RIPRENDERSI ROMA

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Lorenzo Pellegrini – Photo edited with Prisma

“Futuro? Mi piacerebbe tornare alla Roma, ma non come ragazzo della Primavera. Torno per giocare tutte le partite possibili”. Firmato Lorenzo Pellegrini. Un obiettivo concreto e una promessa da parte di chi una semplice promessa non lo è più, e a metà del primo campionato in giallorosso si sta già prendendo la Roma. Dopo le due ottime stagioni disputate al Sassuolo sono arrivate tante offerte al telefono del suo procuratore Giampiero Pocetta. Pellegrini, tifoso romanista da sempre, ha messo la Roma in cima alle sue scelte, ma per tornare alla casa madre ha voluto delle garanzie ben precise: potersi giocare tutte le sue chance per un posto da titolare. Del talento del centrocampista classe ‘96, infatti, si erano già accorti in tanti, a partire dalla rete che ha realizzato a San Siro contro il Milan il 2 ottobre 2016. Un concentrato delle qualità che hanno fatto sì che Pellegrini facesse il percorso inverso verso Trigoria, dopo il prestito biennale in Emilia. Tempismo perfetto nell’inserimento, dribbling, killer instinct a freddare Donnarumma. I neroverdi perderanno la partita, ma Lorenzo non è più il giocatore acerbo appena uscito dalla Primavera. Ci sono degli “arrivederci” dolorosi, ma necessari per tornare più maturi e forti di prima. A fine stagione i giallorossi sborsano i 10 milioni di euro concordati con il Sassuolo per esercitare il diritto di “recompra” e riportare a casa un centrocampista moderno che garantisce corsa, qualità e gol. Le rassicurazioni del prossimo direttore sportivo Monchi sul suo impiego non lasciano spazio ai dubbi: Pellegrini, senza il cui assenso la clausola di riacquisto sarebbe stata nulla, torna a Trigoria per coronare il suo sogno di essere protagonista nella Roma.

Romano di Cinecittà, Lorenzo gioca i primi calci all’Italcalcio, allenata da papà Tonino, per poi trasferirsi all’Almas. Un anno ed ecco la Roma, che lo tessera dopo un periodo di prova di tre mesi. La prima grande svolta arriva con uno dei suoi primi allenatori a Trigoria, Mirko Manfrè. Alto, con un fisico imponente e qualità nei piedi, “Pelle” gioca in attacco, segna ed esulta come Vincenzo Montella. Manfrè decide però di provarlo a centrocampo e l’intuizione si rivela vincente. Nel destino di Pellegrini c’è l’aeroplanino , che lo allena nella categoria giovanissimi. Montella ne intuisce le qualità e soprattutto segue l’intuizione di Manfrè, perfezionandolo in mezzo al campo. Lorenzo completa tutta la trafila delle giovanili a Trigoria. Non senza intoppi però. Ai tempi degli allievi nazionali deve fermarsi per tre mesi per un aritmia cardiaca. Gli esami successivi chiariranno l’entità del problema, probabilmente dovuto a un virus, e dopo altre visite specialistiche Pellegrini ottiene di nuovo l’idoneità per tornare a giocare. Ma la sfortuna non ha ancora esaurito il conto con lui. Alla prima partita ufficiale si frattura il quinto metatarso, che lo costringe ad un altro stop di 30 giorni. Al rientro la sua ascesa di non si frena più: 57 presenze e 14 reti nella Primavera allenata da Alberto De Rossi, con il fiore all’occhiello del gran gol messo a segno con un tiro da fuori in Youth League contro il City.

E’ un momento magico e quattro giorni dopo, a 18 anni, arriva l’esordio in prima squadra. E’il 22 marzo 2015, la Roma gioca a Cesena e in panchina c’è Rudi Garcia. La seconda stagione del tecnico francese non è all’altezza della prima, sebbene a fine anno la Roma taglierà il traguardo da seconda in classifica dopo un derby contro la Lazio che valeva il biglietto diretto per la Champions. Al 67’ il giovane Pellegrini entra in campo al posto del turco Salih Ucan, per irrobustire la mediana e difendere l’1-0 siglato De Rossi. A fine stagione passerà al Sassuolo allenato da Eusebio Di Francesco. I primi mesi non sono facili, ma partita dopo partita Lorenzo comincia a ritagliarsi il suo spazio nella squadra emiliana, interpretando il ruolo di mezzala come piace a “DiFra”. Il 2015 è un anno di prime volte. Dopo l’esordio, arriva anche il primo gol in Serie A in un Sampdoria-Sassuolo, proprio contro l’aeroplanino Vincenzo Montella che siede sulla panchina dei doriani. La seconda stagione in neroverde, condita dalla partecipazione all’Europa League, è quella della definitiva consacrazione, che lo consegna alle luci della ribalta come uno dei nuovi talenti più cristallini. Otto gol e otto assist tra campionato e coppa attirano su Pellegrini gli occhi di mezza Serie A. Con Ventura arriva anche il debutto in Nazionale nella gara di qualificazione ai mondiali contro il Liechtenstein giocata da titolare. La Roma non ha intenzione di lasciarsi scappare il gioiello cresciuto in casa ed esercita la recompra. Emissari giallorossi volano in Polonia, dove Pellegrini è impegnato nell’Europeo Under 21, anche se alla fine il contratto verrà firmato a Roma. Una manifestazione disputata da protagonista, impreziosita dal gol in rovesciata alla Danimarca, prima dell’eliminazione in semifinale ad opera dei fuoriclasse spagnoli.

Pellegrini può consolarsi con l’ufficialità del suo ritorno nella capitale, a rinfoltire con De Rossi e Florenzi – e dopo l’addio di Totti – il cuore romano e romanista in maglia giallorossa. A Trigoria ritroverà Di Francesco. A inizio stagione sembra partire leggermente dietro nelle gerarchie, ma dal canto suo Pellegrini non sa cosa sia il timore reverenziale. Anche se davanti a lui a centrocampo ha mostri sacri come De Rossi, Nainggolan e Strootman, e un giocatore di caratura internazionale come Gonalons, Lorenzo comincia a dimostrare il suo valore già nella tourneè negli States. Giocatore elegante ed efficace allo stesso tempo, di grande personalità in mezzo al campo. Insieme a Nainggolan è il centrocampista che ha il miglior cambio di passo, in una mediana altrimenti un po’ monocorde, e maggior qualità negli inserimenti offensivi: caratteristica fondamentale che Di Francesco richiede alle sue mezzali. Nella primo scorcio di stagione arrivano il primo gol in maglia giallorossa e le prime presenze in Champions League, ed un minutaggio sempre crescente.

Al giro di boa del campionato Pellegrini è il nuovo acquisto della Roma con più minuti, dopo Kolarov. Il numero 7 giallorosso non ci ha messo molto a finire sui taccuini dei più grandi club italiani ed europei. Il contratto firmato fino al 2022 non rappresenta comunque una garanzia che metta al riparo da brutte sorprese, ammesso che nel mercato di oggi -soprattutto estero – esistano cifre che possano ritenersi garanzie sicure. La clausola rescissoria apposta è di “soli” 25 milioni, destinata a salire a 30 con l’aumentare dei gettoni in campo. Non si può dire se la sua carriera sia destinata a seguire le orme di Totti e De Rossi, ma il presente di Lorenzo è qui ed ora. Oggi, più che un titolare aggiunto – il sesto uomo usando un gergo cestistico – si sta rivelando giocatore sempre più importante per la squadra e la Roma sta divenendo passo dopo passo, partita dopo partita, sempre più sua. A Trigoria possono godersi l’ennesima perla fregiata dal settore giovanile, sperando che ci resti più a lungo possibile. Lorenzo Pellegrini non è tornato da ragazzo della Primavera, ma da calciatore vero.

Articolo a cura di Davide Di Bello 

 

MARTIN BENGTSSON, QUASI UCCISO DALLA “MACCHINA”

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Martin Bengtsson with Sweden – photo by http://www.spox.com

Storia di un ex ragazzo prodigio svedese che all’Inter scoprì il Sistema, conobbe la depressione e tentò il suicidio

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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

Siviglia - Juventus
Immagine realizzata da Alfredo De Grandis per “La Gazzetta di Don Flaco”

Partiamo da un assunto: nessuno può dirsi veramente indifferente allo scorrere del tempo.

In misura più o meno intensa l’uomo ha cercato dall’alba dei tempi di lasciare un segno del suo passaggio effimero nel mondo, attraverso l’arte, attraverso imprese eroiche e battaglie indimenticabili.

Alla ricerca della notte eterna, da consegnare alla storia in una teca di cristallo oltre ogni concetto di tempo.

Per poter morire sapendo di esserci stato, di aver lasciato la sua impronta. Questo sentimento è legato alla fugacità dell’esistenza, alla consapevolezza di dover invecchiare e morire.

È attorno a questo concetto che si sviluppano inesorabili e grevi le parole del padre del dandismo.

Oscar Wilde racconta: Gianluigi Buffon. Continua a leggere

DOMENICO DI CARLO

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Domenico “Mimmo” Di Carlo – Photo by http://www.primocanale.it

Intervista esclusiva di Daniele Pagani, per La Gazzetta di Don Flaco, a Domenico Di Carlo. L’ex allenatore di Sampdoria, Parma e Spezia si racconta ai nostri microfoni: dalla sfida contro il Chelsea di Zola in semifinale di Coppa delle Coppe ai preliminari di UEFA Champions League con la Samp. Chiosa sul mercato attuale di Inter, Juventus, Milan e Napoli, oltre alla possibile corsa Scudetto per la prossima stagione.

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EMANUEL CECCHINI, EL NIÑO DEL FLORENCIO SOLA

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Emanuel Cecchini (Banfield) – Photo by Giacomo Maurizi (https://www.instagram.com/giacomo.maurizi.graphics/)

NOME E COGNOME: Rodrigo Emanuel Cecchini

ANNO DI NASCITA: 1996

RUOLO: mediano, centrocampista centrale, interno

NAZIONE: Argentina

PIEDE: destro

FISICO: 179 cm x 78 kg

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