YOU TWO, AGAIN?

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Grafica realizzata da Giacomo Maurizi (Chronos Realms: https://www.instagram.com/chronos_realms/)

Mancano gli ultimi dettagli, le firme sui contratti e poi riavremo il ritorno nel mondo del calcio di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Il binomio che per trent’anni è rimasto al timone del’ A.C. Milan è ai dettagli per l’acquisto del Monza Calcio.

Sulle rive del fiume Lambro sorge Monza, ridente città situata sul confine settentrionale dell’infinita area metropolitana milanese. Capoluogo della Brianza, nonché aerea caratterizzata dalla tranquillità dei suoi paesaggi verdeggianti, dai suoi incontaminati laghi che si estendono fin ai piedi delle Alpi e dalle famose ville liberty della borghesia industriale lombarda. Conosciuta ai più per il suo forte legame con i motori: a Monza ha sede l’Autodromo, che sorge nell’omonimo Parco, famoso in tutto il mondo per la sua leggendaria curva “parabolica”, dove nella prima settimana di settembre i potenti motori delle autovetture di F.1. si sfidano per il consueto Gran Premio d’Italia. La città, è anche sede della famosa Villa Reale, eretta come dimora privata dagli Asburgo nel XVIII secolo durante la dominazione austriaca. Con l’Unità d’Italia la villa passò alla casata dei Savoia che la trasformarono in  vera e propria residenza Reale. Nel luglio del 1900, proprio nei pressi di questa famosa dimora, accadde uno fatti più importanti della storia monarchica Italiana: un giovane anarchico di nome Gaetano Bresci fu protagonista di uno dei più conosciuti regicidi della storia moderna, quello di re Umberto I.

Cenni storici – Esattamente, dodici anni dopo questo storico avvenimento, in una pasticceria del centro città monzese, venne fondata il Monza F.B.C. Nel primo anno di vita i ‘bianco-celesti’, questi i colori originari scelti, si impegnarono solo in partite non ufficiali. Si ricorda in quell’anno la prima partita vinta con la Juventus Italia nello storico stadio Triante, per 2-1. Nel 1913, appena un anno dopo la fondazione, il Monza F.B.C. si unì con altre piccole realtà calcistiche locali e diede vita al Monza A.C.  Fino agli anni cinquanta, la società non ha ottenuto risultati eclatanti, salvo un unica partecipazione alla Serie B. Nel primo dopoguerra la società andò in contro alla sua prima crisi societaria, risolta con l’entrata in campo dell’uomo d’affari Gino Sada, proprietario del colosso alimentare Simmenthal. Con l’acquisizione di Sada, si cambiò anche il nome societario in Simmenthal-Monza Calcio. Questo connubio, che è andato avanti fino alla prima metà degli anni ’60, portò il club ad ottenere discreti risultati con la partecipazione stabile nella serie cadetta. Ma con l’uscita del presidente Sada, la società intraprese una vera e propria rivoluzione. Proprio a cavallo tra due importanti decenni storici, non solo per ragioni calcistiche, si accomodò sulla panchina dei brianzoli Luigi Radice, che guidò la squadra ad una stagione che si potrebbe definire da record, ma che riuscì ad accarezza appena il sogno promozione in massima serie. Negli anni ‘70 la società passò nelle mani dell’amato e ancora indimenticato presidente Cappelletti, che assieme al visionario Italo Allodi aprì la stagione di trofei per il Monza,  prima con la vittoria di due Coppe Italia di serie C, poi con la prestigiosa Coppa Anglo-Italiana. La presidenza Cappelletti, durò per tutto il decennio col sogno mai sopito e, purtroppo, mai raggiunto di portare la squadra nel paradiso calcistico italiano. Con l’inizio degli anni ’80 ci fu anche un cambio societario con l’entrata in scena del geometra Giambelli. Il nuovo presidente non riuscì, nei primi anni, a mantenere i risultati sportivi che la vecchia gestione era riuscita a totalizzare, infatti il Monza non riuscì a evitare il baratro della serie C.

“Un intraprendente monzese..” – Proprio in questi anni di rifondazione, un giovane ed intraprendente monzese che tutti conosciamo bene, Adriano Galliani, venne nominato vicepresidente della squadra. Sotto la sua biennale gestione il Monza iniziò una politica di rinnovamento dell’organico con l’inserimento di giovani calciatori in squadra. Per fare alcuni nomi: Costacurta, Casiraghi e Antonioli. Questi erano i nomi dei giovani che di lì a poco avrebbero esordito: giovani che prima di emigrare nelle grandi squadre italiane ed europee, riuscirono a portare i monzesi ad alzare per terza volta la Coppa Italia di Serie C. Gli anni novanta iniziarono con la vittoria della quarta Coppa Italia di categoria, trofeo molto caro alla società monzese, che ancora oggi è detentrice del record di vittorie del torneo, mentre seconda metà degli anni novanta troviamo il primo contatto ufficiale con il Milan. Infatti iniziò una partnership ufficiale che portò la compagine brianzola ad essere una vera e propria squadra satellite dei rossoneri. Negli anni successivi la squadra vide l’uscita di scena del presidentissimo Giambelli. Da lì a breve ha avuto inizio un lungo declino che si è concluso con il primo fallimento societario nel marzo 2004.

Una nuova speranza – La prima rinascita fu per mano del imprenditore bergamasco Begnini, che salvò gli oltre novant’anni di storia calcistica. Nacque cosi il Calcio Monza Brianza, cambiando la denominazione per onorare la nascita della nuova ed omonima provincia. La nuova società riuscì in breve tempo a portare la squadra stabilmente nella serie C1, sfiorando la promozione alla serie B. Nella stagione 2009 ci fu l’ennesimo cambio societario con l’entrata in campo del milanista Clarence Seedorf, che insieme ad una cordata di soci, tra cui Beppe Bergomi, rileva la società monzese. La nuova società si pose l’obbiettivo di riportare stabilmente il Monza calcio nella Serie B e di provare la definitiva promozione in serie A. L’idillio tra il giocatore e il consiglio amministrazione della società durò poco, infatti nel novembre del 2010, per vedute diverse ci fu un terremoto nel consiglio di amministrazione, con una rottura definitiva nel rapporto tra i vari azionisti della società. Nel frattempo la squadra subì due retrocessioni consecutive dalla Lega Pro prima divisione, la prima però fu evitata per un ripescaggio. L’avventura della società capitanata dall’olandese ex Inter e Milan è terminata quasi subito, intorno al 2013 quando, dopo tre anni di fallimenti sportivi e dirigenziali, vide entrare nella società nel CdA l’imprenditore anglo-brasiliano Armstrong Emery che intraprese subito una grande campagna contro il razzismo. Il primo anno della dirigenza anglo-brasiliana è caratterizzata anche per la promozione in Lega pro. Sembra l’inizio di un nuovo ciclo, e invece non passa nemmeno un anno che il Monza incontra nuove difficoltà, in particolar modo dopo il coinvolgimento del presidente Emery in uno scandalo finanziario. Da lì in poi si avranno due cambi di proprietà, che porteranno solo in ritardo il secondo, atteso fallimento. Infatti, nel giugno 2015, il tribunale dichiarò fallito il Calcio Monza Brianza. Alla successiva, fallimentare asta il club venne acquistato da una vecchia conoscenza del calcio italiano, la famiglia Colombo, vecchia proprietaria del Milan negli anni 70, che ha riportato la squadra monzese in Lega Pro. Ed arriviamo così alle ultime notizie di questi giorni, dove proprio la famiglia Colombo sta trattando la cessione con il presidente piu vincente presidente della storia milanista.

Milan(o)-Monza –  Milano dista da Monza solo 12 chilometri, dieci minuti di treno, e tra le due città esiste un legame indissolubile; unico. Questo rapporto si rispecchia anche nel mondo calcistico, un legame che viene da lontano. Un filo conduttore che trova terreno fertile negli anni 80. E la matassa di questo filo è proprio Adriano Galliani, monzese doc, che in quel periodo iniziò la sua carriera di dirigente sportivo. Galliani ha lasciato il Monza proprio per sposare il progetto milanista di Silvio Berlusconi. Da quel momento in poi le due società saranno in un qualche modo legate. Molti giocatori calcisticamente in quel di Monza hanno preso il volo, anzi, il treno, in direzione Milano, diventando delle vere e proprie bandiere in maglia rossonera: Billy Costacurta l’abbiamo già citato, ma un certo Christian Abbiati non è stato da meno. E come un filo che non si spezza arriviamo ad oggi, con il filo conduttore ancora nelle mani del solito Adriano Galliani, ormai pronto ad iniziare la sua seconda avventura, a casa sua.

Il primo amore non si scorda mai – Può essere sostituito, migliorato, peggiorato ma non potrà mai essere dimenticato. Questo è successo alla accoppiata B-G, che dopo appena 18 mesi di astinenza dal mondo del calcio si rituffa nell’acquisizione di una nuova società. Il lontano 1986 fa da colonna portante agli oltre trent’anni di storia in cui il Milan è riuscito ad affermarsi tra i club più importanti (e titolati) al mondo. In breve: 28 trofei vinti, tra cui  ben 5 Champions League e 8 scudetti tra formazioni leggendarie, vincenti e in alcune epoche anche rivoluzionare sul piano del gioco, ancora oggi prese come modello. Su tutte il Milan di Arrigo Sacchi. La premiata ditta Berlusconi-Galliani si rimette in gioco, forse anche per eliminare le ultime, tristi pagine della loro storia rossonera. E ritorna con una sfida inedita, che li vedrà ripartire dalla Lega Pro. Un progetto a lungo termine, al fine di creare una nuova squadra che dovrà raggiungere in maniera stabile la Serie B, e magari, un giorno, provare a realizzare il sogno di tutti i tifosi brianzoli: entrare nell’Olimpo del calcio italiano dalla porta principale e, magari, riuscire a restare tra i grandi.

Articolo a cura di Matteo Maria Tonelli

2 risposte a "YOU TWO, AGAIN?"

  1. Eleonora Mecheri 12 settembre 2018 / 14:52

    Bellissimo articolo complimenti!!

    Mi piace

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