5 GOL DI GARETH BALE PER I SUOI 5 ANNI NEL REAL MADRID

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Gareth Bale – Graphic Concept Alessio Giannone (stagione 18/19)

Sono passati ben cinque anni dall’approdo di Gareth Bale al Real Madrid, tra tante luci e qualche ombra: 13 trofei vinti, 91 gol in 193 partite e 393 giorni out per infortunio si soppesano sul piatto della bilancia nell’avventura «Galactica» di mister 100 milioni.

Se c’è una cosa che colpisce di Gareth Bale è l’indole del tipico «Normal man», che ancora oggi arrossisce di fronte alle telecamere, che si commisura con le qualità atletiche tipiche di «Superman»: tanto disumane e stupefacenti da farci credere anche solo per un singolo e fugace di istante di aver visto il miglior giocatore al mondo. Per celebrare questi 5 anni di Real Madrid abbiamo selezionato 5 momenti in cui l’ala gallese ci ha fatto credere di essere un calciatore superiore, venuto dal futuro per spodestare Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Perfettamente sincronistico per un’epoca del football che predilige una visione del gioco sempre più orientata al box to box.

#5 vs. BORUSSIA DORMTUND

Signal Iduna Park

(Gruppo H, UEFA Champions League 17/18)

Una partita tiratissima e apertissima al Signal Iduna Park, almeno fino al ventesimo della prima frazione di gioco. Il Real Madrid di Zinédine Zidane deve vedersela col Borussia  Dortmund nella seconda giornata della fase a gironi, comprendente anche il Tottenham e l’Apoel Nicosia. I fantasmi di quella doppia semifinale datata 2013, nel segno del poker di Robert Lewandowski e il giocattolo quasi perfetto costruito da Jürgen Klopp rendono non poco irrequieto l’ambiente «Blancos», ma al diciottesimo il solito Cristiano Ronaldo, Casemiro e Dani Carvajal chiudono un triangolo perfetto, ad un tocco, sulla linea dei 35 metri. L’ottima rapidità in fase di tessitura del gioco premia il posizionamento del terzino spagnolo, che oltre a ritrovarsi completamente smarcato da Jeremy Toljan, è liberissimo di sistemarsi il pallone per crossare con il suo piede naturale. Questa frazione di secondo permette a Gareth Bale di allinearsi con Sōkratīs Papastathopoulos, eludendo l’offside e la marcatura a uomo di Łukasz Piszczek, per poi chiamare il lancio verso la profondità al compagno. Il tocco di piatto sul secondo palo considerando potenza del tiro, precisione ed esecuzione del gesto tecnico rasenta una semplicità quasi divina nel giocare a pallone. Roman Bürki rimane immobile, praticamente impossibilitato ad intervenire. Di questo gol stupisce la facilità sfoggiata dagli uomini di Zidane nel gestire il pallone con rapidità e intelligenza posizionale, oltre all’esecuzione balistica perfetta dell’esterno gallese. Solo tre stelle al grado di difficoltà, poiché Bale si ritrova totalmente libero di coordinarsi, poi di mirare e infine colpire senza ricevere alcun tipo di opposizione. Ogni componente del reparto difensivo, in questa occasione specifica, ha la sua buona dose di colpe.

ESECUZIONE: ⭐⭐⭐⭐⭐

GRADO DI DIFFICOLTÁ: ⭐⭐⭐★★

#4 vs. RAYO VALLECANO

Estadio Santiago Bernabéu

(La Liga 13/14, 31^ giornata)

Sette tocchi. Solamente sette tocchi. Per percorrere quasi 80 metri di campo e depositare il pallone con totale nonchalance alle spalle di David Cobeño. Nella sua prima annata al Real Madrid nessuno può scordarsi questa galoppata dell’ala gallese alla trentunesima di campionato contro il Rayo Vallecano. Un netto 5-0 al Bernabéu nel segno di Bale, autore di una doppietta in due minuti, Alvaro Morata, Cristiano Ronaldo e Karim Benzema. Il numero 11 dei «Blancos» raccoglie una respinta di testa di Marcelo dopo la battuta di un calcio d’angolo a favore degli uomini di Paco Jémez, mette il gambone di prepotenza tra Anaitz Arbilla e Iago Falqué, per poi involarsi verso l’area di rigore avversaria. Prova a opporsi alla sua corsa il rumeno Răzvan Raț, ma l’ex Šachtar e West Ham può ben poco contro un simile strapotere fisico e atletico: un’azione personale che rende perfettamente l’idea di quanto Gareth Bale sia una tipologia di calciatore in armonia con la concezione di box to box che sta sempre più conquistando il calcio moderno; vale a dire: coprire più metri di campo possibili nel minor lasso di tempo consentito dalle nostre capacità fisiche. Mentre tutti procedono in terza, pare che Bale sia sempre in grado di viaggiare in quinta. Colpiscono anche la freddezza e la concentrazione con cui il gallese si presenta in area di rigore prima di depositare il pallone alla sinistra del portiere. Per questo motivo il grado di difficoltà e l’esecuzione si meritano lo stesso voto.

ESECUZIONE: ⭐⭐⭐⭐★

GRADO DI DIFFICOLTÁ: ⭐⭐⭐⭐★

#3 vs. LEGIA VARSAVIA

Stadion Miejski

(Gruppo F, UEFA Champions League 16/17)

Un gol da autentico «Re Mida» che si merita, di diritto, la terza posizione. Perché il cross di Fábio Coentrão non è dei migliori, ma trova in perfetto allineamento a una ventina di metri dalla porta difesa da Arkadiusz Malarz i tre giocatori offensivi schierati da Zidane alle spalle di Karim Benzema. Cristiano Ronaldo sporca la traiettoria di testa eludendo il possibile intervento di Alvaro Morata, ma riesce a indirizzare il pallone verso Gareth Bale, che in una frazione di secondo riesce a coordinarsi dopo un rapido rimbalzo della sfera e la spedisce all’incrocio dei pali. Da notare (e poi da applaudire) anche la torsione del corpo che il gallese effettua per dare la giusta potenza al proprio tiro. Una marcatura non semplice: sia per l’esecuzione, sia per la difficoltà implicita che si lega a molti fattori contestuali; ad esempio la velocità con cui il pallone arriva tra i piedi del numero 11 del Real. Un’ottima dose di preveggenza che ha permesso a Gareth di segnare dopo neanche un minuto effettivo dal fischio d’inizio: non abbastanza per entrare nella graduatoria dei cinque gol più veloci della storia della Champions League, dove la prima posizione resta saldamente presidiata da Roy Maakay (10.12 secondi in Real Madrid-Bayern Monaco del 2007), ma abbastanza per essere ricordata come una delle manifestazioni epifaniche più apprezzabili dell’ex Tottenham da quando è sbarcato in Spagna.

ESECUZIONE: ⭐⭐⭐⭐⭐

GRADO DI DIFFICOLTÁ: ⭐⭐⭐⭐⭐

#2 vs. BARCELLONA

Camp Nou

(Finale di Copa del Rey 13/14)

Alzi la mano chi, dopo aver visto questo gol, ha pensato: «Ma di cosa stiamo parlando?». Uno studio condotto dai messicani del Pachuca, peraltro ufficialmente riconosciuto dalla FIFA, ha stabilito il primato di Gareth Bale in quanto giocatore più veloce al mondo dopo aver toccato i 36.9 chilometri orari palla al piede nella finale di Copa del Rey del 2014 tra Real Madrid e Barcellona, nella suggestiva cornice del Mestalla. Un’autentica galoppata che oltre ad aver attirato l’attenzione del più grande velocista di tutti i tempi, Usain Bolt, ha polverizzato il precedente record stabilito dal messicano Jurgen Damm, che è stato in grado di attestarsi sui 35.2 chilometri orari, e Antonio Valencia del Manchester United, arrivato ai 35.1. Senz’ombra di dubbio il record assume un tono ancora più suggestivo se si valutano fattori come il contesto, una finale di coppa nazionale, l’avversario, il Barça, e l’assenza per infortunio di Cristiano Ronaldo; che ha generato enormi aspettative e una pressione mediatica di non poco conto sulle spalle di Bale. Il gallese, sul risultato di 1-1 firmato da Ángel Di María e Marc Bartra, ha bruciato quest’ultimo con una scorribanda di 50 metri partendo dall’altezza del centrocampo. Sono appena cinque i tocchi effettuati da Gareth per presentarsi davanti alla porta di José Pinto, con tanto di uscita dal terreno di gioco durante il corpo a corpo con l’attuale difensore del Borussia Dortmund. Merita una menzione anche l’intelligenza con la quale Bale si frappone tra pallone e avversario dopo essere entrato in area di rigore, impedendone l’intervento. Questa rete è forse il più grande simbolo della sua fenomenologia, confermata dall’esultanza meravigliata di CR7 sugli spalti. In fin dei conti, quando il destino si traveste da regista, e decide di darti una chance come attore di punta della sua pellicola, quale modo migliore per rispondere?

ESECUZIONE: ⭐⭐⭐⭐★

GRADO DI DIFFICOLTÁ: ⭐⭐⭐⭐⭐

#1 vs. LIVERPOOL

Olympic Stadion di Kiev

(Finale di UEFA Champions League 17/18)

«Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza». La rapidità di pensiero, la perfetta scelta di tempo, la coordinazione e la potenza. In questo gol c’è semplicemente tutto. C’è l’essenza di ciò che Gareth Bale è. L’ha sbloccata lui la finale contro il Liverpool dopo il pareggio di Sadio Mané, anzi: l’ha spaccata in due. Come fece nell’anno della «Decima». Come fece Zinédine Zidane contro il Bayer Leverkusen sedici anni prima. Con questa doppietta il gallese si è ripreso il Real Madrid, tant’è che sotto la nuova gestione di Julen Lopetegui è già riuscito a realizzare 3 gol in 4 partite. Non c’è più Cristiano Ronaldo, certo, che ha lasciato un’eredità non di poco conto, ma chissà che questo non possa davvero rivelarsi l’anno del ragazzo venuto da Cardiff. Per conquistare il Santiago Bernabéu dopo cinque anni tra odi et amo, tra applausi e critiche, tra mitizzazione e umanizzazione. Magari per provare a risalire sul tetto d’Europa, senza ingombranti dualismi.

ESECUZIONE: ⭐⭐⭐⭐⭐

GRADO DI DIFFICOLTÁ: ⭐⭐⭐⭐⭐

BONUS TRACK

(Real Madrid vs. Elche) – La Liga – 22-02-2014

(Schalke 04-Real Madrid) – UEFA Champions League – 2014/2015

Articolo a cura di Daniele Pagani

 

 

 

 

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