IL BELLO DEL MONDIALE – VOLUME 1 | GdDF

#3

Cristiano Ronaldo³

[Spagna – Portogallo]

Diciamocelo fin da subito, è onesta intellettuale. È stata la partita di Cristiano Ronaldo. La tripletta di CR7 ha salvato il Portogallo da una Spagna meritevole e che, nonostante i recenti avvicendimenti sulla panchina, con l’esonero di Julen Lopetegui a pochi giorni dal match d’esordio e la telefonata last-minute a Fernando Hierro, ha dimostrato di aver mantenuto pressoché invariata la propria identità tattica. Un pareggio pirotecnico in cui al tabellino dei marcatori si aggiungono Diego Costa, autore di una doppietta, ed infine l’uomo che non ti aspetti, Nacho Fernández. Cristiano Ronaldo, dal proprio canto, non ha fatto altro che confermare il suo desiderio di trascinare la nazionale lusitana fin dove sia possibile, nel segno dell’impresa già compiuta due anni fa con la vittoria dell’Europeo da parte degli uomini di Fernando Santos. CR7 è come il vino: più invecchia, più diventa buono, e c’è un dato abbastanza eloquente a testimoniarlo: prima dei 30 anni 52 gol in 188 partite con il Portogallo, mentre dopo i 30 anni sono arrivate ben 32 marcature in 33 match. In pratica l’asso del Real Madrid viaggia sulla media di un gol a partita quando scende in campo per rappresentare la sua nazionale. Per rispondere al 4-3-3 di Hierro, il CT Fernando Santos ha optato per un 4-4-2 orientato a fruttare la rapidità di gamba dei due esterni, Bruno Fernandes e Bernardo Silva, con Gonçalo Guedes al fianco di CR7. Il reparto in cui i lusitani hanno sofferto maggiormente, manco a dirlo, è ovviamente la difesa. Pepe e José Fonte, che non sono proprio due giovincelli, hanno dato una costante impressione d’insicurezza nella marcatura su Diego Costa e una snervante macchinosità in fase di costruzione del gioco a partire dalle retrovie. Molto male anche Cedric, meglio Raphael Guerreiro, che come al solito ha sfoggiato una prestazione molto apprezzabile sia per le qualità tecniche che per la sua intelligenza tattica e posizionale.

La partita di CR7 – Tre gol, dicevamo. Il primo su rigore, peraltro conquistato in seguito ad un’incursione personale nell’area di rigore della Roja, il secondo su azione, con tanti ringraziamenti a David de Gea, e il terzo con un bolide da calcio di punizione, che ha lasciato di sasso il portiere del Manchester United; che insomma, è giusto ricordarlo, attualmente è uno dei migliori al mondo, se non addirittura il migliore. Tornando a Cristiano Ronaldo c’è un altro dato che va per forza di cose sottolineato: gli sono bastati 4 tiri in porta per realizzare il suo personalissimo hat-trick. A 33 anni, che lo rendono il calciatore più “anziano” ad aver segnato una tripletta ai Mondiali, competizione in cui è riuscito a trovare il gol in tutte e 4 le sue partecipazioni. Al pari di Miroslav Klose, Uwe Seeler e Pelé. Insomma: poca partecipazione alla manovra corale, con appena 52 tocchi e la gestione del 3.1% del possesso palla lusitano, ma tantissima sostanza con ben 5 duelli aerei vinti su Gerard Pique e Sergio Ramos, non proprio gli ultimi  arrivati, oltre ai 36 passaggi effettuati, dei quali il 94% completati positivamente, e 1 expected assist. CR7 non perde tempo, in lui sembra ardere il desiderio di portare a termine l’ultima, ennesima impresa. In fin dei conti, come per Lionel Messi, il Mondiale è la coppa mancante anche al palmarés di CR7. Chissà che a distanza di due anni non possa essere, ancora una volta, il turno del Portogallo. Per scrivere la storia e chiudere definitivamente un cerchio.

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