PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT – GUIDA AL GIRONE H | GdDF

COLOMBIA

di Daniele El Flaco Pagani

La Colombia si presenta al Mondiale di Russia, il sesto nella storia dei Cafeteros, un po’ sulla falsa riga della Croazia. Fin dalle qualificazioni, dove gli uomini di José Pekerman si sono qualificati in virtù dell’1-1 maturato in casa del Perù, all’ultima spiaggia, a discapito di un Chile che maturava la fine del proprio ciclo dorato al cospetto di un Brasile con le valige già in volo verso l’Europa. Tutto questo nonostante la pesante sconfitta rimediata contro l’Argentina, che sembrava aver spezzato nel peggior modo possibile le ali della selezione colombiana. Partiamo da un presupposto: l’obiettivo è – almeno – riuscire a replicare l’ottimo Mondiale di quattro anni fa, chiuso ai quarti proprio contro un Brasile che quest’anno parte più favorito che mai per alzare la Coppa. Il problema vien da sé con un girone che, senz’ombra di dubbio, è anche il più equilibrato dell’intero torneo. Sia il Senegal che la Polonia potrebbero essere delle validissime outsider, tanto quanto la Colombia, per intenderci, ma anche il Giappone non scherza affatto, nonostante il CT Akira Nishino abbia palesemente preferito la sicurezza dei senatori al rischio di convocare qualche giovane talento del campionato locale. Per questo vediamo in lista Shinji Okazaki e non Takumi Minamino. Allo stesso modo, tra i problemi di campo (e extra) che non hanno permesso a José Pekerman di convocare Edwin Cardona, troppo spesso sovrappeso e squalificato dalla FIFA per un gesto razzista rivolto ai giocatori della Corea del Sud, ed un Radamel Falcao in più, dopo il grave infortunio che impedì al Tigre di prendere parte al Mondiale scorso, andiamo ad approfondire i segreti tattici, volti nuovi e possibili sorprese di questa nazionale.

Volti nuovi e ballottaggi – La colonna vertebrale è sempre la stessa. In porta c’è David Ospina, al centro della difesa il milanista Cristián Zapata, a fare da frangiflutti in mediana il solito e roccioso Carlos Sanchéz e sulla trequarti, dietro a Radamel Falcao, ecco la rapidità di gamba del solito Juan Cuadrado, in completamento a quella di pensiero di James Rodriguez. C’è ancora un apprezzato e discreto comprimario come Abel Aguilar e non manca neanche Carlos Bacca, che recentemente ha espresso il desiderio di continuare a giocare in Liga col Villarreal. Le vere new entry, escludendo il già citato Falcao, sono sicuramente Santiago Arias e Yerry Mina González, con il primo che agirà sull’out di destra dopo un’ottima stagione con il PSV Eindhoven, tanto da attirare l’interesse della Juventus, e il secondo che ha vissuto la sua prima stagione europea con la maglia del Barcellona in seguito ad un tardivo e mai concreto interesse dell’Inter. In ballottaggio con il difensore del Barça ci sarà Davinson Sánchez del Tottenham, nonostante il match amichevole contro l’Egitto, dove il CT José Pekerman li ha fatti giocare uno al fianco dell’altro. Su quest’ultimo in particolare ci sono ancora tanti dubbi: impeccabile in marcatura e nel duello con gli attaccanti, parecchio rivedibile nel momento in cui ha il compito di guidare la transizione e leggere il gioco. Sarebbe dovuto essere, ma purtroppo non sarà, Frank Fabra del Boca Juniors il terzino sinistro, in seguito al grave infortunio al legamento crociato. Il posto di Edwin Cardona dovrebbe essere conteso da Juan Quintero e da Mateus Uribe, che potrebbe partire leggermente favorito rispetto all’ex Pescara in virtù della sua grande rapidità di passo e la sua ecletticità tattica, che molto spesso lo ha portato a giocare anche da esterno destro quest’anno, con il Club América. Davanti occhio a Luis Muriel, autore di 9 reti e 4 quest’anno con il Siviglia, e José Izquierdo, solito what if che ha disputato una stagione discreta in Premier League con il Brighton & Hove. Miguel Borja al Palmeiras ha segnato tantissimo questa stagione, ma nelle gerarchie di José Pekerman parte dietro. Può essere una grande sorpresa, specie se dovesse trovare fiducia in seguito a qualche spezzone di gara dal rendimento positivo. I giovani William Barrios e Jefferson Lerma, rispettivamente di proprietà del Boca Juniors e del Levante, completano il centrocampo. L’esperto Farid Díaz , Johan Mojica, tanto soprendente quest’anno al pari del suo Girona, ed il 30enne Oscar Murillo completano la difesa.

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Un perno, mai fisso – I colombiani hanno un’idea ben definita del mondo: la terra è rotonda e gira intorno ad James Rodriguez. Il Diez dei Cafeteros ha vissuto una buona stagione con la maglia del Bayern Monaco, nonostante gli avvicendamenti in panchina, con l’esonero di Carlo Ancelotti e il ritorno del sempre amato – dalle parti dell’Allianz Arena – Jupp Heynckes. Tra Bundesliga, UEFA Champions League e DFB Pokal sono arrivate 39 presenze, 8 gol e 14 assist. Di quest’ultimi 11 nel solo campionato tedesco. Quest’anno James ha imparato ad agire non solo da trequartista, ruolo nel quale ha comunque giocato più del 70% delle sue partite, ma anche da centrale di centrocampo, in 6 occasioni. L’esperimento da mezz’ala ha portato discreti risultati per colui che secondo le statistiche raccolte da Transfermarkt è il 27esimo giocatore più prezioso dell’intera coppa del mondo, nonché terzo miglior marcatore nella storia della nazionale colombiana. Questo potrebbe condurre, qualora fosse necessario, anche ad una mutazione dinamica della squadra di José Pekerman – dal classico 4-2-3-1 ad un 4-3-3 (o 4-3-1-2) – con James Rodriguez mezz’ala al fianco di Carlos Sanchéz, che arriva al Mondiale dopo una stagione in prestito all’Espanyol dalla Fiorentina, e Wilmar Barrios; Un sistema di gioco che garantirebbe maggiore verticalità alla manovra, sfruttando probabilmente al meglio la rapidità degli esterni offensivi, Juan Cuadrado su tutti. La variante del 4-3-1-2 potrebbe essere molto più fantasiosa e campata per aria, ma comunque assai stuzzicante. Magari schierando al servizio di due punte di ruolo come Radamel Falcao e Carlos Bacca – ma ripeto ancora una volta, occhio a Miguel Borja – uno tra Luis Muriel, che garantirebbe una maggiore rapidità in contropiede, e Fernando Quintero, che potrebbe giovare maggiormente al proprio collettivo per le doti associative. James ha una percentuale di passaggi completati pari al 90%: un dato che fa capire quante volte il pallone sia gravitato dai suoi piedi nella scorsa stagione col Bayern Monaco, dove per ovvi motivi non viene considerato un leader al pari di quanto lo sia nella Colombia. Con dei valori aggiunti e nonostante il profondo dubbio sul ricambio generazionale dei Cafeteros, la Colombia vuole stupire ancora. Tutto il mondo. E per farlo vuole credere nell’ascesa del suo Diez. Un po’ Godot, certo, ma comunque dotato di un talento senza pari.

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