IL SALISBURGO METTE LE ALI, TUTTI I SEGRETI DEGLI AVVERSARI DELLA LAZIO

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Grafica realizzata da Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco”

Giovedì contro la Lazio il Red Bull Salisburgo giochà il suo primo quarto di finale di Europa League. Non chiamateli esordienti però, perché in finale ci sono già stati, nel 1994, quando ancora si chiamava Coppa UEFA. Ma soprattutto perché arrivano da partite europee consecutive negli ultimi quattro anni. Il Salisburgo è una realtà di questa Europa League, e l’aver eliminato Real Sociedad e Borussia Dortmund lo dimostra

La novità- Ci vuole coraggio a mettere alla porta un allenatore che ha appena vinto il titolo per affidare la panchina a un trentottenne. Eppure la scelta del direttore sportivo Cristoph Freund ha pagato. In estate ha dato il ben servito (con sentiti ringraziamenti) a Óscar Gárcia e ha promosso Marco Rose, che pochi mesi prima aveva vinto la Youth League (la Champions dei giovani, ndr) con l’under 18. Otto mesi dopo il squadra è prima in campionato con otto punti di vantaggio sullo Sturm Graz e ai quarti di Europa League. Dei ragazzi che hanno trionfato a Nyon Rose ne ha tenuti quattro: Haidara, Yabo, Berisha, Wolfe e Daka. Tutti giocatori cresciuti moltissimo nell’ultimo anno, grazie anche all’esperienza in Erste Liga (seconda divisione austriaca, ndr), dove il Liefering, la seconda squadra del Salisburgo è terza. Una società da sempre attentissima allo sviluppo del settore giovanile. Per rifondarlo, i vertici Red Bull sono andati da Jochen Schneider, l’uomo del miracolo Hoffenheim, dandogli carta bianca. Il dirigente tedesco ha ripagato con i fatti: appena arrivato nel 2013 ha scoperto Sadio Mané nelle giovanili del Metz, per 500 mila euro. Due anni dopo il maliano è stato venduto per 23 milioni di euro al Southampton e ora con Salah e Firmino a Liverpool forma l’attacco più devastante della Premier. L’anno scorso altro capolavoro. Nady Keita, centrale di difesa preso nel 2014 a Istres, Ligue 2 francese, ceduto al Lipsia per 24 milioni. Corsi e ricorsi, dato che il maliano il primo luglio sarà un giocatore del Liverpool, che lo ha pagato 65 milioni.

L’architetto– Nonostante un contratto col Salisburgo fino al 30 giugno 2019, le possibilità che Marco Rose a fine stagione vada in Bundesliga, si fanno ogni giorno più consistenti. L’allenatore più interessante dell’Austria’s Fußball-Bundesliga si inserirebbe perfettamente nella nuova tendenza del calcio tedesco, che vuole tecnici giovani, preparati e innovativi. Rose arriva da una vita passata nel centro tecnico della società. Under 16, poi 18 e 19. Sempre con medie punti spaventose: 2,25 punti a partita con i sedicenni e 2,50 con i diciottenni. L’anno scorso la perfezione, con 27 punti in 9 partite che gli hanno valso la chiamata dal piano superiore

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Rispetto ad altri allenatori “rampanti” come Nagelsmann, TedescoBreitenreiter, Rose è per certi versi molto più conservatore. Le sue squadre hanno giocato sempre nello modo, un 4-4-2 a diamante con caratteristiche molto particolari: pressing e rapide transizioni. Come il suo sponsor, il Salisburgo mette le ali. Nella doppia sfida degli ottavi di Europa League il Borussia Dortmund ha sofferto tantissimo la pressione degli austriaci. I due attaccanti, Dabbur e Hwang bloccano le linee di passaggio e riducono la luce tra chi deve giocare il pallone e chi lo riceve. Non portano una pressione diretta, a meno di un controllo sbagliato da parte dei due centrali o dell’uomo davanti alla difesa. L’obiettivo è forzare la giocata verso i due laterali. Il trequartista, che contro il Borussia è stato Sclagher, chiude sul mediano, e i due interni di metà campo, Haidara e Berisha, si alzano. Appena il terzino avversario controlla il pallone, tutta la squadra scivola verso la linea laterale, accompagnato dal movimento della difesa. La scelta per il portatore quindi è un passaggio lungo lungo linea, molto difficile per lo spazio ridotto, oppure uno scarico all’indietro. Se la palla torna a uno dei due centrali i giocatori di Rose si allineano di conseguenza, alzano al massimo il livello della pressione e non si fermano fin a quando non recuperano il possesso. Una volta riavuta palla, le ottime spaziature favoriscono la nascita di nuove linee di passaggio, con terzini e mediani che devono garantire ampiezza al gioco.

 

Il rapido capovolgimento dell’azione da difensiva in offensiva, poi fa il resto. Contro la Real Sociedad sono passati solo dieci secondi dall’intervento in interdizione di Ramalho e il gol di Dabbur. Come per il primo gol dell’1-0 a Dortmund, l’assist è di Leiner. Non un caso perché il terzino austriaco è il vero uomo in più in fase d’attacco:  già a quota 5 passaggi vincenti in Europa League, garantisce sempre un appoggio a destra, un “porto sicuro” in cui rifugiarsi quando si è in difficoltà. E poi è bravissimo a buttarsi negli spazi. Contro il Borussia è stato lui che si è fatto vedere a destra e ha crossato rasoterra (scelta frequente nei giocatori di Rose) mettendo fuori fase la difesa tedesca.

Da Nyon a Roma– Haidara, Wolf, e Schlager. Mezzo centrocampo di Dortmund era in campo nella finale di Youth League contro il Benfica. Rose non ha avuto nessun timore ad utilizzarsi a lungo nel corso della stagione. Loro sono stati bravi ad assorbire rapidamente il transit tra calcio giovanile e prima squadra, anche a livello europeo. Haidare e Wolf sono importantissimi per il gioco di Rose, perché assicurano forza fisica e velocità e inserimenti, essenziali per sfruttare il lavoro di Dabbur. L’isrealiano è probabilmente alla stagione della vita. 42 partite, 23 gol, uno ogni 150′ minuti. Un attaccante completo, capace di creare gli spazi per i compagni, dialogare con i centrocampisti, bravissimo nel gioco aereo e pericolosissimo in area di rigore. Perfettamente calato nella mentalità del suo allenatore, si sacrifica molto in fase di pressing e soprattutto è sempre lucido negli ultimi venti metri. Raramente sbaglia la scelta.

I precedenti– Le due squadre si sono affrontate due volte nella fase a gironi dell’Europa League 2009/2010 e il Salisburgo ha sempre vinto 2-1. Per gli austriaci c’erano Ulmer e Leigteb, per la Lazio Radu. La partita di Salisburgo ha inoltre decretato la qualificazione ai sedicesimi a punteggio pieno dei padroni di casa. Giovedì si rincontreranno Yabo e De Vrij, avversari nella finale dell’Europeo under 17 del 2009, vinta 2-1 dalla Germania di Yabo. All’Olimpico arrivano due squadre in forma. La Lazio è reduce da undici vittorie interne in Europa, con una sola sconfitta. Per il Salisburgo invece è la diciassettesima partita europea dl 2017/18, più di ogni altro club. Un cammino cominciato al secondo turno preliminare di Champions,  un sogno rimasto tale per la decima volta su dieci tentativi. Quest’anno è toccato al Rjieka far fuori i tori della Red Bull.

Qui Lazio– Simone Inzaghi non ha dubbi, andrà con i suoi. Formazione tipo, recuperato Milinkovic Savic, l’allenatore della Lazio si affida a Immobile e Luis Alberto davanti e alla difesa a tre che tante certezze ha regalato durante la stagione. Sarà il migliore attacco del campionato italiano contro la miglior difesa dell’Europa League. 102 gol fatti contro 5 subiti. Per la Lazio è una partita da vincere sì o sì. Una semifinale europea infatti manca dalla Coppa Uefa del 2003 contro il Porto. Salisburgo permettendo, perché ora che sono decollati, i ragazzi di Rose vogliono più atterrare.

Articolo a cura di Fabio Simonelli 

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