PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT – GUIDA AL GIRONE G | GdDF

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Grafica di Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco”

Girone G

Belgio – Panama – Tunisia – Inghilterra

A cura di Gioele Anelli

In un girone così strutturato, è naturale che i pronostici non lascino spazio a particolari sorprese. Il penultimo girone di questo Mondiale risulta simmetricamente spaccato a metà, con due grandi potenze del calcio europeo come Belgio e Inghilterra e due nazionali come Tunisia e Panama le cui possibilità di arrivare agli ottavi sono estremamente limitate. Gli africani tornano al Mondiale dopo dodici anni (l’ultima partecipazione risale al 2006), mentre la Nazionale di Panama farà in Russia il suo esordio assoluto in questa competizione. Il Belgio è il grande favorito, con una rosa quasi del tutto inalterata rispetto al 2014, ha acquisito un’esperienza tale da poter recitare un ruolo da protagonista in questo Mondiale. L’Inghilterra, invece, dovrà come di consueto fare i conti con il livello eterogeneo della sua rosa e, soprattutto, con il suo eterno “mal di quarti”, un’autentica maledizione che si porta dietro da sempre. Solo due volte nel corso della sua storia è riuscita a oltrepassare i quarti di finale: nel ’66, poi vincitrice, e nel ’90, fermata al quarto posto. La Tunisia punterà tutto sulla solidità di un gruppo che si conosce e sul morale alto reso tale dalle ultime ottime gare disputate in campo internazionale. Per Panama, invece, l’obiettivo primario sarà quello di non sfigurare alla sua prima apparizione in un Mondiale, cercando di non terminare il girone con un amaro “0” alla voce punti conquistati.

BELGIO

Più dei dubbi sul Ct Roberto Martinez, più della necessità di smaltire la delusione post-Euro 2016, a imporsi sul podio degli argomenti più discussi in Belgio vi è senza ombra di dubbio l’esclusione di Nainggolan dai ventitré. Non un’autentica sorpresa, sia chiaro. I rapporti con la Federazione e con la Nazionale nello specifico non sono dei più rosei da tempo, ma da qui a non vederlo figurare nella lista dei convocati ce ne passa. Scelta tecnica (?) secondo Martinez, che gli ha preferito, tra i nomi in ballottaggio, uno tra Witsel, Fellaini e Dendoncker. Ammesso e concesso che nel 3-4-2-1 (o 3-5-2) del tecnico spagnolo non ci fosse spazio per inserire Nainggolan, qualunque nazionale se lo sarebbe portato appresso anche come pedina da far entrare negli ultimi 15’. Martinez è stato evidentemente di un altro avviso, avendo puntato su un altro tipo di centrocampo, sicuramente meno “muscoloso”. Il blocco Spurs – Vertonghen, Alderweireld e Dembelé – saprà sicuramente portare solidità e immediatezza nella comunicazione reciproca, senza contare che arrivano a questo Mondiale dopo una delle migliori stagioni del Tottenham registrate negli ultimi anni. Davanti, la rosa che andrà in Russia potrà contare su un parco attaccanti da fare invidia a più di metà delle squadre presenti al Mondiale. Hazard su tutti, ma anche Batshuayi e Lukaku, con quest’ultimo deciso più che mai a farsi passare definitivamente la paura nei momenti meno opportuni e quindi più decisivi. Oltre a questi tre, c’è anche un certo Dries Mertens che nella testa di Martinez è più ala/trequartista che punta centrale. L’attaccante del Napoli sarà utile e funzionale nell’appoggio a Lukaku o, nel caso in cui Martinez parta con il 3-5-2, sarà come il tipico sesto uomo nel basket, pronto a entrare a gara in corso per risollevare le sorti del match in ogni momento della gara. L’unica incognita che grava su di lui è capire quanto la sfiancante stagione con la maglia azzurra abbia prosciugato energie e tenuta fisica, ma anche a mezzo servizio Mertens può essere un’arma letale. Questo Belgio si presenta al Mondiale come meglio non poteva: imbattuto e (quasi) imbattibile, visto che l’unica che anche solo ci è andata vicina è la Grecia, capace di strappare agli uomini di Martinez un prezioso 1-1.

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QUALITÉ… – Ha qualità, ovunque. A partire dalla difesa, il Belgio può contare su un organico estremamente ricco in ogni reparto. Porta blindata da una difesa incubo per gli attaccanti, capeggiata dalla trinità Alderweireld-Kompany-Vertonghen, e centrocampo che sprizza genio e sregolatezza da tutti i pori. La rosa ha esperienza internazionale e sa ormai alla perfezione come arrivare preparata a una competizione come questa. Da De Bruyne a Lukaku, passando per Hazard, Witsel, Carrasco e Courtois: questo Belgio è ricoperto di stelle che sanno come si fa a vincere e che hanno voglia di compiere qualcosa di straordinario con la maglia del proprio Paese. Dopo la delusione di Euro 2016 è arrivato il momento di sedersi al tavolo dei grandi.

… OU ÉQUILIBRE? – La smisurata qualità della rosa belga è paradossalmente un’arma a doppio taglio. Perché se da un lato garantisce, sulla carta, un valore stellare, dall’altro rischia di smantellare un equilibrio che questo Belgio sembra non avere del tutto acquisito. Nel tentativo di convocare quanti più top player possibili, Martinez ha così “rischiato” di sacrificare un’armonia che in campo, soprattutto in parallelo all’alzarsi del livello dell’avversario, è spesso venuta a mancare. Il vero – e forse unico – punto debole del Belgio potrebbe essere proprio la mancanza di un’alchimia che renda la squadra più unita e meno sfilacciata di quanto visto nelle ultime amichevoli pre-Mondiale.

LA STELLA – Il trono di uomo-squadra sarà eternamente conteso con Eden Hazard, ma è Kevin De Bruyne la vera stella dei Diavoli Rossi. Più adattabile e meno discontinuo del primo, il centrocampista del City è l’uomo in grado di dare la svolta giusta in ogni momento della gara, anche quando le cose si mettono male. L’etichetta di trascinatore porta il suo nome e le azioni migliori del Belgio partono dai suoi piedi. Se gli uomini di Martinez sapranno andare lontano, sarà in buona parte perché De Bruyne avrà messo il turbo.

LA POSSIBILE SORPRESA – In un centrocampo che si è preso il lusso di non comprendere Nainggolan, le opportunità potrebbero essere estremamente limitate per Leander Dendocker. Ma in una rosa pressoché interamente composta da talenti affermati, l’unica eventuale sorpresa potrebbe proprio essere il mediano dell’Anderlecht. Classe 1995, non gioca in nazionale dall’ottobre scorso (61 minuti in campo) e per questo motivo difficilmente Martinez gli concederà molto spazio. Apprezzato per la sua duttilità – capace di ricoprire tutte le zone centrali dalla metà campo in giù – Dendoncker potrebbe essere un talento da tenere sotto stretta osservazione. Chissà che Martinez non decida di lanciarlo nella mischia…

Clicca sulla pagina 2 per leggere Panama

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