LA DIASPORA DEL BRANCO

BAS DOST

di Matteo Coral

L’immagine principale dell’aggressione allo Sporting Lisbona è la fronte suturata di Bas Dost. La ferita del re Leone della squadra dei leoni per eccellenza, del capobranco del gol che non è mai riuscito a scrollarsi di dosso le difficili etichette che gli sono state incollate nel corso degli anni. Lento, poco moderno, non abbastanza forte tecnicamente, capace di risultare veramente decisivo solo in campionati di seconda fascia. Queste sono solo alcune delle critiche apportate all’ex-attaccante di Utrecht e Wolfsburg, che nonostante lo score portoghese (64 gol in tutte le competizione nei suoi due anni lusitani) sembrano continuare ad essere stampate in calce sul suo curriculum comunque più che dignitoso. Dost nasce il 31 maggio 1989 a Deventer, città nel nord dei Pesi Bassi famosa per la sua importanza nella lega anseatica. La suddetta lega era una società fondata verso la fine del medioevo per permettere a diversi mercanti di poter collaborare al fine di ottenere dei privilegi, che non sono altro che delle esclusive su determinate merci che le rendono così vendibili all’estero da un unico gruppo di mercanti. Una situazione simile alla Lega dell’Hansa sembra proprio la dimensione che si è costruito attorno Dost nel corso degli anni, avventura dopo avventura, all’interno di una storia decisamente particolare. Una dimensione in cui conta solo la merce dell’olandese, il gol, e la puntualità con cui viene consegnata al mittente. Una storia che lo ha visto spesso rivestire il ruolo di stella polare dei team di cui ha fatto parte, dovendo sempre, però, zittire gli scettici. «Molte persone non hanno creduto in lui» ha detto Tom Saintfeit, il suo primo allenatore all’Emmen, quando era un ragazzetto – si fa per dire – di due metri, con il 49 e 1/2 di piede e non era sicuro di fare l’attaccante, nonostante la sua abilità nel depositare il pallone in fondo al sacco. Eppure, nonostante i gol, nessuna grande squadra si fa avanti. Dost finisce all’Hereenven, segna a raffica e  viene acquistato dal Wolfsburg, dove, però, non trova subito fiducia. Magath lo vede poco e non lo schiera con costanza, Dost sembra voler andare via e alterna prestazioni in cui riesce a dire la sua, a gare in cui fa decisamente fatica. Poi, il 30 gennaio 2015, arriva la svolta. Dopo il dramma della precoce scomparsa in un incidente stradale del centrocampista dei lupi Junior Malanda, il Wolfsburg ospita il più quotato Bayern. La partita finisce 4-1, Dost segna una doppietta e da quel momento in poi non si fermerà più. Arriva la chiamata dello Sporting dopo un anno e mezzo da quella partita e l’olandese l’accetta al volo, conscio del fatto di poter risultare il vero e proprio tassello mancante dello scacchiere dei leoni. La punta in grado di convertire la fantasia e la qualità dei trequartista biancoverdi. E i soci di questa compagnia del gol sono sempre stati di livello assoluto: Bryan Ruiz, Carvalho, Adrien Silva, Bruno Fernandes sono solo alcuni dei suoi compagni in questi ultimi due anni. Anche se, paradossalmente, segnare a raffica non è sembrato abbastanza per un giocatore la cui unica benzina è il gol e che ancora oggi viene visto con molte riserve.

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Dost svetta in area in una gara di campionato contro il Das Aves, vinta dai Leoni (foto/sporting.cp)

Proprio a causa di questo scetticismo, Dost potrebbe trovare la sfida decisiva a depurare definitivamente la sua immagine in Italia. Una sfida lanciata a sé stesso e ai detrattori che lo volevano troppo poco ‘tutto’ per considerarlo per quello che è: un ottimo attaccante che realizza valanghe di gol al netto di alcuni difetti abbastanza grandi ed altri che ha saputo colmare limando il proprio gioco. Accostato nelle ultime ore al Bologna di Pippo Inzaghi, Dost è un giocatore che potrebbe scegliere proprio una destinazione della provincia nostrana, una meta in cui dovrebbe dimostrarsi veramente efficiente e glaciale per finalizzare un numero di occasioni decisamente minore rispetto a quello portato in dote dalla presenza in squadra di un numero spropositato di talenti creativi in un campionato dal tasso tecnico-tattico di molto inferiore alla Serie A come la LigaNOS. L’Udinese, che ben ha fatto con Oddo tra dicembre e febbraio prima di mettere in fila 11 sconfitte consecutive, potrebbe beneficiare perfettamente delle prestazioni dell’attaccante dai piedi piatti, come veniva soprannominato in Olanda. La sua capacità di fungere da ‘target man’ per risalire il campo tornerebbe utile ai bianconeri nelle situazioni in cui non riescono a costruire dal basso e potrebbero appoggiarsi ad un marcantonio tanto grosso quanto bravo a realizzare sponde per i compagni. Perché la caratteristiche principale di Dost non è tanto nei numeri quanto nei suoi compiti in campo durante una sua partita tipo. L’allenatore dello Sporting Jorge Jesus lo ha costretto a giocare negli ultimi 16 metri per sfruttare il suo fiuto per azzannare le prede, ma nonostante ciò i numeri riguardanti la sfera associativa sono di tutto rispetto, soprattutto paragonati a quelli della prima punta bianconera in stagione Kevin Lasagna. 61% contrasti aerei vinti dall’olandese contro i 39% dell’ex Carpi, 27 palloni toccati a partita, dato che si avvicina ai 31 di Lasagna, come 27 sono i gol, 14 di destro, 2 di testa e 11 di sinistro, più della metà di KL15, che ha però saltato 3 mesi per un infortunio. La presenza di Dost a Udine potrebbe permettere a Velazquez di iniziare la sua prima stagione in A con la possibilità di affidarsi ad un attaccante rodato, che potrebbe – per movimenti e caratteristiche – giocare in tandem con l’unico elemento offensivo di rilievo dell’ultima stagione bianconera. Allo stesso tempo Dost, che è gia un riferimento della nazionale oranje, potrebbe convincere definitivamente i detrattori evidenziando come sia si un giocatore vecchio stampo ma allo stesso tempo un elemento caratterizzato da un ottimo qi calcistico in grado di servire sponde e offrire linee di passaggio. Segnando in una piccola di un campionato di alto livello soprattutto per la tenuta media delle sue partecipanti, chissà se Dost non possa guadagnarsi la possibilità di giocarsi un’ultima chance importante in carriera proprio in una grande squadra.

https://www.youtube.com/watch?v=axn_W_TP8Ao

Tutti i gol (pressocché uguali) di Dost in campionato. Alla fine, in fondo, conta il risultato finale.

Pagina 5 – Bruno Fernandes [Di Matteo Coral]

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