LA CHIAVE DI PORTALUPPI, L’ORGANIZZAZIONE TATTICA PER FAR GRANDE IL GREMIO

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Grafica by Alessio Giannone

Non fatevi ingannare dall’aria da duro. Renato Portaluppi, allenatore del Grêmio, si presenta in conferenza stampa con gli occhiali da sole e quella personalità che lo porta a dire che no, lui in  Europa non va a studiare, perché «quando uno conosce il calcio, poi gli viene naturale». Di casuale però, nel gioco dell’ Imortal Tricolor c’è proprio poco. Portaluppi prepara tutto, fino ai minimi dettagli, tanto da che ha fatto spiare con dei droni tutti gli avversari affrontati in Libertadores 

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POSSESSO PALLA PRECISIONE NEI PASSAGGI E INSERIMENTI: IL LANÚS DI ALMIRÓN TRA LE GRANDI DEL SUD AMERICA

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«Al di là dei risultati, penso che tutti quelli che passano per il calcio, debbano lasciare un’eredità». L’eredità di Jorge  Almirón, allenatore del Lanús, è molto chiara: vincere, jugando bien. In Argentino lo definiscono un «técnico antisistema» che per certi versi imbarazza il sistema perché ne parla male. « Chi insegna ai bambini i lanci lunghi? Per me è impensabile, se non sai fare un passaggio e arrivi a giocare in Priméra, qualcosa non va» aveva detto al Clarín qualche mese fa. L’idea di Almirón è quella di costruire un calcio diverso, fatto di tecnica, più che di tattica. Un progetto visionario, tanto affascinante da attrarre un altro visionario del futbol argentino, César Luis Menotti

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