GALICIA CALIDADE

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Da Bruno a Brais, dall’Uruguay alla Spagna: la settimana dei Méndez.

L’ultima sosta per le nazionali non è stata molto positiva per la Spagna, che ha gettato al vento la possibilità di giocarsi le final-four di UEFA Nations League perdendo sia contro l’Inghilterra che contro la Croazia, mentre contro la Bosnia in amichevole alle Canarie non ha convinto per nulla vincendo solo per 1-0. Ad ogni modo la nazionale spagnola, in quest’ultima amichevole, pare aver scoperto un nuovo gioiello per la propria rosa: Brais Mendez. Il giocatore è stato convocato da Luis Enrique a sorpresa, lasciando molti addetti ai lavori con la bocca aperta, mentre altri sono stati scettici su questa chiamata, affermando come il ct si sia fatto abbindolare da “qualche partita buona giocata in Liga”. Con tutta l’umiltà di questo mondo, Brais non ha dato peso a queste parole e contro la Bosnia è riuscito a coronare il suo sogno di debuttare con la nazionale. E, non contento, il giovanissimo centrocampista ha fatto di più, segnando anche il gol della vittoria. A fine gara neanche lui credeva a ciò che aveva fatto, affermando di essere al settimo cielo:

«Sono molto felice di aver debuttato, aiutando la mia squadra a vincere. Debutto, gol e una vittoria, meglio di così non potrebbe andare, no?»

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Fonte: http://www.canteraceleste.com

Per molti Brais Mendez sarà stata una grande sorpresa, ma per chi lo conosce bene non lo è assolutamente. Il ragazzo è nato in quel di Mos, piccolo comune della Galizia di quasi quindicimila abitanti, nel gennaio del 1997. Fin da piccolissimo Brais ha sempre amato giocare a calcio e già all’età di quattro anni è entrato nelle giovanili del Sárdoma, mentre l’anno successivo è passato a quelle del Santa Marina, rimanendoci per ben otto anni – dal 2002 al 2010 – quando ormai tredicenne viene tesserato dal Villarreal. Nella cantera del «Submarino Amarillo» Brais dimostra di essere al di sopra dei propri compagni e le sue abilità non passano di certo inosservate. A farsi avanti nel 2012 è la squadra del suo cuore, il Celta Vigo, ed il quindicenne Brais non ci pensa due volte nell’accettare di andare nelle giovanili della squadra galiziana. Ed è qui che comincia la sua ascesa verso la prima squadra. Grazie alla sua qualità Méndez continua ad avanzare a tutta velocità nelle varie selezioni giovanili del Celta e, anzi, nel 2014 riesce anche farsi convocare dalla Spagna Sub-17 per un’amichevole a Genova, e poi per disputare alcune gare di qualificazione all’Europeo di categoria. Il 2014 rappresenta un’annata importante per Brais, che firma il suo primo contratto da professionista con il Celta legandosi al club per cinque anni, ma non prima di aver debuttato con il Celta B, ad inizio settembre, contro il Real Murcia.

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Dal duemilaquindici Brais entra in pianta stabile nella rosa del Celta B, l’ultimo gradino verso la prima squadra, e in sessantadue partite colleziona ben otto reti. Con la cantera celeste, Brais raggiunge per due volte i play-off per la promozione in Liga 1/2/3, ma la squadra viene eliminata in entrambe le occasioni dal Valencia Mestalla e dal Real Cartagena, in semifinale. Con l’arrivo di Juan Carlos Unzué sulla panchina della prima squadra le cose cambiano radicalmente per Brais che inizia ad essere convocato con maggiore frequenza dal tecnico, pur essendo ancora nella rosa della cantera. Il debutto con la prima squadra arriva il ventuno settembre dello scorso anno, nel pirotecnico 3-3 contro il Getafe, entrando dalla panchina, mentre il suo primo match da titolare arriva a novembre, nel 2-2 del Camp Nou contro il Barcellona. Una grossa soddisfazione per Brais che dimostra di non soffrire affatto la pressione e gioca una partita di alto livello. Le sue prestazioni e la sua determinazione in allenamento gli permettono di ritagliarsi uno spazio importante nelle scelte di Unzué e nel marzo di quest’anno ha segnato il suo primo gol, permettendo al Celta di pareggiare nel recupero contro l’Athletic Club a San Mamés.

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Fonte: http://www.as.com

A fine stagione Unzué viene esonerato dal Celta dopo un percorso piuttosto anonimo, che i galiziani chiudono al dodicesimo posto, staccati di nove punti dalla zona europea. Un rendimento che ha decisamente creato malumore in tutti i tifosi. L’unica cosa positiva del soggiorno a Vigo di Unzué è stato proprio il debutto in prima squadra di Brais, che ha confermato quanto di buono fatto vedere nella squadra riserve. Quest’anno la panchina è andata a «El Turco »Antonio Mohamed, un allenatore tanto carismatico quanto poco concreto a livello di risultati. Anche il tecnico argentino vede grande potenziale in Brais Méndez e lo conferma spesso in conferenza stampa. Con Mohamed il ragazzo entra totalmente a far parte della prima squadra e viene impiegato spesso come titolare, cosa non del tutto scontato visto il valore del centrocampo celeste. In soli quattro mesi Brais ha messo a segno tre reti: una a fine ottobre, contro l’Eibar, una pesantissima contro il Betis per permettere alla squadra di segnare il momentaneo 2-2, e un’altra nell’ultimo turno di campionato contro il Real Madrid nella sfida persa 4-2 al Balaidos.

Méndez è finito sotto la lente d’ingrandimento di Luis Enrique, il nuovo ct della Spagna, che lo ha inserito nella lista dei ventitré convocati per le sfide contro Croazia e Bosnia. Lo stesso Brais si è detto sorpreso da questa chiamata, affermando come finalmente il suo secondo sogno che aveva fin da bambino – perché il primo era, appunto, giocare nel Celta Vigo – si sia avverato. Contro la Croazia, Brais è stato mandato in tribuna per motivi numerici, mentre contro la Bosnia è partito solamente dalla panchina. Il suo debutto con la «Roja» è avvenuto al cinquantanovesimo, al posto di un Suso non al meglio, e neanche venti minuti dopo – al ’78 – è arrivato il primo gol, ribadendo il pallone in rete dopo una respinta non eccellente del portiere bosniaco Šehić. Una giornata da ricordare per Brais, che ha ricevuto i complimenti da tutti i suoi compagni. Sia nello spogliatoio che sui social, ma soprattutto quelli di Luis Enrique.

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Fonte: http://www.rccelta.it

Grazie alle sue prestazioni ed al suo attaccamento alla maglia celeste Brais sta entrando sempre più nel cuore dei tifosi. Nonostante sembrino molto diversi Méndez e Iago Aspas sono molto simili, e non c’è dubbio che qualcuno inizi a pensare che il primo possa essere l’erede del secondo. Vero: il classe ’97 nasce come trequartista puro, ma è un giocatore molto duttile e sa giocare anche come esterno d’attacco sulla destra; lo stesso ruolo di Aspas. Inoltre, incredibile coincidenza, proprio come Aspas, Brais ha segnato al debutto in nazionale, proprio come fece «El Diez» del Celta a Wembley. Infine entrambi i giocatori sono nati in comuni vicini a Vigo, e il loro sogno è sempre stato quello di giocare nel Celta. In una recente intervista Brais ha rimarcato l’importanza di Iago nel suo percorso di crescita, soprattutto in questi primi giorni con la nazionale, e di quanto il suo capitano sia un esempio da seguire. Solo il futuro dirà se Brais potrà essere il degno erede di Aspas, ma nel frattempo a Vigo possono ritenersi fortunati di poter ammirare questi due giocatori scendere in campo a dare spettacolo insieme, portando in alto il nome della Galizia in ambito sportivo. Non a caso per entrambi sta spopolando l’hashtag #GaliciaCalidade,  ovvero “qualità della Galizia”. E hanno ragione, è una qualità sopraffina.

Articolo a cura di Danilo Servadei

[Potete seguire Danilo Servadei anche su www.rccelta.it e www.jworld.it]

 

 

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