Y AHORA, CASTILLEJO

40243187_901001446777493_9039091611706851328_n
Dopo la sconfitta col Napoli, scatta l’ora di Castillejo? – Grafica di Alfredo De Grandis

Màlaga è una città tanto controversa quanto emblematica, rappresenta alla perfezione cosa significhi crescere al Sud, fra il mare e le difficoltà che spesso costringono i meridionali di tutto il mondo a lasciare la propria terra per poi farvi ritorno un giorno, magari da eroi. La maggior parte delle menti creative nate fra le strade del Guadalmedina ha iniziato a esprimere il proprio talento lontano dall’Andalusìa: statisti, attori e pittori che dipingevano un piccolo villaggio basco di nome Guernica durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Picasso si è fatto strada inizialmente in Galizia mentre il nostro caro Antonio Banderas recitava i suoi primi copioni a Madrid, entrambi però hanno portato Màlaga nelle loro differenti opere con un pizzico di saudade, termine utilizzato dai brasiliani per esprimere la nostalgia di casa. Nella vita di qualunque malagueno è imprescindibile tornare, non importa in quale momento o per quanto tempo, il Cenachero che impressionò Hemingway a tal punto da ricoprire dense pagine del suo romanzo Fiesta, riabbraccia il proprio figliol prodigo senza rancore, consapevole delle motivazioni celate dietro le scelte prese. Come l’attore, anche Samuel Castillejo Azuaga è figlio di un poliziotto in servizio invece a Barcellona, dove nasce il 18 gennaio del 1995, esperienza breve la sua in Catalogna che termina dopo pochi proprio per tornare a Màlaga dove i genitori vogliono far crescere il loro primogenito. Castillejo si ambienta bene nella nuova città e inizia a conoscere il panorama calcistico locali come tutti quelli che da lì sono passati, si gioca sulla banchina del porto fra le nasse e le reti dei pescatori e da subito si conquista il soprannome di Fideo per via del suo fisico longilineo ma gracile. Sebbene la corporatura esile, la tecnica di Castillejo non passa inosservata e quindi si convince a giocare a futsal per l’Explanda, alquanto divertente per un ragazzino di soli 10 anni, il quale è, però abbastanza maturo da comprendere il proprio potenziale e decide di avventurarsi nel calcio a undici.

L’U.D. Mortadelo, piccola compagine andalusa che deve il proprio nome all’omonimo e popolare personaggio dei fumetti disegnato da Francisco Ibanez, lo aggrega nel 2006 alla sezione “pulcini” dove Castillejo dimostra già di saper sfruttare le doti in suo possesso senza mai trascurare l’allenamento sui punti deboli come la mancata fisicità. Le prestazioni offerte in maglia gialloverde fanno gola al club in cui ogni calciatore di quella parte di Spagna sogna di giocare, il C.F. Màlaga che bussa alla sua porta il 20 luglio del 2011 e lo aggrega all’Atletico Malagueño, filiale giovanile dei Boquerones dove lo attende Antonio Benìtez. Benìtez ha messo piede alla Rosaleda per la prima volta nel 1960 e mezzo secolo dopo è rimasto nello staff della società da allenatore prima e osservatore poi, vuole fare di Castillejo un campione assieme a un fantasista di Benalmadena che ha appena lanciato in prima squadra, si chiama Francisco Romàn Alarcòn Suarez, meglio noto come Isco. Castillejo lo ammira e ne vuole ripercorrere le orme agli ordini del tecnico Salva Bellasta, il quale lo schiera in vari ruoli del fronte offensivo, sia da quarto di centrocampo sia dietro la punta per 75 volte, ma le 22 reti con l’Atletico sono arrivate principalmente dalla fascia destra, dove riesce a rientrare sul suo preciso sinistro. L’annata 2013-2014 gli fa scalare le gerarchie anche nelle nazionali minori, essendosi fatto notare già nella Caspian Cup con l’under 16 l’arrivo nell’organico “senior” del Màlaga gli vale la prima convocazione anche nella sub-21 capitanata da Deulofeu.

casti.jpg
Photo by http://www.pianetamilan.it

Il grande salto finalmente arriva, Javi Gracia gli affida la numero 29 e dopo la preseason lo fa debuttare, quasi come fosse uno scherzo del destino, contro il Barcellona. L’allenatore nota che Castillejo, oltre a un fine tocco di palla, ha tanta corsa da spendere in entrambe le fasi, il fisico da 182 cm per 67 kg lo penalizza contro i terzini più ostici della Liga, i quali potrebbero comprendere facilmente i movimenti a favorire il piede forte che è ancora poco potente e formato per impensierire dei calciatori professionisti, per questo lo schiera come esterno sinistro per tutte le 38 gare dell’anno. Il contribuito di Samu è fondamentale, domina la propria con una resistenza da centometrista arrivando senza problemi al traversone; il 2 febbraio la Rosaleda esplode per lui, come aveva sognato tutte quelle volte fra le onde e i gabbiani, contro il Valencia s’inserisce come una freccia e la impatta così, quasi involontariamente, di testa. Sarà l’unico sigillo prima di lasciare, ancora una volta, la città, perché il Villareal mette 7 milioni e mezzo di euro sulla scrivania dello sceicco Al Thani e se lo porta a Castellòn, dopo essersi guadagnato il “Premio Fùtbol Draft” come miglior promessa del calcio spagnolo. La squadra di Marcelino della stagione 2015-2016 è sicuramente la più forte dopo le grandi tre di Spagna, con calciatori del calibro di Denis Suàrez, Mateo Musacchio, Areola e Bakambu si piazzano al quarto posto in Liga parallelamente a un ottimo percorso in Europa League, dove escono per mano del Liverpool in semifinale, dove Castillejo ha avuto decisamente più spazio rispetto alle 28 apparizioni in campionato di cui molte da subentrato.

Seppur il suo rendimento non abbia del tutto convinto il pubblico de La Cèramica, Castillejo ha imparato dalla sua prima esperienza groguet i movimenti del 4-4-2 incentrato sulla ricerca dei due bomber e ne ha dato prova l’anno successivo, dimostrando una maggiore intelligenza tattica per giocare anche da esterno destro, segna ancora poco, soltanto 2 le reti su 33 presenze, però sfrutta la propria velocità per offrire verticalizzazioni interessanti al gioco del Submarino Amarillo, il direttore sportivo partenopeo Giuntoli vede in Castillejo una valida alternativa a Callejon, quasi come se ne fosse l’alter-ego ideale per gli schemi di Sarri e durante la scorsa estate viene intavolata una trattativa lunga e troppo complessa per concludersi, l’arrivo in Italia di Samu è solamente rimandato, Forse per il 23enne è stato meglio così, perché l’ultima stagione in Comunidad Valenciana è stata quella della consacrazione, fra Coppe e campionato totalizza 40 presenze di rendimento straordinario. E’per distacco il miglior giocatore della squadra, affina in maniera esponenziale la tecnica individuale inserendo nel suo repertorio scavetti e tocchi di suola mai banali, sempre finalizzati al passaggio per il compagno. Fran Escribà è bravo nell’adattarlo al nuovo modulo, nel 4-3-1-2 completa il talentuoso centrocampo del Villareal con Rodri, fresco di passaggio ai colchoneros, e Manu Trigueros, all’occorrenza si posizione come trequartista. La vicinanza alla porta dà i suoi frutti, raggiunge il record personale di 6 reti e 7 assist , fra cui una perla assoluta all’Anoeta contro la Real Sociedad, in surplace si porta la sfera sul mancino e disegna una parabola surreale sul palo lontano.

La sessione estiva appena trascorsa l’ha visto protagonista d’innumerevoli rumors, la qualificazione in Champions mancata agli sgoccioli è costata il posto a Escribà che è stato esonerato, questa scelta del presidente Roig ha colpito tanti membri della rosa legati al coach valenciano i quali hanno deciso di andar via, così per Samu la serie A è tornata a farsi sentire questa volta da Milano, il Milan se l’è assicurato per 3 milioni di prestito oneroso con obbligo di riscatto a 15 più il cartellino di Carlos Bacca. Non è certo che funga da sostituto a Suso, sia per differenza di caratteristiche che per qualità del profilo, Castillejo potrebbe imporsi precocemente a titolare con i rossoneri, inoltre la possibilità di schierarlo come mezzala potrebbe garantire pericolose ripartenze in contropiede al Milan spesso troppo chiuso nella propria metà campo e senza un rifinitore di gioco considerate le altalenanti performances di Jack Bonaventura, ma probabilmente si giocherà un posto fra i primi undici con Calhanoglu, essendo inoltre un buon tiratore di punizioni. Ha scelto di tornare alla numero 29, forse per non dimenticare La Rosaleda che lo ha trasformato da Flaco in crack.

Articolo a cura di Alberto Maresca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...