PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT – GUIDA AL GIRONE E | GdDF

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Grafica realizzata da Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco”

Girone E

Brasile – Svizzera – Costa Rica – Serbia

A cura di Luca Pesenti

BRASILE

I loro occhi sono ancora lì: 8 luglio 2014, Belo Horizonte Estadio Mineirao, semifinale della Coppa del Mondo tra Brasile e Germania. Quella partita rimarrà impressa nei loro occhi per anni, forse vite intere che non troveranno pace e non smetteranno mai di chiedersi “Ma cosa c’è di sbagliato in noi?” Del resto non dev’essere stato facile tornare alle proprie vite dopo la sconfitta, ancora di più se pensiamo che quella partita è entrata nella storia come degna erede della finale del ’50 e ha quindi preso il nome di Mineirazo.

17 Giugno 2018, Rostov Arena. Prima gara della fase a gironi: Brasile – Svizzera. Dopo 4 anni c’è un’altra opportunità di rifarsi,di spiegare alla storia che nonostante tutto i più forti sono loro e lo sono sempre stati, perché quel giorno al Mineirao non c’era la luce assoluta di quella squadra (Neymar) e il suo leader silenzioso in difesa (Thiago Silva) e scusate se è poco. Il Brasile però deve rifarsi, soprattutto perché oggettivamente ha una squadra più forte di quella allenata da Filipao Scolari nel 2014.

LE STELLE: Se a creare dibattito intorno alla Seleçao di quel 2014 maledetto dai brasiliani vi era una mancanza di estrosi talenti in zona gol – Neymar a parte quella squadra giocava con il veterano Fred, Oscar e Hulk – la squadra che ha presentato il c.t Tite è invece stracolma di giocatori dal potenziale offensivo atto a distruggere gli equilibri. Oltre al già citato Neymar, indiscusso “10” dei carioca, a farci divertire ci saranno fenomeni del calibro di Coutinho, Roberto Firmino, Douglas Costa, Gabriel Jesus oltre a Willian e Taison, anch’essi molto offensivi ma più duttili e svezzabili tatticamente rispetto ai loro colleghi.

O’Ney sembra aver recuperato la forma migliore dopo l’infortunio e la conseguente operazione al piede destro subita lo scorso marzo dopo il match di andata degli ottavi di Champions League tra PSG e Real Madrid, citato come probabile destinazione futura del fenomeno brasiliano. Inoltre Neymar ha segnato nelle ultime due amichevoli dei verdeoro contro Croazia e Austria, superando o baizinho Romario nella classifica dei cannonieri con la maglia della Seleçao, davanti a lui ora ci sono solo Ronaldo e Pelé. A completare il tridente offensivo troveremo più spesso degli altri Gabriel Jesus, in veste di “9”, e uno tra Firmino, Douglas Costa e Coutinho, a patto che quest’ultimo non venga schierato nei 3 di centrocampo o come trequartista puro. Un altro fattore da sottolineare è l’estrema duttilità degli attaccanti, anche se definirli come tali è riduttivo, del Brasile che infatti potrebbe anche giocare con Neymar punta e Firmino – Costa sulle fasce, ma la volontà di Tite nel schierare i giocatori nel ruolo ricoperto nei club è risultata una delle chiavi del successo fino ad ora e un punto fermo da cui partire senza stravolgimenti tattici.

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GLI EQUILIBRATORI: Cotanto talento, genio e sregolatezza imprescindibile per questo Brasile, non può esistere facendo affidamento su se stesso, la bella opera d’arte ha infatti bisogno dapprima di una cornice alla sua altezza e poi di un muro sul quale essere appesa e dal quale poter illuminare chi ne voglia fruire. In questo caso, a fare da “cornice” troveremo dei grandi faticatori a centrocampo, che però sono anche in grado di animare la trama di gioco e all’occorrenza far gol: Casemiro è il capostipite dei ruba palloni di tutte le favelas e dopo la terza Champions League consecutiva con il Real Madrid pare aver acquisito anche una discreta leadership, il suo fido compagno di reparto sarà Fernandinho. A Fred, Paulinho e Renato Augusto toccano probabilmente compiti diversi, più simili i primi due, dotati di grande corsa e specialisti nel diventare indispensabili per la tenuta fisica e mentale della squadra, più atipico e forse uomo spogliatoio il centrocampista del Beijing Guoan.

IL MURO: Affinché la nazionale brasiliana diventi la prima nella storia ad alzare la coppa del mondo per la sesta volta (3 volte coppa Rimet, 2 coppa moderna) avrà bisogno del supporting cast migliore per i motivi già citati sopra. Dopo il centrocampo, ovviamente acquisisce ancora più importanza la fase difensiva. Il Brasile da questo punto di vista si presenta estremamente preparato, con un curriculum consistente in appena 11 gol subiti in 18 partite del super girone sudamericano di qualificazione ai mondiali, stravinto dal Brasile con 10 punti di scarto sull’Uruguay secondo e una sola sconfitta registrata (con Dunga in panchina). Partendo da chi dovrà difendere i pali della Seleçao, mi piace ricordare che in questo ruolo il Brasile può contare su due dei migliori portieri a livello mondiale. Decisamente in ascesa il titolare, Alisson Becker della Roma, un portiere semplicemente eccezionale per completezza nel ruolo ed età; leggermente in declino il suo collega Ederson del Manchester City, pronto a entrare in caso di necessità.
A formare il muro vero e proprio invece troviamo un mix di esuberanza e pacatezza, ancora una volta. Se le due colonne portanti saranno con tutta probabilità Joao Miranda e Thiago Silva, due difensori estremamente rocciosi che sanno quando parlare ma soprattutto quando stare zitti, i due laterali si contraddistinguono per quella che potremmo definire iperattività cronica: Marcelo e Marquinhos o Danilo, con Filipe Luis a completare un pacchetto di terzini davvero invidiabile per qualsiasi squadra.

IL MAESTRO: A fare da ago della bilancia però, sarà soprattutto la gestione di questo super team da parte del c.t Adenor Leonardo Bacchi detto Tite. L’erede di Felipe Scolari e Dunga sulla panchina della Seleçao ha saputo ricostruire una squadra che sembrava aver perso quel timbro vincente appartenutogli da sempre, sia a livello mondiale che nel suo continente. Dopo il suo arrivo infatti, da 2 vittorie in 6 partite nel girone di qualificazione, arrivano ben 9 vittorie in fila con 26 gol segnati e solamente 2 subiti. Questo rendimento fa del Brasile una delle favorite per la vittoria finale, oltre che del girone grazie alla cura Tite, che ha preso decisamente bene sul paziente, soprattutto grazie all’abilità del tecnico nel mettere i giocatori nella condizione di fare quello che sono abituati a fare nella loro squadra di club e di aver messo quindi in ordine quella marea di talento su cui può fare affidamento là davanti. D’altronde ci sarà un motivo se c’è scritto anche sulla loro bandiera: ordem e progresso.

Clicca sulla pagina 2 per leggere la Svizzera

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