RIVOLUZIONE ORANJE

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Ronald Koeman è il prescelto della K.N.V.B. per risollevare il destino della nazionale olandese – Photo by http://www.raisport.rai.it

Lo scorso febbraio è stato tempo di novità fra la fila della nazionale olandese: Ronald Koeman è stato nominato nuovo commissario tecnico degli Oranje. La panchina era stata lasciata vacante da Dick Advocaat, attuale allenatore dello Sparta Rotterdam, e da metà novembre era rimasta senza un proprietario. La K.N.V.B. – ovvero la Federazione Calcistica Olandese – si è presa il proprio tempo per poter valutare attentamente i candidati e operare una scelta cosciente, oltreché lungimirante.

L’intento è di non ripetere l’errore commesso al termine del campionato mondiale brasiliano, ossia assegnare la panchina ad una soluzione di ripiego, quale è stata Guus Hiddink spalleggiato da Danny Blind. Come è noto, Hiddink ha rassegnato le dimissioni a metà del cammino della qualificazione ai campionati europei del 2016, in seguito alle quali gli è succeduto Blind. L’ex capitano dell’Ajax ha fallito l’accesso alla massima competizione continentale per le nazionali e ha gravemente compromesso le possibilità della selezione degli Oranje di approdare al mondiale russo. Emblematica e fatale è stata la sconfitta in Bulgaria per 2-0 nel marzo scorso per il tecnico di Vlissingen. Nulla ha potuto il Kleine Generaal: Dick Advocaat ha portato alla vittoria gli Oranje in otto occasioni su nove – tra partite ufficiali e non – non riuscendo a regalare i playoff ai tulipani. Gli olandesi sono incappati in una notevole sconfitta contro la Francia che ridimensionato aspettative e valore della compagine arancione in una tragica notte che ha visto il simbolo della recente decadenza olandese, Kevin Strootman, essere allontanato anzi tempo dal rettangolo di gioco.

La necessità di cambiare rotta e dare una sferzata decisiva al proprio movimento calcistico ha indotto la K.N.V.B., nella figura del Direttore Generale Eric Gudde, ad assegnare le redini della rifondazione olandese alle figure di Nico-Jan Hoogma e Ronald Rambo Koeman. A margine la federcalcio olandese ha reso nota l’impossibilità di contemplare un profilo straniero per questioni di budget come commissario tecnico. Questa sarà il duo che nei prossimi quattro anni avrà il compito di portare nuovamente in auge la nazionale maggiore e quelle giovanili, oltre a risolvere annate di mala progettazione e gestione approssimativa. La K.N.V.B. si sta riservando di contattare Dwight Lodeweges, attualmente al PEC Zwolle, per poterlo affiancare a Ronald Koeman come assistente. Nel contempo sembra essere saltata la candidatura di Aloys Wijnker come testa pensante dello sviluppo calcistico giovanile olandese: il profilo dell’ex responsabile calcistico degli U.S.A. non convince appieno e le sue probabilità di figurare nella K.N.V.B. stanno gradualmente scemando.

La prima figura chiamata in causa, Nico-Jan Hoogma, è una scelta comprensibile nel ruolo di Direttore Tecnico della federcalcio olandese. Il direttore generale dell’Heracles Almelo ha eseguito un lavoro eccellente nel club del Overijssel: dalla sua nomina nel 2007, gli Erculei non sono mai retrocessi in Eerste Divisie. Hoogma ha dato continuità e corpo ad un progetto che ha permesso al club, dopo un ventennio di Purgatorio della serie cadetta, di mantenersi stabilmente in Eredivisie. L’annata più mirabile è certamente stata quella del 2015/16 quando l’Heracles ha centrato il sesto posto. Hoogma ha avuto il merito di puntare fortemente su John Stegeman, tecnico che guida la selezione bianconera dall’agosto del 2014. Inoltre il club è stato sanificato dal punto di vista finanziario e rappresenta una società modello nella sfera calcistica dei Paesi Bassi. Hoogma rappresenterà una ventata d’aria fresca a Zeist e cozza violentemente con i vecchi volti del calcio olandese, quali Fred Rutten e Louis Van Gaal – in pole per lungo tempo come prossimi titolari del posto di Direttore Tecnico della K.N.V.B – oltre ad Earnest Stewart che ha rinunciato alla carica. Hoogma è un uomo pragmatico e “di campo”, talvolta sfrontato nelle proprie decisioni; la più clamorosa delle quali è stata appoggiare il mantenimento dei manti sintetici in Eredivisie, questione torrida nei Paesi Bassi di questi tempi, in nome di una maggiore praticità.

La K.N.V.B. sta discutendo animatamente con il PEC Zwolle per assicurarsi i servigi di Dwight Lodeweges. L’attuale assistente di John van ‘t Schip è conteso dalla compagine dell’Overijssel e la federazione: Lodeweges è legato al PEC da un contratto che può essere estinto solo da una cifra forfettaria, non accora pattuita. Inoltre non vi è un accordo nemmeno sulle tempistiche dell’arrivo di Lodeweges in federazione: il PEC preferirebbe trattenerlo sino al termine della stagione, mentre la K.N.V.B. averlo immediatamente. Nelle prossime settimane la vicenda avrà una risoluzione. La figura di Lodeweges sarebbe tutt’altro che marginale nell’organigramma della K.N.V.B. . L’ex calciatore del Go Ahead Eagles diverrebbe assistente a Ronald Koeman. Lodeweges conosce pienamente la nuova generazione di calciatori che andranno a comporre la nazionale olandese, poiché ha lavorato spalla a spalla con i talenti arancioni durante il suo anno da c.t. della selezione U20 degli Oranje nel 2016. I giovani si sono spesi in numerosi elogi nei confronti di Lodeweges e i suoi metodi d’allenamento: le voci più spiccanti sono state quelle di Donny van de Beek, Guus Til e Timothy Fosu-Mesah, ovvero il futuro prossimo della nazionale olandese. Inoltre Lodeweges rappresenta l’uomo ombra adatto per Ronald Koeman: l’ex tecnico del PSV non ama i riflettori e sarebbe in totale accordo con una metodologia di lavoro sottotraccia. Un aspetto da non trascurare, considerato come la nazionale olandese possa essere vista più come un palcoscenico di prestigio per rilaciarsi, rispetto ad un vero e proprio incarico.

L’istante saliente della questione è certamente la nomina del nuovo c.t.: Ronald Koeman. Koeman ha una notevole esperienza nel proprio bagaglio di allenatore, oltre ad essere stato un calciatore di fama mondiale. Le squadre che ha allenato sono state: Vitesse, Ajax, Benfica, Valencia, AZ Alkmaar, Feyenoord, Southampton e, in ultima istanza, l’Everton. Il tecnico olandese è stato esonerato il 23 ottobre del 2017, in seguito ad una serie di risultati deludenti sulla panchina dei Toffees che hanno portato la selezione di Liverpool al quart’ultimo posto. Un risultato inaccettabile a fronte di un’annata da incorniciare nella stagione precedente ed un mercato dispendioso. Dalla data dell’esonero, Ronald Koeman è stato il main target della K.N.V.B. . Fallito il suo approdo nella tarda estate del 2014, a causa di una volontà da parte della federazione di assegnare all’ex giocatore del Groningen il tutoraggio di Guus Hiddink – desiderio che Ronald Koeman non prese affatto con benevolenza e unico motivo apparente della sua rinuncia alla panchina della nazionale olandese – Eric Gudde è riuscito a convincere Rambo a sedersi sulla scottante panchina degli Oranje dopo un colloquio avvenuto la scorsa settimana. Si tratta di un ritorno per Koeman, poiché già nella spedizione di Francia ’98 è stato sulla panchina degli olandesi, sebbene come assistente dello stesso Guus Hiddink.

Ronald Koeman non ha lasciato cadere la richiesta di Eric Gudde e ha colto al volo l’occasione: «Penso di poter rivestire il ruolo di c.t.: la nazionale sarebbe anche la continuazione ideale della mia carriera» – aveva dichiarato Koeman nelle ultime settimane alla rivista “Voetbal International”. Il tecnico olandese porta con sé in nazionale l’assistente Kees van Wonderen, con un passato nel VVV Venlo, e Patrick Lodewijks, preparatore dei portieri, che già ha lavorato per la K.N.V.B. nel 2014-15, oltreché esser stato suo collaboratore nella recente esperienza con l’Everton.

La scelta che ha preso in causa la figura di Ronald Koeman ha un’immediata motivazione: la necessità di pragmatismo. La nazionale olandese ha bisogno di abbandonare i propri fondamentalismi tattici che ne stanno prostrando le aspettative da un ventennio a questa parte: reiterare l’integralismo di un calcio propositivo e composto di possesso palla ha tarpato le ali dell’Olanda in diverse occasioni, soprattutto nell’ultimo quadriennio quando la Gouden Generatie ha oltrepassato troppe primavere e ha lasciato la scena della nazionale. In ultima istanza, il massimo simbolo di questa generazione di campioni, quale Arjen Robben, ha lasciato la nazionale olandese nell’amarissima vittoria interna contro la Svezia: offrendo la possibilità di una svolta. Non appunto è un caso che l’Olanda abbia centrato risultati di rilievo, quali il terzo posto al mondiale brasiliano, giocando un gioco speculativo e accorto. In questa occasione immenso merito va dato a Louis van Gaal che, dopo una lunghissima e straziante lotta ideologica con la stampa olandese, ha valorizzato i talenti olandesi a disposizione, nascondendo sotto il tappeto gravi difetti strutturali di questa squadra.

La nazionale olandese, sotto la direzione di Ronald Koeman, cambierà dal punto di vista tattico: si lavorerà in nome di una duttilità e di una capacità di giocare sull’avversario. Il possesso palla estenuante e sterile verrà abbandonato come ideologia, bensì verrà utilizzato solo in determinate fasi della gara. Koeman conosce diversi sistemi ed approcci alla gara che utilizza in maniera indistinta nel corso del match, perciò l’ex Ajax dovrà davvero faticare, soprattutto con i giocatori provenienti dall’Eredivisie ma non solo, a spazzar via il monopensiero del dominio del possesso palla e del 4-3-3 – oramai istanza spettrale e non più applicabile. Rambo porterà la squadra ad essere più aggressiva e repentina nel recupero palla, sfaccettatura che l’Olanda non ha mai veramente approfondito e, probabilmente, calcolato.

Il prossimo c.t. galleggerà – in termine di moduli – fra il 4-2-3-1 e il 5-3-2, senza dimenticare il Totaal Voetbal del quale l’Olanda si prefigura come massimo genitore ed è vero orgoglio nazionale. Koeman lo reinterpreterà e lo renderà funzionale, oltre che attuale. Non essendo più applicabile in fase di possesso, poiché gli olandesi sono in deficit – quasi totalmente – d’intensità e ritmo palla al piede, porterà la polifunzionalità dei giocatori in fase di non-possesso: tutti involti nel recupero della sfera. Una volta recuperato il pallone verrà immediatamente smerciato nello spazio delle corsie esterne o centrali, a seconda delle occasioni, esaltando atleti capaci in fase d’inserimento e abili nel conoscere le spaziature del gioco. Non è un caso che il trequartista dei Saints Dušan Tadić abbia condotto la miglior parte della sua carriera sino ad ora sotto l’ala di Koeman: il serbo ha sposato appieno la politica del gioco nello spazio, esaltando le sue abilità di regista avanzato e la sua precisione nel passaggio.

Rambo si dovrà adoperare di fronte ad un vero e proprio cumulo di macerie: la generazione di calciatori nati fra il 1987 e il 1994 non è riuscita a dare il corretto apporto alla nazionale olandese, evidenziando limiti dal punto di vista caratteriale in primis e tecnico in seconda battuta. L’Olanda calcistica sta patendo una serie di cocenti delusioni a causa del fallimento di questa specifica porzione di giocatori che avrebbero dovuto rappresentare lo scheletro dell’attuale nazionale. Nella fattispecie sorprende come nessuno dei vincitori del doppio europeo U21 nel 2006 e 2007 si sia imposto come caposaldo degli Oranje. Il solo Ryan Babel è riuscito, solo ultimamente, ad inserirsi nelle gerarchie dei tulipani. Gli altri componenti della doppia vittoria nei campionati europei hanno dato vita ad una serie di psicodrammi e decisioni discutibili che gli hanno allontanati dal calcio giocato ad alti livelli.

Ronald Koeman è chiamato a valorizzare e amministrare con sapienza la nuova tranche di talenti che stanno popolando l’Eredivisie, in aggiunta possiamo sostenere che questa stagione della massima divisione olandese rappresenti una delle più ricche di talenti. Rambo non potrà di certo prescindere dai nomi di stampo “ajacide”: la prima colonna che erigerà il nuovo nucleo della nazionale olandese sarà Matthijs de Ligt. Il centrale difensivo è probabilmente il talento più cristallino, nel proprio ruolo, a livello di panorama europeo. De Ligt sarà chiamato a riscattare – già in parte è avvenuto – lo sfortunato esordio con la Bulgaria e diventare leader difensivo degli Oranje. Risulta altrettanto imprescindibile per i tulipani l’intensità e la vivacità di Donny van de Beek. Il centrocampista dell’Ajax è probabilmente il giovane più pronto a ritagliarsi uno spazio importante in nazionale. Van de Beek rappresenta l’incarnazione dei dettami di Ronald Koeman: la sua aggressività è nuova linfa nel recupero di palla repentino auspicato dall’ex manager dell’Everton. Rimanendo ad Amsterdam, l’apporto offensivo che darà Justin Kluivert, prossimo alla chiamata in nazionale maggiore, sarà chiave nel rinvigorire un reparto che ha stentato nell’ultimo quadriennio. Il figlio di Patrick sta conquistando i cuori degli appassionati e lo stesso José Mourinho ha espresso il volere di portarlo a Manchester.

Una dissertazione a parte la merita un altro prospetto del calcio olandese: Frankie de Jong. Il centrocampista dei Lancieri è certamente il calciatore che ha più coscienza di sé e conoscenza del rettangolo di gioco. De Jong ha dimostrato sin dalle prime battute di essere un calciatore duttile, abbracciando dignitosamente il ruolo di difensore centrale sotto la guida di Marcel Keizer e, successivamente, Erik ten Hag. Il giovane centrocampista dell’Ajax rappresenterebbe l’uomo di raccordo fra difesa e centrocampo nella nazionale olandese, andando a coprire un ruolo scoperto dai tempi della dipartita calcistica di Mark Van Bommel. Seppur le caratteristiche di de Jong siano più spiccatamente di costruzione, lo slot lasciato libero dall’ex capitano del PSV Eindhoven sembra cucirsi appositamente addosso al talento biancorosso.

La prossima nazionale olandese non dovrà commettere l’errore di pescare solo dall’Ajax la propria ossatura, a maggior ragione di fronte alla strepitosa stagione dell’AZ Alkmaar. La selezione di John Van den Brom sta dando vita ad un campionato superlativo, oltre ad aver centrato la finale di Coppa d’Olanda. I Formaggiai possono contare sull’enorme talento di Guus Til. Il centrocampista, nato nello Zambia, è un dinamico costruttore di gioco ed è molto abile nella produzione offensiva all’interno dell’AZ Alkmaar. Til, nato nel dicembre del 1997, non è il solo convocabile per la nazionale maggiore. Ousama Idrissi, di chiara origine marocchina, è l’ennesimo esterno d’attacco che l’Eredivisie ha messo in luce. L’ex Groningen predilige giocare sulla corsia mancina per poter sfruttare al meglio il proprio destro, andando a concludere a rete. Idrissi rappresenta un’alternativa non trascurabile in ottica nazionale.

La massima divisione olandese ci ha abituato alla produzione e sviluppo di un notevole numero di esterni d’attacco e, all’interno di questa disamina, non possiamo assolutamente tralasciare l’uomo più in forma in questo preciso istante nei Paesi Bassi: Steven Bergwijn. L’ala del PSV Eindhoven ha impressionato notevolmente in questa seconda parte di stagione, beneficiando della partenza verso lidi anglosassoni di Jürgen Locadia. Bergwijn ha evidenziato ottime capacità nel dribbling, oltre ad essere un pregevole fromboliere dalla distanza. La sua imprevedibilità potrebbe essere una freccia in più nella faretra di Ronald Koeman.

Non solo nuove leve, Rambo dovrà ripartire e riqualificare “vecchie conoscenze” della nazionale olandese. Gli uomini cardine di questa nuova Olanda saranno giocatori in grado di garantire solidità e pragmatismo. Stefan de Vrij, con la sua pulizia in fase d’impostazione e la sua intelligenza tattica nel saper intrepretare diversi moduli, e Virgil van Dijk, per distacco il miglior difensore nel gioco aereo della Premier League e abilissimo nell’uno contro uno, saranno i punti di riferimento del nuovo percorso degli Oranje dal punto di vista prettamente difensivo. Questo sarà certamente il primo pacchetto difensivo che vedremo scendere in campo agli esordi della nuova Olanda di Koeman.

Ronald Koeman attingerà, in fase di selezione, a numerosi elementi che giocano in Premier League o ha allenato nell’esaltante esperienza al Feyenoord. Nomi quali quelli di Georginio Wijnaldum o Daryl Janmaat – che dovrà giocarsi il posto con il romanista Rick Karsdorp – potranno essere riqualificati a dovere, invece personalità quali un probabile Daley Blind o lo stesso Davy Klaassen subiranno un declassamento: il primo è un elemento discreto, ma dotato di un ritmo troppo cadenzato nelle giocate. Il secondo ha mostrato di essere troppo acerbo per essere un giocatore sul quale puntare fortemente. Nomi quali quelli di Nathan Aké e Timothy Fosu-Mensah verranno sondati con attenzione. Il difensore del Bournemouth è uno dei centrali difensivi a rendimento più elevato in tutta la lega ed è già in pianta stabile in nazionale. Il terzino in prestito al Crystal Palace, invece, sta vivendo una stagione a fasi alterne – come del resto tutti i Glaziers – ma rappresenta un profilo di sicuro avvenire e, perciò, da non lasciare nel dimenticatoio.

Un nome che nei Paesi Bassi ci si auspica poter essere utilizzato con maggiore frequenza è Jens Toornstra: il centrocampista del Feyenoord non è assolutamente un calciatore di primo pelo, ma è probabilmente l’atleta più scaltro di tutta l’Eredivisie. Il nome a sorpresa di Koeman potrebbe essere quello di Brandley Kuwas: il poliedrico attaccante dell’Heracles Almelo è uno dei migliori elementi dell’Eredivisie e il suo valore tecnico è certamente da monitorare in ottica nazionale.

Balza all’occhio la mancanza di elementi di prospettiva all’Alfa e Omega della possibile selezione degli olandesi. L’Eredivisie, ad ora, non ha presentato un profilo di rilievo fra i pali: Justin Bijlow è l’estremo difensore più promettente della massima divisione orange, ma è relegato in panchina alla corte del Feyenoord. Un possibile addio di Jones da Rotterdam potrebbe aprire le porte della titolarità all’estremo difensore degli Jong Oranje. Sicuramente più preoccupante è l’assenza di un centravanti di peso fra il parco giovanile dei calciatori olandesi. I talenti di maggiore spicco in questa specifica posizione sono Dylan Vente e Kaj Sierhuis. Il primo si è conquistato un paio di scampoli di gara con la maglia dei Rotterdamers, mentre il secondo non ha nemmeno esordito con l’Ajax. Un altro nome interessante è quello di Sam Lammers del PSV Eindhoven, ma – alla stregua di Vente – il minutaggio concessogli in Eredivisie è davvero ristretto e poco indicativo.

Gli obbiettivi del quadriennio che l’Olanda calcistica si appresta a vivere sono certamente le qualificazioni agli europei e ai mondiali. Seppur il sorteggio nella Nations League non sia stato propizio – a fatica si poteva pescare peggio di Francia e Germania – l’accesso alla fase finale dei prossimi itineranti campionati europei non sembra un compito impossibile. Altrettanto pressante è l’accesso alla Coppa del Mondo per poter rinascere definitivamente. Questi i propositi concreti del nuovo corso calcistico olandese, ma la virata deve essere necessariamente ideologica: l’Olanda vuole evolversi, scrollandosi di dosso la patina di nazionale sonnolenta e talvolta anacronistica nel proprio modo di interpretare la gara. In questa direzione la figura di Ronald Koeman rappresenta il profilo adatto per conferire all’Olanda una nuova veste, nettamente più in linea con le nuove tendenze del calcio moderno.

Articolo a cura di Edoardo Battaglion

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