GLI 8 TRASFERIMENTI PIÙ SOTTOVALUTATI DELLA PREMIER LEAGUE

42110559_521841831600872_1434674881097629696_n
Grafica realizzata da Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco” © (https://www.instagram.com/alessio_giannone22/)

Otto colpi sottovalutati dell’ultima sessione di mercato in Premier League.

Ghezzal.jpg
Rachid Ghezzal – photo by http://www.forbesmiddleeast.com

RACHID GHEZZAL

(Dal Monaco al Leicester City)

Ci sono degli allenatori che non amano particolarmente il calciomercato, anche se spesso e volentieri i club (anche quelli più blasonati) sono costretti a effettuare qualche acquisto al fine di suscitare una sorta di hype mediatico verso i propri tifosi, che pesano sul piatto della bilancia quanto un parere tecnico, seppur in un’ottica ben più viscerale e semplice. Prendiamo il Leicester City, rimasto “orfano” – ma si fa per dire – di Ryhad Mahrez, che s’è trasferito alla corte di Pep Guardiola dopo il miracolo sportivo delle Foxes e due anni piuttosto in ombra dopo l’esonero di Claudio Ranieri, per il quale l’estroso algerino pare sia stato sempre a favore. Ad oggi, sulla panchina di casa del King Power Stadium, siede il francese Claude Puel, ex tra le varie di Monaco, Lione e Southampton che – per onore di cronaca – fa parte di quella ristretta lista di persone che il calciomercato non riesce in alcun modo a farselo piacere. Ma c’è sempre un ma. L’addio di Mahrez ha creato un forte allarme in casa Leicester, tant’è che la dirigenza e l’allenatore si sono dovute muovere in sintonia per trovare un degno successore: ha cercato un algerino come Mahrez, mancino come Mahrez e in grado di rientrare per calciare con il suo piede naturale, come Mahrez. Et voilà: dal cilindro è uscito fuori Rachid Ghezzal, fratello più famoso e più talentuoso del Abdelkader che abbiamo conosciuto in Italia tra Bari, Parma e Siena (e non solo). Circa 11 milioni d’investimento per portarlo Oltremanica, coi presupposti di contorno a creare grandi aspettative. Intanto il Monaco, come suo solito, mette un altro segno “+” nella voce plusvalenze.

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐⭐★

Bernard.jpg
Bernard Anício Caldeira Duarte – http://www.liverpoolecho.co.uk

BERNARD

(Dallo Šachtar all’Everton)

Prima l’hanno accostato all’Inter, poi alla Roma, infine al Milan, con una grossa fetta dei sostenitori rossoneri che ha sperato fino all’ultimo di vederlo arrivare alla corte di mister Gennaro Gattuso. Le successive voci su Sergej Milinković-Savić hanno infiammato una platea, ma come il talento serbo ha deciso di restare alla Lazio per un altro anno, anche il ventiseienne fantasista di Belo Horizonte ha optato per altri lidi. L’Everton lo ha scelto e lui ha scelto i Toffees, dopo 28 gol e più di centociquanta presenze con lo Šachtar. Estro e duttilità, velocità e intelligenza: Bernard è un giocatore apprezzato dagli allenatori per la sua innata e distintiva capacità di adattarsi a qualunque modulo, tattica o schema, ma che puntualmente finisce nel dimenticatoio dopo qualche stagione al top. Nel 2013 vince Brasileirão e Copa Libertadores con l’Atlético Mineiro sbrilluccicando di luce propria al fianco di e un certo Ronaldinho, nel 2014 viene convocato da Luiz Felipe Scolari per il Mondiale di casa della Seleçao, quello dove hanno preso sette scoppole dalla Germania futura campione del mondo, ed infine lo Šachtar riesce a scipparlo a tutti per 25 milioni. Ad oggi, dopo aver spento ventisei candeline circa una settimana fa, Bernard viaggia su un treno che non poteva permettersi di perdere. Un’occasione d’oro per riscattare cinque anni di certo non pessimi, ma comunque trascorsi nell’anonimato di un campionato che non ha tutto sto grande appeal. Ai posteri l’ardua sentenza.

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐★★

dalot1.jpg
José Diogo Dalot – Photo by http://www.as.com

JOSÉ DIOGO DALOT

(Dal Porto al Manchester United)

Il trasferimento del portoghese Diogo Dalot, di cui Daniele Pagani ha parlato qui già nel dicembre del 2016, alla corte del connazionale José Mourinho è passato davvero troppo sottobanco agli occhi dei media nostrani. Ventidue milioni non sono pochi per un talento di diciannove anni, anzi al contrario, pesano parecchio sul piatto della bilancia (anche se dopo alcuni investimenti degli ultimi anni non potremmo mai stupirci per così poco), ma le potenzialità del ragazzo nativo di Braga possono agire da ottimo contrappeso. Sono 45 le sue presenze tra UEFA Youth League e Ledman Liga Pro, ma solo otto con gli uomini di Sergio Conceição. Un’apparizione di Dalot tuttavia ce la ricordiamo bene: in Champions League contro il Liverpool di Jürgen Klopp e Mohamed Salah. Una prestazione pulita e ordinata nel catino infernale in cui Anfield Road può trasformarsi per qualsiasi tipologia di giocatore o avversario. In più, da tenere a mente e non meno importanti, anche 4 gol e 10 assist. Moderno, rapido sul breve e preziosamente contributivo in entrambe le fasi del gioco. E ha pure una buona struttura fisica, coi suoi 183 centimetri, che hanno portato in dote un accostamento con lo juventino João Cancelo. In più, pur essendo attualmente in infermeria, può giocare sia a destra che a sinitra. La fascia destra nella retroguardia dei Red Devils è presidiata dal solito, infinito Antonio Valencia e Matteo Darmian, ma non è da escludere che José Mourinho possa lanciarlo già tra un paio di settimane, quando il ragazzo otterrà il via libera dei medici per tornare ad allenarsi a pieno regime col gruppo dello Special One. Il caso di Scott McTominay insegna e alimenta le speranze, ma non ci sarebbe da meravigliarsi se entro il giro di boa Diogo Dalot dovesse diventare una quasi presenza fissa nell’undici titolare del Manchester United.

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐★★

guenda
Mattéo Guendouzi – Photo by http://www.mirror.co.uk

MATTÉO GUENDOUZI

(Dal Lorient all’Arsenal)

È stata una lunga (ma indimenticabile) estate per Paul Pogba, che ha superato due esami di maturità: il primo è stato la vittoria nel Mondiale, il secondo invece in sala stampa con i giornalisti:«Sembra che in Europa tu non possa giocare a pallone dopo esserti tagliato i capelli. Da adolescente giocavo a Torcy e mangiavamo kebab prima delle partite. E infine vincevamo 6-0. Adesso se ti vedono ballare su Instagram prima di subire una sconfitta è un problema». Paul non le manda di certo a dire, è una testa calda. Proprio come Mattéo Guendouzi, un altro ragazzo dai capelli eccentrici. Unai Emery lo ha fortemente voluto con sè all’Arsenal e la trattativa con il Lorient non è stata affatto estenuante, tant’è che i bretoni si sono accontentati dell’offerta dei «Gunners» pari a 8 milioni di euro per lasciar partire il ragazzo scuola PSG; Rapporto qualità-prezzo ottimo, dunque, visto che si parla di un classe 1999. Inoltre il suo energico temperamento, che in Ligue 1 non ha fatto altro che causargli problemi e costanti critiche, d’Oltremanica è diventato l’espediente perfetto per fare breccia fin da subito nel cuore dei suoi nuovi tifosi. Emery gli ha concesso 351 minuti di partita in 5 gare ufficiali di campionato, lui ha sempre risposto all’appello con prestazioni ordinate, di qualità e… un solo cartellino giallo. Per i gol arriverà il momento giusto, e per gli assist pure, ma nel frattempo ci aveva già pensato il nostro collaboratore Simone Biancofiore a darci qualche buon motivo per credere nelle qualità del ragazzo nativo di Poissy: «In passato in Francia abbiamo già assistito a situazioni simili, ragazzi di talento anarchici che si sono persi per via di una mentalità che non si è mai evoluta del tutto. I Gunners andranno incontro ad una vera e propria scommessa con Guendouzi, che non dovrà compromettere la sua carriera come hanno fatto in passato molti dei suoi connazionali». Eppure quei due francesi che sono passati da Highbury, quello con la 4 e quello con la 14, fanno ben sperare in quanto a precedenti…

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐⭐★

MAXIMILIAN MEYER

(Dallo Schalke 04 al Crystal Palace)

mey.jpg
Max Meyer – Photo by http://www.cpfc.co.uk

Qualità, raffinatezza e colpi in abbondanza, attitudine al gol poca. È questo il bignami di Maximilian Meyer, l’ennesimo talento tedesco fuggito dalla Bundesliga. Un’annata assai movimentata, la sua: trentuno partite da titolare, poi le dichiarazioni al veleno contro un membro dello staff dello Schalke, Christian Heidel, e l’esclusione dalla rosa di Domenico Tedesco. Una scelta non del tutto condivisibile da parte dei «Königsblauen», soprattutto se consideriamo che il contratto di Meyer sarebbe andato in scadenza proprio nell’agosto scorso. Su Maximilian all’inizio si sono fiondate diverse big europee, ma viene spontaneo chiedersi come mai abbia scelto proprio il Crystal Palace come prossima destinazione; e non ce ne vogliano dalle parti di Selhurst Park. A sciogliere ogni riserva ci ha pensato lui in persona, nel corso di una breve intervista rilasciata dopo il suo arrivo in Inghiltera: «Il Crystal Palace ha fatto la differenza perchè ha dimostrato, rispetto ad altri club, maggior concretezza nel volermi in squadra. Freedman e Moory (i due assistenti di Roy Hodgson, ndr) sono venuti in Germania a farmi visita, poi io sono andato a Londra per incontrare l’allenatore e capire il progetto tecnico».  Lo score attuale recita 1 assist in 3 partite (solo da subentrante, tant’è che ha raccolto solo 36 minuti in campionato). Un fugace lampo di genio accompagnato, sembrerebbe, da un grande desiderio di riscatto. L’impasse con una nuova tipologia di calcio e i soliti, piccoli problemi fisici causeranno problemi a Meyer? O il ragazzo venuto da Geiselkirchen riuscirà finalmente a sbocciare?

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐★★

JACK WILSHERE

(Dall’Arsenal al West Ham United)

wilshere.jpg
Jack Wilshere – photo by http://www.101greatgoals.com

Gli «Hammers» se lo sono assicurato a parametro zero dopo sedici anni di Arsenal tra le giovanili e la prima squadra, oltre ai due intermezzi con Bolton e Bournemouth. A dare la meritata rilevanza all’acquisto di Jack Wilshere da parte del West Ham ci ha pensato il nuovo tecnico Manuel Pellegrini, autentico cavallo di ritorno in Premier League dopo l’esperienza al Manchester City e una parentesi biennale in Cina, con l’Hebei Fortune: «Molti di voi ricorderanno che la Juventus, quattro o cinque anni fa, giocava con un solo centrocampista davanti alla difesa. Era Andrea Pirlo. E Pirlo è la stessa cosa di Jack. Ha le stesse caratteristiche». Parole pesanti, ma che testimoniano appieno le grandi aspettative che il tecnico nativo di Santiago del Cile ripone nel suo nuovo regista, che a sorpresa nel primo match di campionato – il cocente 4-0 subito dal Liverpool – ha giocato alle spalle di Marko Arnautović come trequartista, al fianco di Felipe Anderson e Michail Antonio. All’alba dei ventisei anni la carriera di Jack Wilshere si costella di infortuni, dissidi e la sensazione, fin troppo spesso, di essere stato l’uomo giusto al momento sbagliato in casa Arsenal. La fortissima concorrenza di Granit Xhaka e l’acquisto di Lucas Torreira sono stati due buoni motivi per cercare riscatto lontano dall’Emirates Stadium; che poi parlare di “lontananza” può sembrare un ironia bella e buona, dato che l’Olympic Stadium dista poco più di una ventina di minuti d’auto dalla dimora dell’Arsenal. Il progetto di Manuel Pellegrini non è iniziato benissimo ad essere onesti, con tre miseri punti in 5 partite, ma chissà che all’architetto non possa scattare qualche lampo di genio. Per disegnare ancora. E meravigliare, ancora, ma nel posto giusto.

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐⭐★

JOÃO MOUTINHO

(Dal Monaco al Wolverhampton)

mouti.jpg
Joao Moutinho – photo by http://www.espn.com

Uno come João Moutinho non ha bisogno di eccessive presentazioni, bastano i numeri per raccontare un curriculum di tutto rispetto: 61 partite in Champions League arricchite da 5 gol e 7 assist e poco più di quattrocento presenze totali tra Liga NOS e Ligue 1 con le maglie di Sporting Lisbona, Porto e Monaco. Coi «Leões» ci è cresciuto, coi «Dragões» si è fatto uomo, oltreché ricca plusvalenza, dopo il suo passaggio in Francia. Gli Wolves non hanno esitato nemmeno un secondo a portarlo in Premier League per 5 milioni di euro, con la regia del solito Jorge Mendes e della sua Gestifute. Dopo aver trascorso un’intera carriera nella parte occidentale del Vecchio Continente, all’età di 31 anni, Moutinho ha scelto di entrare a far parte del progetto di Nuno Espírito Santo insieme al connazionale Rúben Neves: esperienza e qualità per una squadra che in questa stagione può davvero ambire ad affermarsi come «ammazzagrandi» del campionato inglese, fattispecie dopo il punto strappato al Manchester City di Pep Guardiola. Un giocatore “illuminista”, che da prassi dovrà essere il faro del centrocampo per gli Wolves, e magari anche una guida per il giovane Neves, affinché le chiavi del futuro Portogallo finiscano in buone mani.

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐⭐⭐

LUCIANO VIETTO

(Dall’Atlético Madrid al Fulham)

vietto.jpg
Luciano Vietto – Photo by http://www.marca.com

Se Luciano Vietto, soprannominato «Lucky» fin dai tempi delle giovanili del Racing, ha fatto un errore in carriera, quello si chiama Atlético Madrid. Dopo l’impatto positivo nel calcio europeo con la maglia del Villarreal, dove ha registrato il suo nome sul tabellino per 20 volte in 50 occasioni, Diego Pablo Simeone lo ha voluto con sè, prima come vice di Antoine Griezmann, poi esploso definitivamente, e infine di Jackson Martínez, che al momento bazzica in Liga NOS con la Portimonense dopo l’esperienza non proprio felice in Chinese Super League con la maglia del Guangzhou Evergrande. All’Atlétì Luciano ha trovato relativamente poco spazio, cercando di ritrovare sè stesso prima al Siviglia, dove ha giocato ventuno partite senza mai incidere, e al Valencia, dove a risultare complicata è stata la convivenza con Simone Zaza. La Spagna ha rappresentato un terra non molto «Lucky» per Vietto, che dunque ha deciso di cambiare aria, spostandosi in Premier League. Il Fulham se l’è assicurato in prestito con diritto di riscatto dopo aver condotto una campagna di rafforzamento più che discreta con André Schürrle, Aleksandar Mitrović, Calum Chambers, Timothy Fosu-Mensah, André Zambo Anguissa e Jean Seri; anche se il vero colpo dei «Cottagers» è stato trattenere il talentino Ryan Sessegnon. Ad ogni modo la concorrenza non è un fattore che spaventa l’attaccante argentino, che ha dimostrato di aver solo bisogno di tanta fiducia da parte del tecnico e di spazio, ripagando a suon di buone prestazioni e soprattutto gol. Per maggiori informazioni riguardatevi Racing Avellaneda-San Martín del 4 settembre 2012. Tripletta, in tre modi diversi. Speriamo solo che Luciano sia davvero «Lucky» questa volta.

VOTO ACQUISTO: ⭐⭐⭐★★

Articolo a cura di Piergiuseppe Musolino

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...