IL MOVIMENTO GIAPPONESE

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25 Novembre 2017: l’Urawa Red Diamonds batte 1-0 l’Al Hilal in finale di AFC Champions League e sale sul tetto d’Asia. L’ultima volta che il Giappone arrivò così in alto era nel 2007 ed anche allora fu l’Urawa a portare lustro alla bandiera nipponica. Nel 2007, però, non ci fu quella continuità che tutti si aspettavano dal movimento calcistico giapponese, con un misero quarto posto conquistato dalla nazionale giapponese nella Coppa d’Asia dello stesso anno, mentre al Mondiale 2010 in Sudafrica arrivò l’eliminazione agli ottavi di finale contro il Paraguay ai calci di rigore e la delusione fu enorme in quanto l’avversario era nettamente alla portata di quel Giappone. Al di là di queste delusioni, è proprio dalla nazionale giapponese che possiamo meglio comprendere la crescita del calcio giapponese

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A CHE PUNTO È IL CALCIO CINESE?

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A che punto è il movimento calcistico cinese? Prova a darci una risposta il nostro amico e collaboratore Nicholas Gineprini di blogcalciocina.altervista.org

Negli ultimi anni il mercato della Chinese Super League, prima della famosa luxury tax, era sotto i riflettori del calcio mondiale per la sua capacità di spesa e di attrarre giocatori ancora all’apice della loro carriera come Oscar, Ezequiel Lavezzi, Fredy Guarín e Alex Teixeira. Qualcosa che negli ultimi anni non abbiamo mai visto fare da Giappone e Sud Corea, due sistemi calcistici profondamente diversi da quello cinese che hanno optato per una differente via di crescita.

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DOVE PUÒ ARRIVARE OMEONGA?

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Stephane Omeonga – Genoa – Grafica di Alessio Giannone (Instagram: https://www.instagram.com/alessio_giannone22/)

Ballardini deve ancora parlare quando, dall’altra parte rispetto ai microfoni, escono i calciatori. Tutti quanti sfilano come i vincitori di una guerra di Troia davanti ai giornalisti, con quel nonsoché di superiorità. Mai che qualcuno si fermi con un goccio di sana umiltà a fare due parole, mai che tu non debba estrarre le parole dalle loro corde vocali a mo’ della maieutica più coatta. E poi c’è lui, un ragazzetto del ’96 che con le sue tipiche treccine che lo contraddistinguono passa davanti a te e si esibisce in una pubblica dimostrazione di umiltà. Due parole, un saluto, un semplice colloquio che ben rappresenta un patto non scritto del rapporto tra giornalisti e calciatori: io ti elogio, ma pretendo un minimo di rispetto. Stephane ha l’aria di chi i piedi per terra li tiene incastonati nell’asfalto, la grinta del grande mediano, il carattere di chi è destinato a diventare un grande.

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REAL MADRID-PSG: SCONTRO TRA GIGANTI

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Cristiano Ronaldo e Neymar Jr. sono i leader di Real Madrid e PSG: ci si chiede chi sarà il più determinante, nonostante la qualità dei restanti “comprimari” sia monstre e nettamente sopra la media – Photo by Alessio Giannone

Due squadre stellari guidate da due tridenti da sogno si sfideranno in quello che è, insieme a ChelseaBarcellona, l’ottavo di finale più interessante di questa edizione della Champions League. Nonostante il peso offensivo delle due forze in gioco, la sfida in questione va veramente ridotta ad una sfida tra due grandi potenze offensive?

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