LA PROMESSA DI MATTÉO

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Mattéo Guendouzi – Grafica di Giacomo Maurizi per “La Gazzetta di Don Flaco” (https://www.facebook.com/chronosrealms/) (https://www.instagram.com/chronos_realms/)

Lo scorso 15 luglio la Francia si è laureata per la seconda volta nella sua storia campione del mondo. Un successo costruito in questi ultimi anni grazie ad un attento e maniacale lavoro sui ragazzi dei vari centri di formazione che, senza alcun timore, vengono lanciati costantemente dai vari allenatori in prima squadra. L’ennesimo gioiello che una cantera transalpina ha ceduto ad un top club europeo è Mattéo Guendouzi, classe 1999 ed ormai ex giocatore del Lorient che, nella settimana in cui si è parlato solo ed esclusivamente dell’affare Ronaldo-Juve, definito l’affare del secolo, è approdato all’Arsenal di Unai Emery.

Arsenal-Francia: non è la prima volta – Mattèo Guendouzi non è l’unico francese ad essere approdato nei Gunners. Ripercorrendo la storia del club vengono in mente molti campioni come i vari Henry, Pires, Sagna, Wiltord o, potremmo anche citare quello che attualmente è considerato il secondo acquisto più costoso della squadra inglese, Alexandre Lacazette, trasferitosi a Londra via Lione per una cifra pari a circa €53M. Lo Stade du Moustoir di Lorient dista dall’Emirates 849km, una distanza che nel 2010 è stata percorsa da un altro francese perché anche il binomio Arsenal-Lorient non è un rapporto del tutto nuovo poiché nella stagione 2010/11, l’allora 23enne Laurent Koscielny, si è trasferito in terra londinese per €12.5M.

Il personaggio: il rifiuto al PSG per diventare professionista- Nato in un piccolo sobborgo di Parigi nell’Aprile del 1999, è nel vivaio del club della capitale che Guendouzi si forma e fa vedere tutto il suo potenziale. Però, sembra scattare qualcosa nella testa del francese dal momento che, a sorpresa, decide di rescindere il proprio contratto e di accasarsi al Lorient, nonostante l’offerta di rinnovo da parte del PSG. Una mossa inaspettata, una decisione che in pochi alla sua età probabilmente avrebbero preso, ma Guendouzi in un’intervista dimostra di avere una valida opinione poiché si giustifica così: “Io ho un sogno, diventare un calciatore professionista e penso di avere molte più possibilità di farlo al Lorient piuttosto che al Psg. Non mi interessa se Lorient è lontano da casa, non mi interessa avere pressioni extra perché sarò sempre quello che viene dal Psg e che lo ha rifiutato”. Una prima caratteristica del ragazzo di Poissy è appunto la forte personalità ed un carattere acceso che ha dentro e fuori dal campo. Ciò che dà ulteriormente valore a tutto questo è riconducibile ad un episodio accaduto a fine Novembre scorso quando ebbe una disputa con il suo allenatore, Mickael Landreau, nell’intervallo della partita contro il Valenciennes che gli costò 3 mesi di stop inflitti dalla società. Il passaggio dalle giovanili del Lorient alla prima squadra è immediato. Arrivato nel 2014, l’anno dopo si divide tra squadra B e under17, con l’ultima riesce addirittura a conquistare il titolo di categoria battendo in finale proprio il PSG. Nel 2016 viene invece inserito nella lista per la preparazione estiva della prima squadra, in poco tempo stupisce tutti e riesce a conquistarsi addirittura un posto tra i grandi. Prima di approdare definitivamente a Londra, con la maglia dei Les Melus Guendouzi ha totalizzato 30 presenze, 1 assist, 6 ammonizioni ed 1 espulsione.

Tipo di giocatore- Statura media (184cm), struttura del corpo non troppo robusta ma longilinea, Mattèo gioca abitualmente nell’asse centrale del campo come centrocampista in un classico 4-4-2 o anche come mezz’ala in uno schieramento a 3. Giocatore abile nell’anticipazione, ha dimostrato soprattutto di avere un’ottima reattività e forza esplosiva. Il suo fondamentale tecnico più importante è il passaggio. Guendouzi non si limita a scaricare la sfera in maniera semplice ma ha sia la personalità di trovare dei corridoi molto più complessi, in verticale, incrociato e filtrante, e sia la capacità di destresteggiarsi nelle zone calde del campo distribuendo palloni in maniera intelligente. Il francese è un centrocampista fisico e combattivo, dispone di un’ottima lettura del gioco così come è molto importante nell’intercettamento dei palloni. Dal punto di vista tattico è prezioso nel lavoro difensivo. A Londra, soprattutto in un campionato come quello inglese, Guendouzi dovrà migliorare su alcuni aspetti. Innanzitutto necessita di sviluppare meglio la propria tecnica di base, allenarsi molto nel gioco aereo e aumentare la propria massa muscolare.

I numeri e le curiosità dell’ultima stagione in Francia – I 3 mesi di stop per via della sua condotta disciplinare dopo i fatti di Valenciennes non gli hanno permesso di giocare con costanza nell’ultima stagione. Infatti, il francese in campionato ha giocato solamente il 47% delle gare, 1428’ minuti disputati, 1 assist, 3 ammonizioni ed 1 espulsione. In questa partite, però, Guendouzi ha fatto vedere tutto quello che è capace di fare soprattutto nella sua enorme qualità del passaggio poiché ha concluso la stagione con una percentuale di precisione pari al 90.1%. Altri numeri importanti sono quelli relativi sia ai dribbling riusciti dove il centrocampista è stato vittorioso nel 75.2% dei casi e sia per quanto riguarda i duelli aerei dove ne ha vinti solamente il 40.2%.

Unai Emery: l’uomo giusto per Guendouzi–  La fine dell’era Arsène Wenger sulla panchina dell’Arsenal ha aperto le porte alla gestione Unai Emery. Il tecnico spagnolo andrà incontro ad un lavoro molto arduo e complesso perché l’eredità lasciata dal manager francese è parecchio pesante e ricca di responsabilità. La parentesi al PSG dell’ex Siviglia è stata sicuramente formativa perché gli ha permesso di approfondire e visionare in due anni i molti talenti che il calcio francese offre costantemente, e l’acquisto di Guendouzi è quasi certamente mirato al progetto di rinnovamento del club londinese e soprattutto a quello tecnico-tattico. Il classe 1999 è nelle mani giuste. Emery si è rivelato un allenatore che nel corso degli anni ha saputo plasmare al meglio le sue squadre, dimostrando di essere sicuramente molto bravo a saper costruire assetti tattici in virtù delle risorse che ha avuto a disposizione, senza focalizzarsi troppo su specifici moduli. Emery dopo aver lanciato i vari Isco, Jordi Alba, Feghouli e non solo, ora è chiamato a vincere l’ennesima scommessa della sua brillante carriera tentando di inserire un promettente giocatore all’interno di un contesto e di un campionato differenti rispetto a dove è nato e cresciuto.

L’obiettivo primario dell’Arsenal: evitare l’anarchia francese- È raro vedere dei tifosi contenti per la partenza di giocatori giovani e talentuosi, ma questo è quello che è successo a Lorient. La cessione del centrocampista non ha destato particolari critiche che si è soliti ascoltare, anzi alcuni tifosi hanno professato dei commenti e dei pareri abbastanza duri e chiari. “Il Lorient si sbarazza di un giocatore con una mentalità marcia”,  “caso sociale”, “una nullità in meno nella squadra”, “un grande talento ma una testa…” , “un ragazzo che deve comprendere molte cose: il rispetto, il collettivo e il concetto di gruppo”, questi sono alcuni commenti apparsi sul profilo social del club che comunicava il trasferimento di Guendouzi all’Arsenal. Il comportamente e l’atteggiamento che ha avuto nell’ultima stagione non è piaciuto alla tifoseria ma questo è quello che accade a molti suoi coetanei della sua nazione. In passato in Francia abbiamo assistito a situazioni simili, ragazzi di talento anarchici che si sono persi poi per via di una mentalità che non si è mai evoluta del tutto. I Gunners andranno incontro ad una vera e propria scommessa con Guendouzi, che non dovrà compromettere la sua carriera come hanno già fatto molti suoi connazionali.

Il futuro in nazionale, una sfida- Negli ultimi due anni, la Francia di Didier Deschamps, ha ottenuto dei risultati molto importanti arrivando nel 2016 in fondo all’europeo perso poi con il Portogallo e, qualche settimana fa, invece, ha alzato al cielo la sua seconda coppa del mondo. Risultati non troppo sorprendenti poiché il lavoro che è stato fatto con i vari centri di formazione è apparso fruttuoso; la percezione che si ha è che la nazionale transalpina possa godere per molti anni di giovani giocatori che possono fare le fortune del paese. Anche Guendouzi è parte integrante di questo progetto tecnico. Finora il classe 1999 è riuscito ad approdare sino all’under 20 ma adesso la sua esperienza all’Arsenal sarà sicuramente un modo ulteriore per avere una certa visibilità e quindi per conquistarsi un posto nella nazionale maggiore del futuro. Quella di Guendouzi sarà una sfida molto complicata perchè davanti a lui, soprattutto nel suo ruolo, ci sono già giovani promesse che giocano con costanza in top club e che quindi hanno acquisito una certa dimensione.

Articolo a cura di Simone Biancofiore

(www.footballnextgeneration.altervista.org)

(https://www.facebook.com/footballnexgeneration/)

 

 

 

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