PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT – GUIDA AL GIRONE A | GdDF

Groups A Russia 2018.jpg
Grafica realizzata da Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco”

Girone A

Uruguay – Egitto – Russia – Arabia Saudita 

A cura di Fabio Simonelli

RUSSIA

Forse abbozzerà un sorriso Gianluigi Buffon, quando giovedì al Lužniki (ore 17) comincerà RussiaArabia Saudita, la partita inaugurale dei mondiali. Lo stadio che ora è della nazionale russa è stato quello in cui Gigi ha vinto il suo unico trofeo europeo, la Coppa Uefa del 1999. Più probabilmente però i piacevoli ricordi lasceranno spazio alla delusione di non esserci andato in Russia, di non potersi sedere a quella stretta tavola di chi, di mondiali, ne ha giocati sei. A Mosca è tutto pronto, cerimonia d’apertura inclusa. I dettagli rimangono segreti, l’unica cosa certa è che la colonna sonora sarà “Live it Up” brano di Will Smith con Nicky Jam e Era Istrefi, e inno ufficiale di Russia 2018. Per il resto, è tutto da scoprire, come per le due squadre che questo mondiale lo apriranno, a cominciare dai padroni di casa.

Come sta la Russia– Male, per non dire malissimo. Per non eguagliare il Sudafrica, l’unica squadra ospitante nella storia dei mondiali a non aver passato il girone, i russi devono fare un miracolo, o quasi. Uruguay e Egitto sembrano molto più attrezzate, indipendentemente dalla presenza di Salah o meno. Certo, poteva andare peggio, sia dal punto di vista del sorteggio, sia da quello del calendario. Affrontare l’Uruguay solo nell’ultima partita e potersi giocare la qualificazione nelle prime due giornate con Arabia e con la nazionale di Hector Cuper è un vantaggio. Tuttavia la squadra di Čerčesov ha il peggior ranking di tutte le partecipanti, al settantesimo posto. Spesso il ranking non riflette il reale valore delle formazioni, ma qualcosa dovrà pur dire. L’aspetto più preoccupante è il trend con cui la Russia arriva al mondiale. Il pareggio contro la Turchia, nell’ultima amichevole prima dell’esordio, ha interrotto una striscia di tre sconfitte consecutive, cominciata lo scorso 23 marzo con il 3-0 subito dal Brasile. La scelta della federazione è stata chiara: in amichevole si gioca contro i più forti. E allora via con la girandola (di gol subiti) contro,Francia, Argentina e Spagna, oltre al Brasile. Risultato? Un solo pareggio, 3-3 contro la nazionale di Lopetegui. In realtà è andata male anche con le altre. La Russia infatti non vince da ottobre, dal 4-2 contro la Corea del Sud. Poi il pareggio con l’Iran e la sconfitta con l’Austria, prima della deludente prova contro la Turchia.

DZAGOEV[1].jpg

Subentrato a Leonid Slutsky dopo il fallimento dell’Europeo 2016, Čerčesov ha provato a rivoluzionato la squadra, ma ci è riuscito solo in parte. Dovendo sostituire lo scheletro del suo assetto difensivo dopo agli adii dei gemelli Berezutsky e di Ignashevich, ha puntato su Vasin e Jikia. Ma il centrale di Cska e quello dello Spartak si sono infortunati prima del mondiale così  ha richiamato Ignashevich, che con i suoi 39 anni a luglio sarà il giocatore più vecchio di tutta l’edizione. E poi il dubbio tattico, difesa a tre o a quattro. Il ct le ha provate tutte, e probabilmente deve ancora scegliere tra una e l’altra. Contro Austria e Turchia ha schierato la linea a quattro, con Kudryashov, l’unico punto fermo a sinistra e Ignashevich in mezzo, al cui fianco si sono alternati Granat e Kutepov. Anche a centrocampo regna la confusione. Fatti fuori dai titolari quasi inspiegabilmente i gemelli Miranchuk, alla Russia manca qualità, quella che non sempre riesce a garantire il discontinuo Dzagoev. Contro la Turchia Čerčesov ha schierato un 4-2-3-1 con  Zobnin e Gazinskiy come mediani e SamedovZhirkov, due terzini adattati, sulle fasce. Con l’Austria ci aveva provato Golovin a non lasciare troppo solo Smolov in avanti, ma con scarsi risultati. Capitolo attacco.

L’infortunio di Kokorin, l’attaccante dello Zenit, vera star di questa nazionale, a cui è saltato un crociato a febbraio, non ha aiutato. Čerčesov ha adottato la soluzione più semplice, si è affidato al più esperto, a Smolov. La punta del Krasnodar però non è mai stato un attaccante da venti gol a stagione. Quest’anno in campionato ne ha fatti quattordici, e con la Russia nelle ultime undici partite tra Confederation Cup e amichevoli ha segnato solo cinque volte. Troppo poco, considerando che sono stati il 50% delle reti complessive della squadra e che nelle stesse gare la Russia ha subito diciotto gol. Anche contro una Turchia completamente rinnovata da Lucescu dopo la mancata qualificazione al mondiale, sono emersi tutti i limiti difensivi dei russi. C’è ancora troppa distanza tra difesa e centrocampo, e molto spesso i centrali, anziché scappare in situazione di palla scoperta, tentano un fuorigioco che non hanno. Il gol di Malli è emblematico. È bastato un rilancio del portiere Kirintili per trovare libero il centrocampista del Wolsfburg, che ha potuto calciare indisturbato dal limite dell’area. Contro Suarez, Cavani e Salah, si dovrà fare molto meglio.

Clicca sulla pagina 2 per leggere l’Egitto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...