IL NUOVO CORSO DEL “SERGENTE” MOHAMED

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Antonio Ricardo Mohamed Matijevich è nato a Buenos Aires, ma è di origine siriana-libanese. Calciatore dal 1988 al 2003, allenatore dal 2003 al 2018. Il Celta Vigo sarà la sua undicesima squadra

Mancano solo tre settimane all’inizio della Liga Santander 2018-2019, il cui via verrà dato il 17 Agosto, e tutte le squadre sono ancora alla ricerca degli ultimi innesti per farsi trovare pronte per la prima giornata.

In Spagna c’è stato un grande giro di panchine e questo ha coinvolto anche e soprattutto il Celta Vigo che ha deciso di mandar via Unzué dopo una stagione disastrosa sotto il piano del gioco e dei risultati (i galiziani hanno chiuso lo scorso campionato con un deludente tredicesimo posto) e di affidarsi all’argentino Antonio Mohamed detto “El Turco” per le sue origini libanesi, come affermato da lui stesso in conferenza stampa qualche giorno fa. Le sensazioni su questo allenatore, con il passare degli ultimi giorni, non possono essere che positive, dato che la sua idea è quella di proporre un calcio altamente offensivo per dominare l’avversario. Ma chi è esattamente Antonio Mohamed? Conosciamolo meglio.

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Antonio Mohamed e suo figlio, Fayid Mohamed, scomparso all’età di nove anni a seguito di un tragico incidente nel 2006 (fonte: www.twitter.com)

Biografia di un guerriero – Antonio Mohamed (nome completo: Ricardo Antonio Mohamed Matijevich) nasce a Buenos Aires il 2 Aprile del 1970. I suoi genitori sono entrambi argentini, ma la sua discendenza paterna è arabo/argentina, mentre quella materna è jugoslava e cilena ed ecco da dove nasce il soprannome “El Turco” già affibbiato al padre. Prima di essere un allenatore, Mohamed è stato calciatore, di ruolo attaccante ed ha trionfato con la maglia del Toros Neza sotto la guida di Carlos Reinoso. Mohamed era un leader nello spogliatoio e c’è un particolare aneddoto legato ai tempi in cui vestiva la maglia di questo club messicano. Un giorno, Reinoso gli chiese di tagliarsi i capelli per renderli più corti ed il giorno seguente Mohamed si presentò con la testa completamente rasata a zero, portando a questo decisione anche i compagni che lo videro sempre come capogruppo. Pur non lasciando un gran ricordo in campo, Mohamed è passato anche dall’Italia, venendo acquistato dalla Fiorentina, ma il suo acquisto servì ai viola solo per riuscire a strappare il grande Gabriel Omar Batistuta al Boca Juniors. Dopo il prestito al Boca, passò sempre con la stessa formula all’Independiente, per poi lasciare per sempre il calcio argentino e trovare fortuna in Messico proprio con il passaggio al Toros Neza nel 1993. Da quell’anno, Mohamed non si allontanò più dal Messico, divenendone un vero e proprio figlio adottivo. Anche come allenatore Mohamed ha passato gran parte della sua carriera in Messico, allenando Tijuana, Veracruz Monarcas Morelia, Chiapas, Queretaro, Club America e Monterrey, ed ha allenato solamente tre squadre argentine, il Colòn de Santa Fe, l’Independiente e l’Atletico de Huracàn. La vita di Mohamed, però non è stata facile come si possa credere ed un episodio nefasto lo ha cambiato per sempre. Nel Giugno del 2006, mentre si trovava in Germania per assistere ai Mondiali Mohamed, insieme al figlio, Fayid, ed alcuni amici, ebbero un grave incidente stradale. Tutti rimasero gravemente feriti, lo stesso Mohamed rischiò di perdere un gamba ma suo figlio Fayid, purtroppo, non ce la fece, morendo in ospedale dopo quattro giorni di agonia all’età di soli nove anni. Nonostante la morte del figlio sia stato un durissimo colpo, Mohamed non ha mai pensato di smettere di allenare, dato che il ricordo del figlio che tanto lo ammirava lo ha spinto a continuare dare il meglio di sé fino ad oggi, ed anche al Celta Vigo sarà sicuramente così, con il piccolo che spera di vedere suo padre trionfare anche in Spagna.

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Mohamed durante una sessione d’allenamento con il Celta (fonte: www.marca.com)

 

La actitud no se negocia – Fin dal primo giorno, Mohamed ha fatto capire ai giocatori del Celta che quest’anno per loro sarà molto duro sotto i suoi ordini. Nonostante non adori gli allenatori che si credono capi dell’esercito, il suo programma  iniziale ha visto i giocatori del Celta fare addirittura una tripla sessione d’allenamento, ma non ha sortito alcuna protesta, ovviamente, da parte dei celestes, vogliosi di riscattare un bruttissimo anno. Il motto di Mohamed è “la actitud no se negocia” ovvero “l’atteggiamento non si compra”, o lo hai o no e questo motto è apparso anche sullo striscione di benvenuto a giocatori e tifosi per la nuova stagione. Durante la prima settimana, i giocatori hanno lavorato tanto senza palla, mentre nella seconda hanno iniziato a lavorare anche con il pallone. I risultati ottenuti nelle prime amichevoli (due pareggi contro Cordoba e Braga rispettivamente per 1-1 e 0-0), fanno ben sperare soprattutto per quel che riguarda la fase difensiva. Mohamed ha detto che si aspetta che il Celta possa segnare qualche gol in più quest’anno e subire qualche gol di meno. Ecco perché, su sua richiesta, è arrivato dal Messico, precisamente dal Santos Laguna, Nestor Araujo, un difensore molto grosso ed esperto, che sa anche mettere la gamba quando serve, mentre dalla Turchia è arrivato il centrocampistaOkay Yokuslu dal Trabzonspor. Sempre a centrocampo, Mohamed potrà contare anche sull’esplosività di Sofiane Boufal, colpo di mercato del Celta, arrivato in prestito dal Southampton con riscatto fissato a 15 milioni. L’obiettivo di quest’anno è l’Europa, senza se e senza ma, ma Mohamed per spronare i suoi giocatori (o forse no) ha detto che fosse per lui punterebbe alla vittoria del campionato. Musica e parole per i tifosi del Celta che sentono sin da subito come sia cambiato qualcosa da quelle parti. Per Mohamed, l’Europa “non è il tetto, ma il pavimento”, come affermato da lui stesso in conferenza stampa, come a voler dire che l’Europa deve essere il punto di partenza e non di arrivo ogni anno. Lui è arrivato a Vigo per vincere, non “per andare in vacanza”, infiammando i tifosi galiziani.

Dal mercato si aspetta ancora qualche acquisto (si parla dei centrocampisti Mathias Jensen e Nemanja Gudelj, di un portiere e del difensore Luis Hernandez), mentre dopo Sergi Gomez, Pablo Hernandez, Wass e Jonny, anche Radoja potrebbe lasciare Vigo.

COME GIOCHERA’ IL CELTA DI MOHAMED?

Praticando un gioco molto offensivo, come si è potuto notare anche da un video dove Mohamed spiega i suoi sistemi al gruppo, il tecnico argentino potrebbe provare due moduli nell’arco della stagione: il 4-3-3 ed il 4-2-3-1. Vediamo più nel dettaglio alcuni esempi

Col 4-3-3: Sergio Alvarez; David Juncà, Cabral, Costas/Kevin, Hugo Mallo; Okay, Lobotka, Jozabed/nuovo acquisto; Boufal/Emre Mor/Sisto, Maxi Gomez/Beauvue, Iago Aspas

Col 4-2-3-1: Sergio Alvarez; Juncà, Cabral, Costas/Kevin, Hugo Mallo; Okay, Jozabed/nuovo acquisto; Boufal/Emre Mor/Sisto, Lobotka, Iago Aspas; Maxi Gomez/Beauvue

Insomma, Mohamed ha sicuramente una rosa importante a disposizione per poter giocare con entrambi i moduli e con altri innesti potrà schierare in campo un undici di tutto rispetto. Da martedì il Celta svolgerà il suo precampionato in Inghilterra affrontando Fulham e Southampton, per poi tornare in Spagna ed affrontare il Mainz nel Memorial Quinocho una settimana prima del debutto casalingo contro l’Espanyol. I tifosi non stanno più nella pelle e sperano che questo nuovo corso argentino li faccia sognare come accaduto con Berizzo e Mohamed è determinato ad accontentarli. Se con Berizzo si è quasi toccato il cielo, Mohamed vuol portare il Celta in Paradiso

Articolo a cura di Danilo Servadei

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