L’ORO D’ARABIA

29746700_1855025851183396_64058099_o.jpg

Il calcio asiatico è sicuramente una delle più belle realtà emergenti degli ultimi anni. Ciò non è dovuto soltanto ai milioni spesi dalle squadre cinesi, come molti tendono spesso a pensare, ma anche per la qualità che stanno mettendo in mostra i calciatori delle squadre asiatiche. Fra questi, quello che certamente sta facendo parlare di sé ogni anno è Omar Abdulrahman, calciatore emiratino dell’Al Ain, capitano della squadra e titolare fisso con la maglia degli Emirati Arabi Uniti. Scopo di questo articolo è portarvi alla scoperta di questo giocatore davvero unico, ribattezzato il “Messi del deserto” non solo per la sua struttura fisica, ma anche per le sue grandi doti che gli hanno permesso di diventare l’idolo del suo paese, orgoglioso di poter mettere in vetrina un giocatore di questo calibro.  Per capire meglio la sua storia e conoscerlo al 100%, bisogna partire dall’inizio.

ACCENNI BIOGRAFICI E PRIMI PASSI

Omar Abdulrahman Ahmed Al Raqi Al Amoudi (in arabo عمر عبد الرحمن أحمد الراقي العمودي), detto Amoory (in arabo عمر عبد الرحمن‎) nasce a Riyad il 20 Settembre del 1991, discendente dalla famiglia Hadhrami, antico popolo che abitava una zona dello Yemen. Suo padre, Abdulrahman Ahmed Al Raqi è stato anch’egli un calciatore ed è grazie a lui che il piccolo Omar ha iniziato a dare i calci al pallone. In famiglia, Abdulrahman è il membro più giovane di due sorelle e tre fratelli, Mohamed, Khaled ed Ahmad, divenuti tutti e tre calciatori. Insieme agli altri ragazzini del vicinato, Abdulrahman inizia a giocare a calcio e subito si intuisce come sia diverso dagli altri ed attira l’attenzione dello scout Abdulrahman Eissa che rimane folgorato dalle sue abilità. Dopo un lungo confronto con il ragazzino, Eissa viene a spere che Omar non ha ancora la nazionalità saudita e non appartiene a nessuna squadra, benché abbia partecipato ad un piccolo torneo. Così, Eissa si mette all’opera e permette sia ad Omar che a suo fratello Mohamed di partecipare ad alcuni tornei al fianco di un altro calciatore talentuoso come Yahia Al Shehri. All’età di nove anni, Abdulrahman entra ufficialmente in prova con l’Al Hilal, squadra molto interessate nel fargli firmare il contratto. Tuttavia, siccome l’offerta permette soltanto a lui e al fratello di ottenere la nazionalità saudita, il padre declina con decisione l’offerta del club bianco blu. Un paio di settimane dopo, Eissa viene contattato da Al Garoon, suo grande amico, che gli rivela un’informazione molto importante: il membro onorario dell’Al Ain, Nasser bin Thaloub, sta cercando dei giovani talentuosi da portare nelle giovanili del club emiratino ed ha chiamato proprio Al Garoon per avere delle informazioni in merito. Grazie all’amico, Eissa incontra Nasser bin Thaloub e gli parla del talento di Omar, convincendo il membro onorario del club ad accettare i fratelli Abdulrahman che ottengono anche la cittadinanza emiratina, entrando a far parte dell’Academy del club viola.

IL PERCORSO IN MAGLIA VIOLA

29546934_1855026457850002_1372317363_n.jpg
Abdulrahman a 19 anni (fonte: http://www.forun.kooora.com)

Siamo nel 2007 quando Abdulrahman entra nell’Academy dell’Al Ain e gioca in tutte le squadre giovanili del club, finché non viene promosso nel 2009, a 17 anni, in prima squadra dal tecnico Schafer. Il debutto arriva il 24 Gennaio nella partita di Etisalat Cup contro l’Al Ahli, dove entra in campo al posto di Khamis al minuto settantasette ma non riesce a lasciare il segno, mentre ci va quasi vicino a Marzo, nel match contro l’Al Jazira, cogliendo la traversa. Pur senza segnare, Abdulrahman vince per ben due volte il premio come migliore in campo. Il debutto in campionato, invece, arriva il 18 Aprile nella partita vinta dai compagni 5-0 contro l’Ajman, mentre il primo gol arriva l’11 Maggio nel 2-2 contro l’Al Ahli ed Abdulrahman diventa il giocatore più giovane a segnare nel campionato emiratino, allora denominata Pro League.

Nella stagione 2009-2010, purtroppo, Abdulrahman è costretto a fronteggiare un brutto infortunio, infortunandosi ai legamenti del crociato anteriore in un’amichevole con il Losanna e la cosa rischia di minare la sua carriera come giocatore in quanto infortuni del genere possono essere micidiali per un calciatore molto giovane. Fortunatamente, Amoory torna in campo il 26 Febbraio del 2010 nel match di campionato under-19 contro il Bani Yas, mentre a Marzo, sempre nella Reserve League, segna il suo primo gol contro l’Al Dhafra, facendo tirare un bel sollievo di sospiro a tutti: il periodo nero sembra superato a pieni voti.

L’esplosione di Amoory arriva nella stagione successiva, dove entra stabilmente in prima squadra per occupare il posto lasciato vacante da Jorge Valdivia. La promozione permanente in prima squadra permette ad Abdulrahman di liberare tutto il suo potenziale ed in stagione, sia in campionato che in coppa, serve assist e gol a volontà e la squadra ne beneficia molto. A Maggio, l’Al Ain annuncia di aver blindato Amoory fino al 2015, rinnovandogli il contratto, mentre a fine anno viene eletto come giocatore più promettente della stagione, chiudendo il campionato con 11 gol ed 8 assist. Nel 2011, il fato gioca un altro brutto scherzo ad Abdulrahman che si infortuna nuovamente al crociato anteriore ed è costretto a stare lontano dai campi per sei mesi, ma Omar non si arrende di certo e promette ai tifosi che lo rivedranno presto in campo.

Amoory torna a calciare il pallone in prima squadra il 27 Gennaio contro l’Al Jazira in una partita dove l’Al Ain perde 4-0, mentre torna a sfornare assist a Marzo nel 4-1 contro l’Al Sharjah. Il ritorno al gol avviene il 6 Maggio nella vittoria contro l’Emirates Club.

FLYING TO MANCHESTER: ABDULRAHMAN IN PROVA AL CITY   

29550546_1855027211183260_810979139_n.jpg
Abdulrahman insieme a Nasri durante il periodo di prova al City (fonte: www.fmkorea.com)

Nel 2012 è giunto il momento di spiccare il grande salto per Amoory. Lo stesso giocatore, infatti, annuncia via Twitter che partirà per l’Inghilterra dove sarà in prova con il Manchester City. Il periodo di prova dura due settimane ed Amoory subito si ambienta e si allena con la prima squadra, facendo buona impressione alla dirigenza inglese che decide di acquistarlo. L’affare tuttavia salta per motivi burocratici, ma Brian Marwood, capo dell’Academy City, fa capire che il club è ancora interessato al giocatore. Anche nello spogliatoi, i giocatori sono concordi che Omar abbia grande talento, con Micah Richards che afferma di avergli detto “ragazzo, tu hai un grande futuro”.

LA CONSACRAZIONE

29663714_1855027497849898_720741540_n.jpg
Abdulrahman viene premiato come miglior giocatore asiatico nel 2016 (fonte: www.twitter.com)

Dopo il periodo di prova al City, Abdulrahman torna all’Al Ain e a partire dalla stagione 2012 fa esplodere tutto il suo grosso potenziale, non solo con il club, ma anche in nazionale. Dopo aver debuttato il 3 Gennaio del 2011 in un amichevole, Abdulrahman diventa punto fermo della nazionale negli anni a venire, conquistando la fascia di capitano che divide con Ahmed Khalil, da quest’anno suo compagno all’Al Ain.

Con il club, invece, Abdulrahman è molto determinante non solo con i gol, ma anche con i suoi assist, con le sue giocate e con la grinta che mette in campo e dal 2012 al 2015 fornisce ben 70 assist, mentre segna “solo” 24 gol, numero puramente simbolico per un giocatore come Amoory, capace di cambiare le sorti di una partita in un lampo. Essendo stato in Europa, anche i media del nostro continente lo seguono attentamente, tanto da arrivare a definirlo il “Messi del deserto”. Il punto più alto della carriera di Abdulrahman è nel 2016, quando viene nominato giocatore asiatico dell’anno, arrivando davanti all’egiziano Hammadi Ahmed e al cinese Wu Lei. Nel 2017, invece, è arrivato secondo alle spalle del siriano Omar Kharbin.

Nella stagione 2016/2017, Abdulrahman è costretto ad un’altra pausa abbastanza lunga a causa di un brutto infortunio rimediato in uno scontro di gioco con Ismael Madi, ma riesce comunque a collezionare 32 presenze, segnando 15 gol e fornendo ben 18 assist, tant’è che questa risulta comunque essere una delle migliori stagioni dell’emiratino.

 ABDULRAHMAN OGGI

29664120_1855028547849793_1676356036_n.jpg
Abdulrahman esulta dopo aver messo a segno la punizione del 2-0 contro l’Al Wasl (12/01/2018)

Nella stagione corrente, i problemi non sono finiti per Abdulrahman che, dopo un avvio abbastanza complesso, si è infortunato al ginocchio, restando parecchio tempo fuori. Per tornare in campo, il giocatore si è recato addirittura in Svizzera per dei controlli più specifici e ad alto livello, riuscendo finalmente a tornare in campo soltanto due mesi dopo l’inizio della stagione.

Tuttavia, Abdulrahman non riesce ad essere decisivo come vorrebbe ma, anzi, è molto nervoso e si prende parecchie ammonizioni. A completare il triste quadro ci si mette anche la Federazione Emiratina che lo squalifica per quattro turni per “non aver rispettato il regolamento” quando si è trovato in nazionale, scatenando la reazione  pacata, ma decisa, dell’allenatore dell’Al Ain, Zoran Mamic che afferma di non capire perché la federazione vada contro il club e non limiti la squalifica solamente alla gare con la nazionale. Nonostante l’Al Ain provi a far capire quanto sia sbagliata tale scelta, la Federazione Emiratina resta sulla sua decisione ed Amoory è costretto nuovamente a star fuori un mese.

Abdulrahman torna in campo il 16 Febbraio, nella sconfitta per 5-1 in Arabian Gulf Cup contro l’Al Wahda e torna a segnare su calcio di rigore nella sfida contro l’Al Sharjah, persa poi 3-1. Ad inizio marzo, sempre nell’Abu Dhabi Derby contro l’Al Wahda, mette a segno una fantastica punizione dai trenta metri, molto più bella e complicata di quella segnata a Febbraio contro l’Al Wasl, mentre in AFC Champions League resta a secco. Nell’ultima partita contro l’Al Jazira, disputatasi il 17 Marzo, ha messo a segno una doppietta, segnando sia su calcio di rigore che su calcio di punizione, contribuendo alla vittoria dei suoi per 3-2.

ABDULRAHMAN IN EUROPA: E’ POSSIBILE?

29665963_1855029304516384_1413665028_n.jpg
Abdulrahman e Neymar  giocano a PES 2016 per PS4, essendone i testimonial negli UAE

Dopo averlo visto in prova al City, Abdulrahman non è più tornato in Europa se non per motivi medici. Ma c’è la possibilità che possa giocare nel nostro continente? Al momento, il suo contratto con l’Al Ain è in scadenza al termine della stagione, ma entrambe le parti hanno confermato che ciò che li lega non è solo un pezzo di carta, è qualcosa che va davvero oltre, dopotutto è grazie all’Al Ain se Amoory è diventato tanto amato nella sua terra. Ad oggi, quindi, è difficile, ma nel calcio mai dire mai e le squadre che potrebbero accaparrarselo solo sempre le stesse: Barcellona, Real Madrid, Paris St. Germain e Manchester City. Impossibile, invece, un suo arrivo in Italia, nonostante abbia una passione per la Juventus.

Da non sottovalutare, però, il fatto che Amoory potrebbe decidere di tornare all’Al Hilal se dovesse ritenere conclusa la sua esperienza negli Emirati. D’altronde, se è grazie all’Al Ain che è diventato famoso, Riyad è la città dov’è nato ed infondo, anche se ha la cittadinanza emiratina, rimane per sempre un saudita dentro.

Articolo a cura di Danilo Servadei

ARTIFICI E ASSOLUTI DI “O MAIOR”

www.expresso.pt.jpg
Vitor Baptista – photo by http://www.expresso.pt

Forse traviati dalla vulgata dominante e influenzati dai sensazionalistici, e piuttosto melensi, fiumi di inchiostro versati sul suo conto, tendiamo ad associare, o perfino sovrapporre, all’immagine di George Best quella dello stereotipo del calciatore tanto estroso quanto sregolato: geniale artista in campo così come incorreggibile e impenitente viveur fuori. Se prima era soltanto un’icona da celebrare, e magari venerare, col tempo, inevitabilmente, la decalcomania imperante nel mondo del calcio ha trasformato il leggendario numero sette del Manchester United in un’ unità di misura vivente: la più potente delle metonimie in cui intrappolare le peculiarità del corredo bestiano presenti negli epigoni disseminati ai quattro angoli del globo.

Continua a leggere

IL GATTUSO ALLENATORE TRA GRINTA, SFORTUNA E TANTA PASSIONE

Gattuso allenatore

Gennaro Gattuso è sempre stato un uomo di campo, con molto istinto e tanta voglia di vcombattere. Ma forse in pochi avrebbero pensato di vederlo sulla panchina del Milan così presto. Eppure – di Rino – nonostante una breve carriera da allenatore, possiamo sicuramente dire che ne ha viste di cotte e di crude. Ripercorriamo un po’ il suo cammino da allenatore per conoscere meglio questo suo nuovo volto.

Continua a leggere

JAVIER PORTILLO, CRAQUE MANCATO

Javier Portillo – Photo by Alessio Giannone

Dopo aver dedicato una pagina di questo sito alla “Foquinha” Kerlon, continua oggi la nostra rubrica dedicata alle promesse mancate del mondo del calcio. Oggi è il turno di un altro giocatore che ha fatto capolino nella Serie A italiana ma che molti di voi potrebbero non ricordare. Stiamo parlando di Javier Garcia Portillo, attaccante spagnolo dalla carriera travagliata dentro ma soprattutto fuori dal campo con un breve trascorso alla Fiorentina. Ma partiamo dal principio, ovvero da quando Javier inizia la sua carriera nelle giovanili del Real Madrid all’età di 13 anni.

Continua a leggere

DIALETTICA DI LEO MESSI

Leo Messi, il demiurgo del futbol – Photo by Alessio Giannone

Raccontare Lionel Andrés Messi da Rosario, detto la Pulga, non è affatto facile. Sei conscio di aver fiumi d’inchiostro a tua disposizione, di aver tanto da raccontare – ma no – alle 3 di notte sei ancora davanti al pc alla ricerca delle parole perfette, mentre consumi nervosamente l’ultima dose di nicotina di una stancante giornata. Sei lì seduto aspettando il colpo di genio, un po’ come quelli a cui ci ha abituato sul campo el Diez blaugrana, ma la lampadina non vuole proprio saperne di accendersi. Ogni pensiero, ogni frase, ogni parola appare riduttiva, quasi obsoleta, per descrivere uno come Leo. Semplicemente lo mejor de todos.

Continua a leggere

KIM KÄLLSTRÖM, IL FIGLIO DI SANDVIKEN

20182176_110919409557687_1376195270_o.jpg
Kim Kallstrom – Photo by Alessio Giannone

Sandviken sarà pure una cittadina bellissima e affascinante, circondata da due parchi naturali e affacciata sullo spettacolar Baltico, ma certamente è lontana anni luce da quell’aria metropolitana che si respira a Malmö o Stockhom. Anzi, a tratti Sandviken pare un microcosmo totalizzante, quasi a compartimentazione stagna, che preveda un solo sbocco per le nuove generazioni della zona. L’intera Gävleborgs län, contea di cui fa parte, è quasi un mondo a sé: separata mediante immense foreste di conifere dal resto della Svezia, ogni bambino che vi nasce è cosciente che la sua carriera prenderà quasi certamente una direzione tra le seguenti.

Continua a leggere

JERMAINE DEFOE, THE REBORN

IMG-20170623-WA0024
Jermaine Defoe – Photo by Alessio Giannone

Cum lenitate asperitas: forse Gabriele D’Annunzio non avrebbe mai immaginato di descrivere in modo così calzante la carriera di un uomo così distante da lui, sia per epoca che per attitudini. Di certo, se come suggeriva il Vate, le difficoltà vanno trattate con dolcezza, Jermain Defoe ha saputo far suo questo controverso motto lasciandosi andare alla più totale tenerezza in un momento non facile della sua carriera.

Continua a leggere