PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT – GUIDA AL GIRONE C | GdDF

DANIMARCA

Effettivamente, la Danimarca, sente il peso delle aspettative sulle proprie spalle. È la candidata insieme alla Francia per passare alla fase finale del torneo, vuoi per blasone vuoi per un maggior tasso tecnico, ma a differenza dei transalpini non riesce a sentirsi così sicura in mezzo ad Australia e Perù. Loro non hanno nulla da perdere, per i danesi, invece, non passare i gironi sarebbe visto come un mezzo fallimento. Sarà senz’altro difficile tenere sgombra la mente ma, tolto questo elemento, mi sbilancio vedendoli come favoriti per l’accesso agli ottavi. Non sarà un percorso facile, ma i biancorossi hanno un uomo che può renderlo tale.

ERIKSEN
Immagine realizzata da Alfredo De Grandis, tutti i diritti sono riservati a “La Gazzetta di Don Flaco”

GOLAZO – “Perché è in grado di segnare gol incredibili”. Così Pochettino in un’intervista. Simple.

La calma, la naturalezza, la fantasia con il quale disegna traiettorie destinate alla storia dell’arte, illuminano e riscaldano nella fredda e grigia Danimarca. Cristian è il classico esempio del ragazzino debole e gracile che alla fine, nonostante tutto, ce l’ha fatta. Perché ha forza, da sempre, solo che gli altri non la vedevano. Come al Chelsea, al Barça, o al Milan, che ora fanno semplicemente finta che quel giorno in cui lo scartarono non sia mai esistito. Fu l’Ajax a crederci, a crescerlo, a vederlo andar via con orgoglio. Ed oggi fa le fortune nel nord di Londra, ma nel quartiere di Tottenham. Mai al Chelsea, club per cui papà Thomas prova sconfinato odio:

“Volevano fare un terzo provino, ma io ho detto no. Dopo averlo respinto per due volte, ho capito che quel club non era il posto giusto per Cristian. La mentalità del Chelsea non funziona, sono completamente freddi nel modo in cui trattano i ragazzi delle giovanili. Le strutture di allenamento sono buone, ma i bambini non dovrebbero andarci”.

Un duro attacco, ma con un grande fondo di verità.

12 gol e 11 assist nell’ultima stagione, l’83% di accuratezza nei passaggi, 3 tiri e 3 key passes per match. Più giovane esordiente nella sua nazionale, quando nel 2010 prendeva parte alla spedizione in Sudafrica a soli 18 anni. 8 anni dopo, raggiunta la piena maturità, l’ha presa per mano e l’ha portata in Russia, da solo. La tripletta nel playoff contro l’Irlanda e da raccontare ai bambini come favola della buonanotte. Sì, Cristian è la Danimarca e la Danimarca è Cristian. Non me ne vogliano le altre stelle del calcio danese. Penso al luminoso futuro di Christensen, Dolberg e Cornelius. A Schmeichel, che ha regalato favole di sport altrettanto magiche ed indimenticabili. Ma Cristian è la Danimarca e la Danimarca è Cristian.

E basta così, per far sognare un intero popolo.

We are red, we are white, we are Danish dynamite! God nat.

PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT!

Dalla traslitterazione russa, che vinca il migliore!

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