5 DESTINAZIONI PER CESC FABREGAS

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Zero. Tre. Centosettanta. Rispettivamente: presenze in Premier, presenze complessive e minuti giocati. Questi, in estrema sintesi, i numeri dei primi due mesi di Fabregas al Chelsea di mister Sarri. Giustificabili? Forse. Prevedibili? Non del tutto, malgrado gli acciacchi. Quel che è certo è che questo impiego rigidamente centellinato al ragazzone di Arenys de Mar comincia a stare un po’ stretto e la voglia di cambiare aria potrebbe cominciare a essere tanta.

Cesc l’indecifrabile – <<You cannot stop people from having a lot of creative imagination during their sleepless nights, but that does not mean we will do it>>. Così parlava Wenger nel caldissimo Agosto 2009 riguardo alla possibilità di vedere Fabregas lontano dal nord di Londra. Un sogno, un’utopica suggestione, nulla più. E invece. Passano giusto due anni e Cesc torna al Barcellona, dove fa bene – benissimo – nei suoi primi mesi nel Barça dei grandi. 9 gol nella Liga (di cui 4 nelle prime 5), 20 assist complessivi e 48 presenze in una stagione che prosegue sulla scia di quanto di buono fatto con la maglia dei Gunners. Anche quella successiva non è da meno, poi, lentamente e impercettibilmente a un occhio poco attento, l’ingranaggio comincia ad arrugginirsi. La convivenza con Messi e Iniesta toglieva spazi e giocate a Cesc Fabregas, sempre più oggetto e causa delle sperimentazioni tattiche di Guardiola, messe in moto nel tentativo di rendere la trequarti Blaugrana uno spazio comune dove non fossero costretti pestarsi i piedi a vicenda. Ma le ragioni non furono unicamente vincolate al rettangolo verde. E Dio solo sa (beh, forse anche Fabregas..) cosa veramente non funzionò e quale fu di fatto il casus belli che spinse Cesc al ritorno in Premier. Chi parla di cause personali, chi di profondo smarrimento in un club fatto di tante – troppe – stelle che finivano per oscurare la sua luce.

Nell’estate 2014, a corollario del suo malessere, arriva quindi il discussissimo passaggio al Chelsea dove oggi non sembra essere molto più che un lussuoso esubero. E in club che pare non credere troppo in lui, con un allenatore che in campionato non lo schiera, il desiderio del catalano sembrerebbe quello di spiccare nuovamente il volo, malgrado si sia <<sempre sentito un Londoner>>. Alla finestra le squadre sono molte. Perché ha poco più di 30 anni. Perché la tecnica non l’ha mai persa. Perché, in fondo, la voglia di riscatto è tanta, tantissima. Proprio per questo, abbiamo immaginato cinque destinazioni in cui suggestioni e semplici ipotesi si mischiano per dar vita a verosimili scenari per il suo futuro.

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Alla corte di Gattuso – Rumors, rumors e ancora rumors. Oltremanica la vicenda Fabregas riempe le pagine dei maggiori tabloids. Dal Sun al Guardian, passando per il Times, per tutti è Cescape. E proprio il Sun, attivissimo nello scovare fonti in merito, ha legato il nome di Fabregas al Milan, dopo aver raccolto e tradotto alcune suggestive ipotesi del Mundo Deportivo. Si parla di un consistente lavoro sottotraccia di Leonardo, che sembrerebbe addirittura intenzionato a portarlo a Milano entro la fine di gennaio. L’accostamento ha fatto sognare i tifosi rossoneri (e come dargli torto), ma l’ipotesi Milan sembra lentamente sfumare per via dell’arrivo di Paquetà. Difficile prevedere una trattativa che porti a qualcosa di concreto entro la fine del mercato invernale. Però Fabregas è in scadenza. E chissà che per giugno non si creino i presupposti per portarlo a San Siro. Eccellente mezz’ala, prolifico trequartista e ottimo playmaker, Fabregas può anche essere adattabile come double pivot in caso di 4-2-3-1, cementificando la sua innegabile duttilità nelle zone centrali del campo. Discreto marcatore e prolifico assistman (appena entrato nel Guinness dei primati perché i suoi 100 assist realizzati in Premier League sono stati i più veloci della storia del calcio inglese), al Milan uno come lui sarebbe un vero colpo – oltre che un vanto per il nostro calcio. Resta da misurare il grado di adattabilità alla Serie A, in cui ritmi di gioco e tatticismi sono spesso un grosso ostacolo per chi è abituato alla Premier, ma la sensazione è che l’intelligenza tattica di Fabregas sia più forte di tutto questo. Dalla Milano rossonera fanno eco gli sfregamenti di mani alla sola idea. E non è detto che debba rimanere tale.

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L’altra metà del cielo (milanese) – Parliamoci chiaro sin da subito: più che una soluzione concreta, quella che lo vedrebbe vestire la maglia dell’Inter dal prossimo giugno non è che una semplice (seppur succosa) suggestione. Ma Fabregas nel centrocampo nerazzurro di certo non sfigurerebbe. Il progetto sembra solido, l’ambiente è sereno e in crescita, ideale per chi, come il catalano, ha bisogno di rilanciarsi. E farlo in un club che lo metterebbe al centro di un progetto in fase di sviluppo potrebbe essere la mossa più logica per ritrovare smalto, brillantezza e – soprattutto – fiducia. Con Spalletti giocherebbe tranquillamente nei due di centrocampo, lasciando magari gli oneri di interdizione a un centrocampista più muscolare che tecnico. La convivenza con Brozovic, proprio per questo, potrebbe non essere semplice, se non altro nei primi tempi. A entrambi piace giocare la palla, a entrambi piace dettare i tempi e cercare spesso la verticalizzazione. La soluzione potrebbe essere spostare uno dei due sulla trequarti, ma a quel punto si dovrebbe fare i conti con Nainggolan. Insomma, non semplice per Spalletti far combaciare le diverse anime del super centrocampo che si troverebbe tra le mani. Rimane il fatto che all’Inter uno come Fabregas, con o senza duelli tattici, farebbe molto più che comodo. Per ora, come detto, rimane una bellissima suggestione e nulla più. Così come potrebbe esserlo per Roma e Napoli, in cui Fabregas troverebbe ambienti fertili per imporre indisturbato (o quasi, soprattutto con i Partenopei) la sua leadership. Di voci per ora non ce ne sono in merito, quindi inutile illudersi. Ma se nessuno riuscirà a fargli firmare un pre-contratto nei prossimi mesi, magari potremmo riparlarne a maggio.

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Il richiamo della terra natìa – E se Fabregas (ri-)tornasse in Spagna? Sì, ma dove? Barça escluso. Real? Dai, non scherziamo. Di insulti se n’è già presi abbastanza. E poi non è chiaro cosa potrebbero farsene i Blancos. E allora, Atletico Madrid. Sempre per il Sun, Simeone sarebbe disposto a portarselo al Wanda Metropolitano a parametro zero la prossima estate. Potrebbe ritrovare sé stesso, minuti e, chissà, magari anche la maglia della Roja. Forse non semplicissimo, a dirla tutta. Perché Simeone sembra ormai aver trovato la formula definitiva per il suo Atletico. Il granitico 4-4-2 vede in mediana la ormai affiatata coppia Rodri-Saul Niguez, con il secondo talvolta dirottato sulla destra per permettere a Thomas Partey di iniettare muscoli e quantità al centrocampo. L’accostamento rimane per ora un’ipotesi e poco più. Difficile vederlo inserirsi facilmente nella corazzata del Cholo, anche se la mini crisi che sta attraversando potrebbe portare i dirigenti dei Colchoneros a cercare soluzioni pratiche e rapide per puntellare la rosa.

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Destinazioni esotiche – Ponente o Levante? Occidente o (medio) Oriente? Le altre possibili mete di Fabregas si spaccano diametralmente. Si parla di Stati Uniti e, quindi, di Mls, dove sarebbe l’ultimo dei tanti talenti a fine carriera emigrati negli States per chiudere la loro parentesi sul campo da gioco. Da Beckham a Kakà, passando per Ibra, Nesta e Rooney. Non è chiaro dove, perché le squadre sono tante e le destinazioni potenzialmente gradite allo spagnolo potrebbero essere altrettante. Quel che è certo è che un contratto in Mls significherebbe ammettere tacitamente che stiamo già per leggere i titoli di coda della sua carriera. E un po’, lo confessiamo, ci dispiacerebbe. Un po’ più a est, le voci su Fabregas si tingono di giallorosso. Non quello della Roma, ma quello dei campioni turchi in carica. Il Galatasaray sembra avere un discreto interesse nei confronti dell’ex Arsenal e Barcellona. Nulla di concreto e nulla di realmente quotato, ma qualcosa forse si sta muovendo. La squadra di Fatih Terim è prima in campionato, è ancora in corsa per un posto agli ottavi di Champions e gioca stabilmente in Europa da anni. Fabregas di certo aumenterebbe il tasso tecnico della squadra, avrebbe un ruolo di enorme rilievo nella rosa dei Leoni turchi e potrebbe ritrovare il clima adatto per poter imporre la sua leadership, in mediana e sulle copertine.

However, he’s a Londoner – L’eventualità che renderebbe vani tutti questi tentativi di dare a Fabregas un futuro più o meno verosimile è proprio quella che lo vedrebbe… rimanere a Londra. Sì perché, a quanto pare e nonostante tutto, Fabregas nella capitale si trova bene. Ormai si sente londinese (e si è sempre sentito tale), ma soprattutto si sente parte di questi Blues. Pensate un po’, oltremanica si parla addirittura di una già avviata trattativa per il suo rinnovo. Plausibile resta il fatto che se minutaggio e fiducia di mister Sarri dovessero rimanere invariati, Fabregas si siederà seriamente a un tavolo con il suo agente per discutere del suo futuro. Noi, in cuor nostro e in fondo in fondo, speriamo che abbia da sempre avuto un debole per il Belpaese.

Articolo a cura di Gioele Anelli

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