AXEL WITSEL, CHIAMATELO LEADER

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Axel Witsel, photo by Giacomo Maurizi

Axel Witsel, dopo una stagione passata al Tianjin Quanjian (Super League cinese), dove recepiva uno stipendio annuale di 18 milioni, è passato al Borussia Dortmund per circa 20 milioni quest’estate, tornando più che mai un leader.

Il centrocampista belga già prima di approdare nella squadra attualmente allenata da Paulo Sousa aveva vissuto un’esperienza che, per usare un eufemismo, aveva giovato più al suo portafoglio che alla sua carriera, anche se l’esperienza cinese è un’esagerazione anche rispetto ai 4 anni e mezzo passati allo Zenit San Pietroburgo, squadra in cui Axel approdò assieme a Hulk anche per volontà di Luciano Spalletti. A questo punto giocando un po’ con le sliding doors possiamo solo immaginare come sarebbe stata la carriera di Witsel se, ormai 6 anni fa, il club russo non avesse pagato la clausola rescissoria di 30 milioni di euro. Probabilmente il belga avrebbe passato un’altra stagione al Benfica, dato che quell’anno erano diverse le squadre, soprattutto in Premier League, pronte ad aprire il portafogli per lui, ma non alle cifre indicate dalle Aguias. Tuttavia Manchester City, Chelsea e Arsenal si sarebbero fatte vive già nel gennaio 2013, magari con un’offerta adeguata stavolta… vedere Witsel in Premier a me sarebbe piaciuto molto, sia per il livello del campionato che per le caratteristiche, perché nell’ambiente giusto avrebbe potuto crescere moltissimo a mio avviso.

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Photo by http://www.calcionews24.com

Altra sliding door, questa decisamente più ispirata alla realtà: estate 2016, la Juventus cerca un centrocampista di esperienza internazionale da posizionare in mediana, anche per allungare le rotazioni in termini di qualità e il profilo più in voga è proprio Axel Witsel. La trattativa salterà dopo mesi e mesi di tentativi sia da parte della Juve che del giocatore a convincere la proprietà russa a liberare il centrocampista belga, ma proprio all’ultimo si inserì il Tianjin all’epoca allenato da Fabio Cannavaro, capace di bruciare anche la concorrenza dello Shanghai SIPG. Ma se fosse arrivata la chiusura di quella trattativa e il suo approdo alla Juve, Axel Witsel si sarebbe confermato un centrocampista adatto a un club di primo livello europeo e pieno di stelle come lo è la Juventus dei nostri giorni? Tuttavia dopo aver “bocciato” la Premier League e la Serie A, il destino di Axel Witsel ha voluto metterlo comunque di fronte a una sfida decisamente più impegnativa del campionato russo o cinese: la maglia del Borussia Dortmund. L’inizio è stato davvero il migliore possibile: gol all’esordio con i gialloneri in DFB Pokal contro il Greuther Furth, stesso copione in campionato nel 4-1 rifilato al RB Lipsia alla prima giornata. Nonostante non fosse noto per la sua fama di centrocampista goleador, Witsel ha decisamente invertito il trend nell’inizio della sua nuova avventura. Il tecnico, anch’egli appena arrivato a Dortmund, Lucien Favre sembra aver già consegnato le chiavi del centrocampo a Witsel, che però con Dahoud, Delaney, Weigl e Rode ha parecchie alternative a disposizione, anche se tra i sopracitati è proprio l’ex Zenit l’uomo con più esperienza, nonostante sia alla prima stagione in Germania.  Anche rispetto all’età media del Borussia Dortmund di 24,2 anni Witsel appare tra i giocatori con più esperienza e con la possibilità di essere un leader per i tanti giovani talenti del Borussia, come ha dichiarato lui stesso in un’intervista:

“Sono pronto per essere un leader, ho 29 anni, sono uno dei più anziani della squadra, abbiamo un gruppo di talento, ma molto giovane.”

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Witsel & Favre, photo by bundesliga.com

Probabilmente anche Favre confida nelle capacità da leader del regista belga, dato che in questo inizio di stagione il tecnico ex Nizza l’ha sempre schierato titolare tranne che nel match casalingo contro il Francoforte e in DFB Pokal, anche se in entrambi i casi è subentrato, risultando anche decisivo in coppa con il gol dell’1-1 al 90° consentendo ai giallo-neri di vincere ai supplementari con il gol di un altro leader, Marco Reus. Inoltre il palmares del belga è ormai di tutto rispetto per consentirgli di farsi chiamare leader, nonostante la fugace e sterile dal punto di vista dei trofei esperienza in Cina infatti si contano 2 campionati del Belgio da enfant prodige con lo Standard Liegi, con il quale fu anche calciatore belga dell’anno a 19 anni, 3 coppe nazionali tra Belgio, Portogallo e Russia e 1 campionato russo con lo Zenit allenato da Andrè Villas-Boas. Il suo ruolo nel corso degli anni è andato sempre più verso una posizione di centralità assoluta a centrocampo, come vero e proprio cardine della costruzione di gioco, soprattutto dalla stagione al Benfica in poi. Infatti nelle prime due anni trascorsi in Belgio, a Witsel era consentita una maggiore mobilità per andare a sconfinare anche in zona gol, che per Axel sarebbe in realtà dai 25 metri in avanti. Da mezz’ala di inserimento a regista quasi puro: è questa la trasformazione che Witsel ha affrontato, anche perché con le sue caratteristiche fisiche e tecniche sarebbe stato sprecato a fare continuamente su e giù per il campo a rincorrere il pallone, non perché sia particolarmente inadatto in questo ma semplicemente la sua indole più pacata e a bassi regimi si sposa perfettamente con un ruolo di playmaker che parte dal basso ma capace di seguire tutta l’azione, con l’ulteriore possibilità di sfruttare i suoi centimetri (e la sua chioma) in area quando necessario. In questa stagione è stato schierato sia nel 4-2-3-1 che nel 4-3-3 spesso con Mahmoud Dahoud al suo fianco, che per certi versi può risultare complementare a Witsel, a fare da diga centrale dietro a Mario Götze oppure con un tris di mediani assieme al giovane Julian Weigl, risultando praticamente in tutti i casi la prima opzione del Borussia Dortmund per iniziare l’azione coralmente con una media di 63 passaggi completati con successo ottenendo quindi il 91% di precisione nei passaggi (dati SofaScore). Numeri da regista? Sì, ma non è facile chiudere un giocatore così dinamico, nonostante i compiti affidatigli in fase di impostazione, in un’etichetta di cui essere certi per strutturarvi una squadra e una metodologia di gioco intorno, alla Jorginho per dire.

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Hetmap di Witsel nel match Hannover – Borussia Dortmund. Rosso: zone più frequenti, giallo chiaro: zone meno frequenti. Fonte: SofaScore.

Analizzando la heatmap del match contro l’Hannover a farci da “campione” possiamo notare come la zona di campo in cui Witsel concentra maggiormente il suo raggio  (zona rossa) d’azione è già nella metàcampo offensiva del Borussia, con altri due picchi rossastri circa 10-15 metri più indietro, accompagnati da altre macchie importanti tendenti all’arancione nella metà campo difensiva, che rimane comunque la più calpestata complessivamente da Axel. Dalla c.d zona rossa si nota un progressivo sfumare della presenza di Witsel sulla trequarti offensiva, che culmina però con un punto più scuro nell’area di rigore avversaria certamente dovuto agli inserimenti effettuati sulle palle inattive o quando decide di partecipare alla manovra anche in zona gol. Il Borussia Dortmund ha centrato 5 vittorie e 2 pareggi nelle prime 7 partite stagionali in tutte le competizioni e nonostante le avversarie, escluso il RB Lipsia, fossero ampiamente alla portata la squadra allenata da Favre sta dimostrando un’ottima coesione oltre a una buona condizione fisica per essere a inizio stagione. La squadra è mediamente molto giovane con alcuni giocatori pronti a sbaragliare con il loro talento ancora acerbo, i leader però sono chiari ed assolutamente essenziali nello scacchiere del francese, tra questi oltre ai soliti Reus e Götze, da recuperare, ci sarà anche Axel Witsel.

Articolo a cura di Luca Pesenti

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