5 DESTINAZIONI PER CESC FABREGAS

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Zero. Tre. Centosettanta. Rispettivamente: presenze in Premier, presenze complessive e minuti giocati. Questi, in estrema sintesi, i numeri dei primi due mesi di Fabregas al Chelsea di mister Sarri. Giustificabili? Forse. Prevedibili? Non del tutto, malgrado gli acciacchi. Quel che è certo è che questo impiego rigidamente centellinato al ragazzone di Arenys de Mar comincia a stare un po’ stretto e la voglia di cambiare aria potrebbe cominciare a essere tanta. Continua a leggere

NEL SEGNO DI SENECA

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Antoine Griezmann e Bas Dost – Photo by Alessio Giannone

Temer a morte é morrer duas vezes (“temere la morte è come morire due volte”). La radice di questo celebre proverbio portoghese venne individuata in alcuni scritti di Seneca, più nello specifico in conclusione a una delle sue Controversiae, anche se alcuni studiosi puntualizzano su come l’idea sia concettualmente di stampo epicureo. L’origine ha profondità storiche rilevanti, ma oggi rimane un detto ampiamente attualizzabile, in decine se non centinaia di campi della vita di tutti i giorni. A noi, di questi campi, in senso meno figurato, ne interessa solo uno: quello dell’Estádio José Alvalade, dove si giocheranno i restanti 90’ minuti dei 180’ previsti per il doppio confronto tra Sporting e Atletico Madrid. Per un destino che pare già scritto, l’errore potenzialmente più fatale per gli uomini di Jorge Jesus è senza dubbio quello di partire sconfitti, di temere in partenza l’eliminazione – “la morte”, seguendo il parallelismo con il proverbio di cui sopra. I pronostici non sono dalla loro parte, ma le carte per mettere in difficoltà la corazzata del Cholo Simeone sono tutte nelle sapienti mani del tecnico amadorense. Dall’altra parte, l’Atletico sa di partire favorito, ha dalla sua una rosa che sul piano tecnico ha pochi rivali in Europa, potendo contare inoltre su un’esperienza internazionale invidiabile. L’eliminazione anticipata dalla Champions ha reso i Colchoneros profondamente amareggiati, ma parallelamente consapevoli di poter disputare una competizione “di ripiego” – l’Europa League – da assoluti padroni della scena.

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ATLETICO, PER ROMPERE LA MALEDIZIONE

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Antoine Griezmann – “Le petite diable” (152 partite, 81 gol)

Oh, Atletico mio. Quant’è difficile scrivere questo articolo, specialmente dopo aver seguito i sorteggi con la stessa attenzione con la quale mia nonna mi osserva a pranzo. Io non ci credo, ancora loro! C’è nuovamente (per l’ennesima volta) il Real Madrid di Zinedine Zidane sulla strada dei ragazzi del Cholo Simeone. I Blancos sono una maledizione che va per forza di cose spezzata. Due finali in tre anni. Entrambe perse. Maldición Galacticos in tutti i sensi. Il Real, per lo sfortunato Atletì, è diventato una sentenza in stile Bela Guttmann-Benfica-Coppe europee. Tuttavia le maledizioni sono fatte per essere spezzate, e anche questa volta sono convinto che i Colchoneros venderanno davvero cara la pellaccia contro gli odiati cugini. E in particolare uno di loro, un ragazzo francese, che desidera ardentemente prendersi una rivincita contro un fenomeno portoghese.

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JUVENTUS, PER IL DESTINO

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Gianluigi Buffon – 616 presenze con la Juventus tra tutte le competizioni (Photo by Alessio Giannone, copyright de “La Gazzetta di Don Flaco”)

Vincere è l’unica cosa che conta, come affermato dal leggendario Giampiero Boniperti. Eppure il pareggio a reti bianche del Camp Nou non sembra essere affatto dispiaciuto ai tifosi della Juventus. Al contrario, piace eccome. Chi si accontenta gode. I bianconeri di Massimiliano Allegri hanno certamente giocato all’italiana, ma in senso oggettivo hanno strameritato di accedere alle semifinali di UEFA Champions League. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio il percorso, lo stile di gioco e i punti di forza dell’unico club italiano ancora in gara per una coppa europea.

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“MARCA” LANCIA LA PROPOSTA: UN ALL STAR GAME DEL CALCIO EUROPEO?

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Questa settimana si è disputato, come di consueto, l’All star game tra le stelle NBA, dove la East e la West Conference si affrontano per stabilire chi è il migliore. Alla fine l’ha spuntata l’Ovest, con Anthony Davies (New Orleans Pelicans) eletto MVP della serata.

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