A CHE PUNTO È COLIDIO?

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Immagine realizzata da Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco”

La classificazione scientifica raccoglie in maniera intrinseca il più profondo significato di distinzione tra specie. Il primo a vergare la teoria fu Aristotele, nel suo De Anima, opera risalente al IV secolo, nella quale lo scrittore greco si adoperò al fine di distinguere le diverse tipologie di animali tramite il loro sistema locomotivo e l’ambiente in cui essi si muovevano. Ma cosa accade nel momento in cui, all’interno di una determinata specie, risulta necessario classificare, e quindi distinguere, due elementi simili, ma non uguali?

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CARPE DIEM

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Immagine realizzata da Alfredo De Grandis per “La Gazzetta di Don Flaco”

Stiamo parlando forse della frase più banalizzata della storia della letteratura latina. Sottratta dal suo contesto originale, è presto diventata réclame del mondo occidentale, su un modello quasi consumistico che stupra e non rende giusta memoria alla lirica oraziana. Continua a leggere

QUESTIONE DI OPPORTUNITÀ

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Yann Karamoh esulta dopo il gol al Bologna – Photo edited with Prisma

L’incessante e melenso scorrere d’inchiostro utilizzato al fine del mero pompaggio mediatico altro non fa – ovunque sia possibile – che rendere estremamente labile il confine che separa il concetto di talento da quello di personalità. Non si parla tanto di parallelismi giolittiani filo apocalittici nel definire il rapporto tra Stato e Chiesa, ma più dell’esistenza di una struttura e di una sovrastruttura (sul modello marxista) in qualsiasi contesto della routine quotidiana e lavorativa. Mondo del calcio compreso. Se la sovrastruttura è il contesto in dinamica evoluzione attraverso il quale la struttura si esprime – in maniera direttamente proporzionale – la personalità è lo strumento attraverso il quale riusciamo a esprimere un talento specifico, ipotetica colonna portante di futuri successi. Nel mondo del calcio sussiste ugualmente una Variabile X in grado di abbattere la metafisica intrinseca del rapporto interrelazionale tra i due fattori e che si concreta irrimediabilmente nell’opportunità.

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MAIEUTICA, CARATTERE E DESTINO: L’INTER DI LUCIANO SPALLETTI

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Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. Parole semplici e concise, enfatizzate al punto di camaleontizzarsi perfettamente per un dialogo de “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone. Luciano Spalletti da Certaldo è sempre stato così e ha sempre agito così: distinguersi tra un neanche troppo velato narcisismo, un sottile umorismo e la stigmate del leader carismatico, senza mai perdere di vista il culto del lavoro. Un campione di comunicazione tra un mirato e consapevole paraverbalismo, con la nobile semantica del corpo ad agire da coadiuvante padrona a parole minuziosamente scelte e l’occhio navigato di chi ha sempre estrapolato il meglio da ogni risorsa a sua disposizione.

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CARO IBRA, TI SCRIVO…

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http://www.thesun.co.uk

Caro Ibra, ti scrivo

Così mi distraggo un po’

E siccome sei molto lontano

Più forte ti scriverò

Da quando sei partito

C’è una grossa novità

Che il Manchester United

Il contratto non ti rinnoverà

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