LA PROMESSA DI MATTÉO

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Mattéo Guendouzi – Grafica di Giacomo Maurizi per “La Gazzetta di Don Flaco” (https://www.facebook.com/chronosrealms/) (https://www.instagram.com/chronos_realms/)

Lo scorso 15 luglio la Francia si è laureata per la seconda volta nella sua storia campione del mondo. Un successo costruito in questi ultimi anni grazie ad un attento e maniacale lavoro sui ragazzi dei vari centri di formazione che, senza alcun timore, vengono lanciati costantemente dai vari allenatori in prima squadra. L’ennesimo gioiello che una cantera transalpina ha ceduto ad un top club europeo è Mattéo Guendouzi, classe 1999 ed ormai ex giocatore del Lorient che, nella settimana in cui si è parlato solo ed esclusivamente dell’affare Ronaldo-Juve, definito l’affare del secolo, è approdato all’Arsenal di Unai Emery.

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BITTERSWEET SYMPHONY

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Il riassunto della carriera di Arsene Wenger sulla panchina dell’Arsenal – Grafica realizzata da Giacomo Maurizi per la Gazzetta di don Flaco

It’s happening. Sta accadendo, questa volta per davvero. Dopo ventidue lunghi anni, a solcare l’erba dell’area tecnica davanti alla panchina dei Gunners non ci sarà più Arsène Wenger. Cala il sipario su un’era, su un ventennio intenso, ricco e colmo di quell’amalgama agrodolce di emozioni che ha colorato il regno del francese. Se ne va così, con una fredda e perentoria nota sul sito ufficiale dell’Arsenal: “I feel it is the right time for me to step down at the end of the season”.

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ALLARME ROSSO

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Arsène Charles Ernest Wenger – photo by http://www.arsenal.com

Come in ogni squadra con alle spalle una lunga tradizione costellata di successi, i momenti bui vengono vissuti con profonda intensità e particolare frustrazione, per di più se tali periodi durano da troppo tempo e ciclicamente si ripetono. Il loop in cui sembra essere finito l’Arsenal sta decretando un malcontento generalizzato che aspetta solamente un detonatore per poter scoppiare definitivamente. I pochi (seppur discreti) successi ottenuti dai Gunners negli ultimi anni rappresentano la classica pillola addolcita che protrae e deroga una rivoluzione che è costantemente sul punto di partenza e che, per la prima volta nell’era Wenger, sembra essere a un passo dal suo materializzarsi.

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DIRIGE L’ORCHESTRA, DUŠAN TADIĆ

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Dušan Tadić – Southampton/Disegno e grafica di Matteo Masciocchi (https://www.instagram.com/matteo_masciocchi/)

Tadic è uno dei fantasisti più interessanti della Premier ed è ad un bivio per la sua carriera: nonostante caratteristiche tecniche indiscutibili, riuscirà a fare un definitivo salto di qualità?

Matteo Coral

In una società 2.0, multiculturale e sempre più interconnessa, in cui le mansioni e i ritmi (lavorativi e non) sono scanditi con una sempre maggior frenesia, una delle qualità più importanti e necessarie per non farsi sovrastare dallo stress dettato dalla velocità con cui la mole di cose che un singolo deve fare, è il sapere trovare il tempo per fermarsi, riflettere, ricaricare le batterie.

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WHAT IF CATALUNYA

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“Catalonia is not Spain” – Photo by http://www.centrocampista.com

La tensione è altissima e si riversa nelle strade, congestionandole. Migliaia di persone le invadono rivendicando il proprio desiderio di libertà, di indipendenza. Le loro voci non domandano più. Esigono e basta. I seggi elettorali (aperti dalle 9 alle 20) tra Barcellona e le altre città della Catalogna sono più di 2000, le persone con diritto di voto all’incirca 5,3 milioni. Il caos fa’ ovviamente da unico padrone al contesto: la votazione è stata ritenuta illegale dallo stato spagnolo, e l’app On votar 1-Oct, studiata appositamente per facilitare gli aventi diritto a trovare più facilmente i seggi, è stata rimossa dal Play Store di Google. In tutto questo, sullo sfondo, restano la polizia catalana e i Mossos d’Esquadra, che hanno ricevuto l’ordine di bloccare ogni operazione di voto.

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IL RIFIUTO DEI COCKNEY REJECTS E LA MALEDIZIONE DI BOLEYN GROUND

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Graphic by Alessio Giannone

Da quando ha lasciato Boleyn Ground e Upton Park per trasferirsi all’Olympic Stadium, il West Ham sembra essere avvolto da una maledizione. L’anno scorso un undicesimo posto, non proprio esaltante. Quest’anno, pure peggio.

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CARO IBRA, TI SCRIVO…

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http://www.thesun.co.uk

Caro Ibra, ti scrivo

Così mi distraggo un po’

E siccome sei molto lontano

Più forte ti scriverò

Da quando sei partito

C’è una grossa novità

Che il Manchester United

Il contratto non ti rinnoverà

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