A CHE PUNTO È IL CALCIO CINESE?

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A che punto è il movimento calcistico cinese? Prova a darci una risposta il nostro amico e collaboratore Nicholas Gineprini di blogcalciocina.altervista.org

Negli ultimi anni il mercato della Chinese Super League, prima della famosa luxury tax, era sotto i riflettori del calcio mondiale per la sua capacità di spesa e di attrarre giocatori ancora all’apice della loro carriera come Oscar, Ezequiel Lavezzi, Fredy Guarín e Alex Teixeira. Qualcosa che negli ultimi anni non abbiamo mai visto fare da Giappone e Sud Corea, due sistemi calcistici profondamente diversi da quello cinese che hanno optato per una differente via di crescita.

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Grafica realizzata da Blog Calcio Cina.org

I GRANDI CAPITALI ALLA CONQUISTA DEL CALCIO

La maggior parte delle società della Chinese Super League dal 2010 al 2017 hanno visto incrementare notevolmente le spese nel calciomercato, da 6.6 milioni di euro a ben 431 milioni nella passata stagione, una crescita rapidissima che però ha esposto il sistema a diversi rischi.

Come riportato il mese scorso dalla Soccerex Football Finance 100, la classifica dei 100 club più ricchi al mondo, ben nove di questi sono cinesi, dal quarto posto del Guangzhou Evergrande, di proprietà del fondo Evergrande Real Estate e del grande sovrano dell’e-commerce Alibaba, all’83esimo posto del Tianjin Quanjian della casa di produzione di medicinale “Quanjian Nature Medicine“. Queste due squadre hanno saputo muovere notevoli volumi d’affari nel calciomercato, dai 15 milioni di euro per Ricardo Goulart, ex CruzeiroGoiás ed Internacional Porto Alegre, passando per i 42 milioni di Jackson Martinez, i 35 per Anthony Modeste e Axel Witsel.

Le spese nel contesto calcistico cinese sono aumentate esponenzialmente in pochissimo tempo, naturalmente vi è stato un netto incremento degli introiti, sopratutto per quanto concerne i diritti tv, ma non è stata assolutamente proporzionale la cosa. Al termine della stagione 2016 infatti i 16 club di Chinese Super League avevano perso complessivamente un miliardo di dollari e i risultati non sono stati certamente incoraggianti anche nel 2017 con perdite complessive superiori al mezzo miliardo.

Il sistema calcistico cinese attualmente non è del tutto autosostenibile, con il Guangzhou Evergrande che è – attualmente – il club con il fatturato più alto e si attesta solo a 55 milioni di euro, con perdite pari a 250 milioni negli ultimi tre anni. Le autorità federali e governative hanno dunque optato per l’introduzione della luxury tax, nel tentativo di contenere folli spese che avrebbero potuto far scoppiare una bolla nel mondo della Chinese Super League, ma il modus operandi è stato alquanto deleterio, e soprattutto rischia di uccidere l’attrattività del campionato.

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Jô (foto di presentazione con la maglia del Nagoya Grampus) – Photo by http://www.alfredopedullà.com L’ex calciatore del Corinthians è stato acquistato dal Nagoya per una cifra superiore agli 11 milioni

GIAPPONE

Quello giapponese è un sistema calcistico molto più sano, quest’anno l’unico ricchissimo colpo di mercato è stato l’ingaggio di João Alves, meglio noto come , dal neopromosso Nagoya Grampus, che ha versato nelle casse del Corinthians una cifra superiore agli 11 milioni di euro, un fatto più unico che raro in Giappone che ha infranto qualsiasi record di mercato. Anche i club giapponesi hanno dei colossi economici alle spalle, se in Cina le proprietà per la maggior parte hanno a che fare con il real estate, in Giappone vi sono molte aziende nell’automotive.

Il Nagoya Grampus infatti, è di proprietà della Toyota, mentre l’Urawa Red Diamonds, vincitore dell’ultima edizione dell’ACF Champions League, è la società di proprietà della Mitsubishi. Fra i vari investitori troviamo anche la Rakuten, divenuta famosa per essere diventata il “Jersey Sponsor” del Barcellona di Ernesto Valverde -con un accordo da 60 milioni di euro ogni stagione – è a capo del club Vissel Kobe, il quale recentemente ha trovato l’ingaggio dell’ex Inter, Bayern Monaco, Colonia, Arsenal e Galatasaray Lukas Podolski, che dopo aver aperto un negozio da kebabbaro nella sua Colonia, ha deciso di tornare in campo nel Sol Levante.

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Ad ogni modo, i club giapponesi non sono soliti indebitarsi per ottenere grandi risultati. L’Urawa, vincitore dell’ultima Champions asiatica, ha concluso la stagione 2016 con un fatturato da 59 milioni di dollari e un utile netto da 1.6 milioni. Tutt’altre cifre rispetto a quelle dell’Evergrande.

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Leonardo Rodrigues Pereira è stato pagato circa 850mila euro dal Jeonbuk Hyindai Motors Football Club, che lo ha acquistato nel 2012 dai greci dell’Aek Atene

SUD COREA

Il calcio della Sud Corea non sta invece attraversando una fase economica molto rosea. la K-League ha faticato enormemente a trovare dei nuovi “Title Sponsor“, questo a causa anche del disinteresse sempre più evidente da parte del pubblico calcistico, arrivando addirittura al punto che l’affluenza media allo stadio è calata in un anno da 7800 a 6500 persone, un vero disastro.

Fra i club coreani non girano molti soldi, l’acquisto più caro è avvenuto nel 2012, con l’esterno offensivo brasiliano classe ’87 Leonardo Rodrigues Pereira, che si è trasferito dall’Aek Atene al Jeonbuk Hyundai Motors Football Club per una cifra che si aggira intorno agli 850mila euro. Inoltre, nella stagione 2017 il giocatore con l’ingaggio più alto era l’attaccante coreano Lee Dong Gook, che arrivava a poco più di 1.2 milioni di euro. Alcune squadre in Corea sono di proprietà dei governi locali, come il Daegu, il Sangju ed il Gangwon, mentre sono pochi i colossi che investono nel calcio come la Samsung con il Suwon Bluewings o la Hyundai Motors con il Jeonbuk (ma senza dimenticare l’Ulsan). La Samsung, ad esempio, è una società con numeri stratosferici, con asset da oltre 500 miliardi di dollari, ma perchè investire nel calcio quando ai coreani interessa poco? Molto meglio investire le proprie risorse nel settore degli eSports, in particolar modo League of Legends, dove la compagnia telefonica è diventata campione del mondo con il Team Samsung Galaxy.

Articolo a cura di Nicholas Gineprini

(Blog Calcio Cina, Facebook: https://www.facebook.com/blogcalciocina/)

(Blog Calcio Cina, website: http://blogcalciocina.altervista.org/)

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Cigarafterten ha detto:

    Nessuna fiducia nello sviluppo del campionato di calcio cinese. Stessa opinione per quanto riguarda il campionato di basket cinese.

    Mi piace

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