PORTE GIREVOLI

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Foto di http://www.calcioefinanza.it

L’universo della Serie A sta cambiando bruscamente: Ronaldo alla Juve, Inter e Roma scatenate e Milan che chiude grandi colpi. Quali sono, però, i movimenti passati in sordina ma destinati a sorprenderci?

Ogni campionato si muove verso una determinata direzione quando si parla di calcio mercato. Se per la Premier League, lega forte della superpotenza delle squadre partecipanti dettata dai grandi introiti dettati da sponsor e diritti tv, osserviamo ogni anno una spesa spropositata  sul mercato, Ligue 1 e Bundes hanno puntato nel corso degli anni sempre di più sulla valorizzazione dei propri giovani, mentre la Spagna ha vissuto spesso una situazione a metà tra le due già citate, con un campionato che si divide in modo molto netto tra alta e bassa classifica a livello di gestione dei club e potenziale economico. La Serie A, complice un declino netto ed evidente sia a livello di infrastrutture che di introiti che di investimenti nei settori giovanili, ha sempre dovuto guardarsi intorno nell’ultimo decennio, cercando diverse colpi a basso costo tra nobili decaduti del calcio mondiale o tra la lista delle giovani promesse pronte ad esplodere, nella speranza di poter ricavare una grossa plusvalenza negli anni a venire. Per fare un esempio, la Juventus, nella stagione 2013/14 presentava il suo nuovo attacco formato dalla coppia Llorente-Tevez: un giocatore, il primo, reduce da un campionato in cui venne costretto a fare da backup a Aritz Aduriz vista la sua volontà di non rinnovare con l’Atletic Club e un altro reduce da mesi di esilio in casa Citizens, dopo essere stato il primo grande tassello dell’era multimilionaria della parte meno nobile di Manchester insieme a Robinho. Due giocatori di ottimo livello, certo, ma che hanno impiegato diverse settimane per entrare nel sistema di Conte e per trovare la condizione che sembrava ormai perduta. Due scommesse, insomma. Profili completamente diversi da quelli di tutto il fronte offensivo bianconero odierno, che si trova a dover vendere Higuain (al Milan!), per problemi di abbondanza dettata dall’arrivo in bianconero del giocatore più forte dell’era moderna (in coabitazione con La Pulga blaugrana). In tutto questo – non ancora totale e definitivo – almeno apparente rifiorire del calcio italiano, è interessante tornare a disputare il gioco preferito degli appassionati italiani: capire sotto l’ombrellone quale può essere la rivelazione portate in Italia da visionari uomini di calcio come Corvino e Tare, da società che scoutizzano anche la Promozione Venezuelana come l’Udinese o da neopromosse che cercano colpi ad effetto per svoltare il campionato come il Frosinone (Benevento, quanto ci manchi!). Ecco allora i colpi più interessanti passati in sordina nelle ultime settimane.

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Back to “periodo in cui si cercava di sbarcare il lunario cercando le occasioni più fantasiose sul mercato”.

LAFONT – FIORENTINA

Lafont è il nuovo portiere della Fiorentina. Arrivato per 9 milioni dal Tolosa, il giovane francese è uno degli estremi difensori più forti in prospettiva nei massimi campionati europei. In un campionato in cui è presente un altro ’99 dalle grandi potenzialità come Gigio Donnarumma, il portiere francese ha tutte le carte in regola per combattere con un altro talentino dei pali come Alex Meret per il titolo del giovane estremo difensore dell’anno. L’anno scorso Lafont ha subito 60 gol in 44 partite, mantenendo la porta inviolata in 16 occasioni. Dati non incoraggianti anche ma che vanno inseriti in un contesto come quello del Tolosa, squadra da sempre produttrice di grandi talenti (Moussa Sissoko, Capue, Ben Yedder) ma invischiata per gran parte della scorsa stagione nella lotta per non retrocedere e caratterizzata da grandi difficoltà difensive. Esile e filiforme, portato in Italia da un appassionato di olivi come Pantaleo Corvino, Lafont è abile sia tra i pali che nelle uscite, potendo contare anche su un ottimo rinvio lungo. Con oltre cento presenze tra i professionisti, il classe ’99 ha già la giusta esperienza per partire subito come titolare anche se, nonostante i risultati e i numeri siano dalla sua parte, debba ancora far diventare più costante il suo rendimento.

L’anno scorso, in tempi non sospetti, i due baby – si fa per dire, viste le presenze tra i pro – fenomeni venivano già paragonati tra loro.

VIZEU – UDINESE

L’Udinese l’anno scorso ha vissuto sulle montagne russe. Dopo la striscia positiva con Massimo Oddo che ha fatto sognare l’Europa League, riportando ai fasti di un tempo i tifosi friulani, la squadra e precipitata dopo 11 sconfitte consecutive nella zona retrocessione, riuscendosi poi a salvare ma chiudendo un’annata deludente, con una squadra che garantiva ad inizio stagione quantomeno la speranza di terminare a metà classifica. Due sono stati i problemi principali dei bianconeri: alcuni talenti come Jankto (andato alla Samp dopo dichiarazioni francamente fuori luogo sugli alberghi scelti dalla società per i ritiri) non hanno compiuto il definitivo salto di qualità, mentre altri, per ragioni diverse, non hanno raggiunto una costanza di rendimento tale da garantire l’apporto sperato (Barak, Fofana e via dicendo). La ricetta della felicità del ds Pradé è stata dunque molto semplice, almeno in apparenza: comprare un giocatore che può scaldare gli animi delle tribune della Dacia Arena con le sue reti. Vizeu rappresenta l’identikit perfetto per ricoprire questo ruolo. Bloccato mesi fa dall’Udinese, il centravanti brasiliano classe ’96 non è certo un giocatore funambolico come altri colleghi brasiliani, ma ha garantito già affidabilità sotto porta con il Flamengo, oltre che una buona capacità nel difendere il pallone e, nonostante le caratteristiche, nella distribuzione. Nelle gerarchie di Velazquez dovrebbe partire dietro Lasagna ma se l’ex Carpi riuscisse ad impattare le gare anche da seconda punta allora ci sarà da divertirsi.

Vizeu, bomber carioca molto vecchia scuola.

RONALDO VIERA – SAMPDORIA

La Sampdoria stava per prendere Valon Berisha, elemento finito poi alla Lazio, e adesso punta forte su Pedro Obiang. Due giocatori affermati, con esperienza a livello europeo, ma che al momento in cui si sta scrivendo questo non hanno ancora vestito la maglia più bella del mondo. In attesa di capire cosa succederà sul fronte West Ham per lo spagnolo, i doriani hanno chiuso per Ronaldo Viera. Nell’estate di Ronaldo alla Juve, il Ronaldo della Samp, che ha un gemello che si chiama Romario dato il grande amore del padre per il Brasile degli anni ’90, è una vera e propria scommessa. Dotato di una buona tecnica e di un’ottima fisicità, il centrocampista classe ’97 arrivato dal Leeds per sette milioni è la controfigura ideale di Obiang, anche se caratterizzato da maggiori margini di crescita e da un talento non indifferente come dimostrano le 7 presenze già collezionate con l’U20 dell’Inghilterra e le 3 con l’U21, attestato che sottolinea la sua qualità, aspetto che gli ha permesso di emergere in un movimento prolifico come quello giovanile inglese. Già in possesso di un ottimo senso della posizione, molti lo paragonano a Pogba, anche se i colpi non sono certo della stessa pulizia stilistica e tecnica. Certamente, però, deve emergere tra la concorrenza di giocatori affidabili e già rodati in A come Jankto o Denis Praet, che sembra sempre più vicino a rimanere alla corte di Giampaolo. In caso riuscisse a ritagliarsi un ruolo interessante, però, ecco che potremmo assistere all’esplosione di un centrocampista moderno, esplosivo e dalle grandi potenzialità.

Il ragazzo sembra già deciso a far bene.

MARIO PAŠALIC – ATALANTA

Pasalic all’Atalanta è un colpaccio. Difficile trovare altre espressioni per definire l’arrivo dell’ex Milan dal Chelsea alla corte di Gasperini. Dopo il colpo Zapata, definibile tranquillamente il ‘Cristiano Ronaldo’ delle piccole, la Dea si assicura un giocatore potenzialmente decisivo a 360 gradi per una squadra che punta ad un piazzamento per l’Europa meno prestigiosa. Mobile e abile negli inserimenti ma allo stesso tempo qualitativamente in grado di creare occasioni per i compagni, il croato non ha mai trovato in carriera la continuità tale per far capire al pubblico italiano le sue doti. Acciaccato e chiuso dalla concorrenza tra Chelsea e Monaco, accantonato volontariamente dal Milan in un periodo burrascoso, Pasalic è al punto di svolta per la sua carriera. Sotto Gasperini potrà finalmente diventare il giocatore che ci si aspettava diventasse qualche anno fa, oppure consacrarsi definitivamente in una mezzala “master of none”, espressione inglese che definisce individui abili in svariati campi ma che non eccellono in nessuno di questi in particolare. Cercando di trovare un giocatore simile, passato anche per la sponda rossonera di Milano, viene subito in mente Marko Van Ginkel, potenziale nuova pietra angolare della nazionale olandese che però non è ancora riuscito ad andare oltre un ruolo di primo livello al PSV, squadra di medio alta caratura ma non il gotha del calcio europeo a cui ambiva nelle prime battute della sua carriera. Un ruolo che forse, all’Atalanta, non dispiacerebbe neanche molto in vista di una possibile evoluzione in una compagine stabilmente in lotta per un posto in Europa.

La prima parentesi italiana di Pasalic.

GENOA

Il Genoa ci ha spesso abituati negli ultimi anni a mercati esotici, con colpi ad effetto sia per il loro background personale che per la loro provenienza. Anche quest’anno, il Grifone si è mosso seguendo queste linee guida, portando tanti giocatori interessanti in Italia. Il mattatore della preparazione estiva rossoblu è stato certamente il polacco Piatek, autore di 21 gol nello scorso campionato polacco e destinato ad essere il principale candidato a guidare l’attacco genoano. Piatek, che in polacco vuol dire venerdì, è un centravanti che ama aiutare la squadra e che punisce gli avversari ad ogni minima esitazione negli ultimi sedici metri. Un altro arrivo interessante agli ordini di Ballardini. Interessanti gli arrivi anche del giovane e talentuoso portiere classe ‘98 sloveno Vodisek – soffiato al Napoli – a parametro zero dall’NK Lubiana e del rigenerato Sandro, che dopo una seconda parte di stagione con il Benevento lo scorso campionato sembra poter tornare sugli standard a cui aveva abituato gli appassionati di calcio internazionale sia con l’Internacional in Brasile che con il Tottenham.

Piatek sembra già piacere ai suoi nuovi compagni.

SORPRESE BONUS

  • il Frosinone si presenta ai nastri di partenza dopo una campagna acquisti praticamente tutta italiana. Sportiello, Goldaniga, Halfreddson (italiano d’adozione) e Crisetig sono solo alcuni dei nuovi colpi dei ciociari. Davanti, se dovesse trovare la tanto agognata precisione sotto porta, Perica potrebbe diventare uno degli attaccanti più interessanti della lotta salvezza;
  • esterni ultraoffensivi a tutta fascia e dove trovarli. Occhio a Durmisi della Lazio. Arrivato dall’ultraoffensivo Betis, il danese – che giocava da ala all’inizio della sua carriera – potrebbe trovare la quadratura del cerchio sotto Inzaghi e regalare tante gioie ai tifosi laziali grazie alla sua propensione all’assist e alla sua abilità nel battere i calci piazzati;
  •  il Parma non ha certamente chiuso il suo mercato. Tra voci riguardanti un possibile arrivo in avanti (Balotelli su tutti) e arrivi già confermati (Ciciretti su tutti), gli emiliani potranno finalmente risultare la piazza ideale per permettere a Di Marco di sbocciare in uno dei migliori laterali bassi del futuro, che è quello che ci si aspetta da lui ormai da anni;
  • Armando Izzo, al Torino, troverà finalmente la dimensione che gli compete. Centrale affidabile, con grandi capacità offensive su palla inattiva, Izzo ha trovato finalmente una piazza con ambizioni di rilievo e che, dopo anni in cui non è riuscita a raggiungere l’Europa League, deve centrare l’obiettivo, iniziando da subito con un allenatore solido e che garantisce sicurezza.

Articolo a cura di Matteo Coral

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