

Articolo a cura di Alfredo De Grandis

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...