5 DESTINAZIONI PER CESC FABREGAS

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Credits to: http://www.standard.co.uk

Zero. Tre. Centosettanta. Rispettivamente: presenze in Premier, presenze complessive e minuti giocati. Questi, in estrema sintesi, i numeri dei primi due mesi di Fabregas al Chelsea di mister Sarri. Giustificabili? Forse. Prevedibili? Non del tutto, malgrado gli acciacchi. Quel che è certo è che questo impiego rigidamente centellinato al ragazzone di Arenys de Mar comincia a stare un po’ stretto e la voglia di cambiare aria potrebbe cominciare a essere tanta. Continua a leggere

LA PROMESSA DI MATTÉO

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Mattéo Guendouzi – Grafica di Giacomo Maurizi per “La Gazzetta di Don Flaco” (https://www.facebook.com/chronosrealms/) (https://www.instagram.com/chronos_realms/)

Lo scorso 15 luglio la Francia si è laureata per la seconda volta nella sua storia campione del mondo. Un successo costruito in questi ultimi anni grazie ad un attento e maniacale lavoro sui ragazzi dei vari centri di formazione che, senza alcun timore, vengono lanciati costantemente dai vari allenatori in prima squadra. L’ennesimo gioiello che una cantera transalpina ha ceduto ad un top club europeo è Mattéo Guendouzi, classe 1999 ed ormai ex giocatore del Lorient che, nella settimana in cui si è parlato solo ed esclusivamente dell’affare Ronaldo-Juve, definito l’affare del secolo, è approdato all’Arsenal di Unai Emery.

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ESSERE MOMO SALAH

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Immagine realizzata da Giacomo Maurizi di Chronos Realms per “La Gazzetta di Don Flaco”

Nel 2014 Momo si sente una star, ma non lo è. Eppure sapete: lo capisco. Continua a leggere

BITTERSWEET SYMPHONY

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Il riassunto della carriera di Arsene Wenger sulla panchina dell’Arsenal – Grafica realizzata da Giacomo Maurizi per la Gazzetta di don Flaco

It’s happening. Sta accadendo, questa volta per davvero. Dopo ventidue lunghi anni, a solcare l’erba dell’area tecnica davanti alla panchina dei Gunners non ci sarà più Arsène Wenger. Cala il sipario su un’era, su un ventennio intenso, ricco e colmo di quell’amalgama agrodolce di emozioni che ha colorato il regno del francese. Se ne va così, con una fredda e perentoria nota sul sito ufficiale dell’Arsenal: “I feel it is the right time for me to step down at the end of the season”.

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ALLARME ROSSO

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Arsène Charles Ernest Wenger – photo by http://www.arsenal.com

Come in ogni squadra con alle spalle una lunga tradizione costellata di successi, i momenti bui vengono vissuti con profonda intensità e particolare frustrazione, per di più se tali periodi durano da troppo tempo e ciclicamente si ripetono. Il loop in cui sembra essere finito l’Arsenal sta decretando un malcontento generalizzato che aspetta solamente un detonatore per poter scoppiare definitivamente. I pochi (seppur discreti) successi ottenuti dai Gunners negli ultimi anni rappresentano la classica pillola addolcita che protrae e deroga una rivoluzione che è costantemente sul punto di partenza e che, per la prima volta nell’era Wenger, sembra essere a un passo dal suo materializzarsi.

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A CHE PUNTO È IL CALCIO CINESE?

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A che punto è il movimento calcistico cinese? Prova a darci una risposta il nostro amico e collaboratore Nicholas Gineprini di blogcalciocina.altervista.org

Negli ultimi anni il mercato della Chinese Super League, prima della famosa luxury tax, era sotto i riflettori del calcio mondiale per la sua capacità di spesa e di attrarre giocatori ancora all’apice della loro carriera come Oscar, Ezequiel Lavezzi, Fredy Guarín e Alex Teixeira. Qualcosa che negli ultimi anni non abbiamo mai visto fare da Giappone e Sud Corea, due sistemi calcistici profondamente diversi da quello cinese che hanno optato per una differente via di crescita.

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PETTERSSON IN THE MIDDLE

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E’ il minuto 91 di Östersunds FK-Arsenal, quando Héctor Bellerín Moruno decide di commettere la prima sbavatura della sua partita andando ad affossare nell’area di rigore difesa da Ospina il velocissimo Tesfaldet Tekie, 20enne centrocampista centrale nato a Göteborg che Graham Potter ha acquistato in prestito dal Genk salvo farlo esordire al 46’ in Europa League vista la brutta prova di capitan Nouri. Tekie è rapidissimo, sguscia via e l’opposizione dello spagnolo vale il fischio del connazionale David Fernández Borbalán, nato ad Almería e dunque oltre 700 chilometri di distanza da Badalona, che ha invece fornito i natali al talento dell’Arsenal. Non ha avuto dubbi, il 44enne fischietto iberico, nel punire con la massima concessione un fallo da calcio di rigore.

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