MES QUE’ UN DERBI O MAS QUE UN DERBY?

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Barcellona è una delle città più famose e visitate della Spagna. Capoluogo e simbolo della regione autonoma della Catalogna che  rivendica la propria indipendenza e che nel corso della storia spagnola ha sempre rappresentato l’opposizione al regimi, non nascondendo mai la sua anima nonostante i numerosi tentativi di oppressione da parte del generale Franco. La Barcellona calcistica è famosa in tutto il mondo per il Barcellona FC che ormai da anni è ai vertici del calcio mondiale e vede come principale rivale il Real Madrid, simbolo della Spagna del generale. Ma oltre al tanto acclamato Clasico, la città di Barcellona vede al suo interno ogni anno il disputarsi di un sentitissimo derby, che vede la parte blaugrana affrontare il meno titolato Espanyol, in una sfida interna piena di intrecci politici e sociali.


La storia del Barcellona è ben conosciuta da tutti, nel corso della sua storia il club si è fatto portatore nel mondo dei valori e della cultura catalana schierandosi apertamente dalla parte dei catalani oppressi dal regime. Dall’altra parte c’è però Reial Club Deportiu Espanyol de Barcelona meglio noto come Espanyol, che nel corso della sua storia, dalla fondazione nel 1900 ad oggi, è riuscito a conquistare solamente 4 Coppe del Rey non riuscendo a porsi come antagonista dei rivali, con una bacheca nemmeno lontanamente paragonabile, nonostante sia stato retrocesso solo una volta in Segunda Division. La divisa del club è dal 1910 composta da strisce verticali bianche e blu, colori scelti in onore dell’ammiraglio Ruggiero di Lauria che tra il 1250 e il 1300 ha portato servizio per i sovrani Aragonesi. Lo stemma del club è caratterizzato dalla presenza della corona (oggi più stilizzata) simbolo della vicinanza al Re e alla Spagna.

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La storia di questa rivalità iniziò nei primi anni del 1900 a cavallo con la Guerra Civile Spagnola. Come già detto il Barcellona non appoggiò mai il regime, anzi si fece simbolo dell’opposizione catalana. L’Espanyol, da sempre di anima filo-spagnola, invece appoggiò il regime franchista tanto che un gruppo di sostenitori del club diede il suo appoggio armato ai franchisti nel corso della guerra. Gli anni della Guerra e del regime sconvolsero la Catalogna e i catalani che furono oppressi e presi di mira, ovviamente in questo contesto dove comunque il calcio passò in secondo piano la rivalità tra i due club di Barcellona si inasprì sempre più. Ciò si riflesse anche sulle politiche dei due club a livello di campo, infatti l’Espanyol divenne sempre più il simbolo degli immigrati dall’Andalusia o da altre regioni e stati, i quali divennero sostenitori del club e ampliarono la fanbase della squadra. Le due anime di Barcellona nacquero diverse e mai trovarono punti di contatto. Esse sono la rappresentazione di due ideologiche, politiche e calcistiche, che non andranno mai d’accordo, a patto di soffrire o di gioire la fede è questione di cuore.
Questa rivalità è in se molto particolare. La principale particolarità che spicca agli occhi di tutti è la sproporzione di forze e potenza calcistica tra le due squadre, tanto che nel corso della storia si sono incontrate ben 207 e per 120 volte ha vinto la fazione blaugrana mentre per sole 43 volte è stato l’Espanyol ad esultare. Dalla parte biancoblu è forse drammatica questa statistica, ma nulla può permettere (nemmeno la sconfitta ripetuta) di far perdere l’amore per la maglia e per gli ideali storici del club. Non è quindi un caso che la pagina più gloriosa e famosa del derby di Barcellona fu scritta dall’Espanyol. Questa impresa è l’ormai conosciutissimo “El Tamudazo”.

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Siamo nella stagione 2006/07 e a due giornate dal termine tre squadre lottano per il titolo. Real Madrid, Siviglia e Barcellona. Il Siviglia non va oltre lo 0 a 0 sul campo del Mallorca e il Real si gioca tutto a Zaragoza mentre il Barcellona affronta al Camp Nou gli odiati rivali dell’Espanyol, che avevano da poco perso la finale di Coppa UEFA contro il Siviglia e ancora scossi per la tremenda sconfitta vedono la possibilità di salvare la stagione onorando il Derby al seguito del gran capitan Raul Tamudo, nonché miglior marcatore catalano di sempre della Liga. La classifica vedeva appaiate a quota 72 Real e Barça. Mentre il Real cade sotto i colpi del principe Diego Milito il Barcellona è avanti per 2 a 1 e tra i supporters del Camp Nou già si sentono i primi cori “Campeones, Campeones”. Il titolo a una giornata dal termine è sempre più vicino per i ragazzi di Rijkaard ma al 90esimo minuto è proprio Raul Tamudo a siglare il pareggio mentre a Zaragoza Van Nistelrooy sigla il 2-2. Barcellona e Real sono nella stessa situazione di prima ma in virtù dei criteri per l’arrivo a pari punti del campionato spagnolo è il Real a essere primo. Il gelo e il silenzio colpì il Camp Nou. Silenzio spezzato solo dalle urla di gioia e dai festeggiamenti della banda di Tamudo che regalò grazie ai suoi gol la gioia più grande di sempre ai tifosi dell’Espanyol che tuttora dipingono quel giorno come il più bello della loro storia.

Articolo a cura di Federico Bottara

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