LA CHIAVE DI PORTALUPPI, L’ORGANIZZAZIONE TATTICA PER FAR GRANDE IL GREMIO

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Grafica by Alessio Giannone

Non fatevi ingannare dall’aria da duro. Renato Portaluppi, allenatore del Grêmio, si presenta in conferenza stampa con gli occhiali da sole e quella personalità che lo porta a dire che no, lui in  Europa non va a studiare, perché «quando uno conosce il calcio, poi gli viene naturale». Di casuale però, nel gioco dell’ Imortal Tricolor c’è proprio poco. Portaluppi prepara tutto, fino ai minimi dettagli, tanto da che ha fatto spiare con dei droni tutti gli avversari affrontati in Libertadores 

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IL PASSERO SOLITARIO

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Della mia infanzia custodisco gelosamente:

  • I lego
  • I sorrisi
  • I gol di Adriano

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“A MÁFIA DO APITO”. LO SCANDALO DEL 2005 CHE COLPÍ IL BRASILERÃO

Nome duro quello che fu usato dalla stampa brasiliana per definire lo scandalo che colpì il campionato brasiliano del 2005. A máfia do apito (La mafia del fischietto) fu chiamato così per il coinvolgimento diretto di arbitri nella manipolazione dei principali tornei Brasiliani.

Uno dei maggiori protagonisti di questo schema corrotto fu sicuramente l’arbitro internazionale Edílson Pereira de Carvalho che, prima di questi fatti, era stato già accusato in principio di aver falsificato il suo diploma di scuola superiore (requisito obbligatorio per diventare arbitro professionale) e di aver insultato Carlos Tevez e Sebá in una partita tra São Paulo e Corinthians.

Ma come funzionava questa Máfia?

A capo di questo schema c’era l’impresario Nagib Fayad detto Gibão insieme ad altri 3 uomini d’affari legati al ramo delle scommesse. Il gruppo combinava i risultati delle partite arbitrate dall’arbitro Edílson Pereira de Carvalho e, in seguito, realizzavano scommesse milionarie in 2 diversi siti online. Le scommesse sportive sono proibite in Brasile e tutto avveniva in forma clandestina. L’arbitro riceveva dai R$ 10 mila ai R$ 15 mila per truccare una partita.

In seguito allo scandalo l’arbitro fu anche aggredito da un tassista Corinthiano appena uscito di prigione dopo il primo arresto. Ma il Corinthians, alla fine dei giochi, ne uscì quasi avvantaggiato dalla scoperta della máfia do apito.

Nel 2005 Edílson Pereira de Carvalho arbitrò 11 partite del Brasileirão e tutte queste partite furono annullate dal presidente del Tribunale Superiore della Giustizia Sportiva (SJTD), Luís Zveiter, affermando che l’annullamento era necessario per rimuovere completamente la partecipazione dell’arbitro nel campionato brasiliano cercando di ridare prestigio al torneo.

Ma non tutte le squadre coinvolte furono d’accordo nel rigiocare le partite arbitrate dall’arbitro corrotto. Infatti Internacional, Cruzeiro, Santos, Ponte Preta e Figueirense fecero ricorso al Tribunale Superiore della Giustizia Sportiva nel tentativo di capovolgere il verdetto, secondo la tesi che ogni partita dovesse essere analizzata separatamente.

Anche le principali tifoserie del calcio Paulista decisero di iniziare un azione legale contro la decisione della SJTD di annullare le 11 partite del campionato brasiliano. Questi ricorsi furono tuttavia respinti e le partite furono rigiocate regolarmente.

partite annullate campionato brasiliano 2005

Chi fu avvantaggiato dall’annullamento di queste partite, come avevo già anticipato, fu sicuramente il Corinthians di Carlitos Tevez che ebbe l’opportunità di rigiocare 2 partite perse contro São Paulo e Santos.

Tevez al Corinthias
Carlitos Tevez realizzò 49 goal con la maglietta del Corinthias tra il 2005 e il 2006

Nelle partite recuperate il Corinthias vinse contro il Santos e pareggiò contro il São Paulo guadagnando così i 4 punti necessari per sorpassare l’Internacional e vincere il titolo. Una vittoria che ha dell’incredibile quella del Timão. Soprattutto per la partita contro il Santos dove il Corinthias rimontò 2 volte al Vila Belmiro e non senza polemiche con una espulsione e un rigore contestatissimo. Il tutto condito da una invasione di campo finale.

Un campionato decisamente falsato dalla máfia do apito che mise a dura prova la CBF e che diminuì non poco la credibilità del calcio brasiliano. Ma i Brasiliani non sono i soli a dover convivere con certi scheletri nell’armadio, anche noi Italiani, Tedeschi, Inglesi ecc abbiamo avuto i nostri scandali. Ma queste, sono altre storie…

Articolo a cura di Federico Dinarelli

Extra:

  • Gibão confessò che nonostante avesse pagato Edílson Pereira de Carvalho, l’arbitro fece il doppio gioco e gli fece perdere milioni di Reais.
  • Un altro arbitro fu accusato di far parte e tento di far parte della máfia do apito. Lui dichiarò che chiese soldi per truccare le partite ma che alla fine non le influenzò. Arbitrò solo in serie B e le sue partite non furono annullate

BRASILE CONTRO ARGENTINA, LA SFIDA TRA LE DUE FILOSOFIE

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Immagine a cura di Galufo Vector Art https://www.instagram.com/galufo_vector_art/?hl=it – https://www.facebook.com/Galufo/?fref=mentions )

“I Brasiliani amano odiare argentini e gli argentini odiano amare brasiliani.”

Pablo Alabarces

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KERLON MOURA SOUZA, LA FOQUINHA DI IPATINGA

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Kerlon Moura Souza detto “Foquinha” – Photo by Alessio Giannone (ispirata a Fabrizio Pupazzaro art concept)

Nel calcio come in tutto il resto ci sono storie che non arrivano ad un lieto fine. Dopo una serie di alti e bassi, dopo giri apparentemente infiniti ci si rende conto che forse, semplicemente, non era destino. Oggi vogliamo raccontarvi la storia di una promessa mancata che probabilmente pochi di voi avranno impressa nella memoria: Kerlon Moura Souza, soprannominato “Foquinha”.

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