PUST’ LUČŠIJ IZ KOMANDACH POBEDIT – GUIDA AL GIRONE C | GdDF

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Grafica realizzata da Alessio Giannone per “La Gazzetta di Don Flaco”

Girone C

Francia – Perù – Australia – Danimarca

A cura di Alfredo De Grandis

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WASS VUOLE LA CHAMPIONS

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Sarà un Estate di profondo cambiamento nella rosa del Celta Vigo. Dopo una stagione molto anonima sotto la (pessima) guida di Unzué, alcuni giocatori dovrebbero lasciare la Galizia e, tra questi, c’è Daniel Wass, centrocampista danese classe 1989. Dopo un lungo tira e molla per il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2019, il danese avrebbe deciso di lasciare il Celta, complice il mancato approdo in Europa League.

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ESSERE MOMO SALAH

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Immagine realizzata da Giacomo Maurizi di Chronos Realms per “La Gazzetta di Don Flaco”

Nel 2014 Momo si sente una star, ma non lo è. Eppure sapete: lo capisco. Continua a leggere

L’ALTRA SPORCA ULTIMA META

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Decadere, rinascere, riassestarsi e poi risalire. Se nel “nostro piccolo” abbiamo potuto vedere da vicino il fallimento e la conseguente risalita dagli inferi delle serie minori compiuta dal Parma, davvero vicino al ritorno in A, c’è una squadra che tutto il mondo del calcio – o quasi – attendeva tornare ad alti livelli: il Rangers Football Club. Questa però non è una – di quelle tanto in voga al giorno d’oggi – “operazione nostalgia”, ma per affrontare il tema di cui andremo a parlare non si poteva omettere un’introduzione minimamente esplicativa della situazione del club più vincente nella storia del football scozzese.

L’ABISSO 

Estate 2012: il Rangers F.C – dopo essere stato venduto per una sterlina da David Murray alla Wavetower Limited nel maggio del 2011 ed essere entrato in amministrazione controllata a causa del mancato pagamento al fisco britannico e di un debito contratto pari a circa 100 milioni di sterline – viene messo in liquidazione e conseguentemente rifondato. Ci fu un tentativo di essere reiscritti subito alla Scottish Premier League, ma nella votazione in programma ben 10 club su 12 si pronunciarono a sfavore, così come fu bocciata anche la proposta di integrare il Rangers in First Division (seconda serie), di conseguenza uno dei club più conosciuti al mondo è dovuto ripartire dalla Scottish Third Division, quarta e ultima serie del calcio professionistico scozzese.

GERS ARE BACK

Rangers v Celtic

Durante gli anni più bui della propria storia calcistica il Rangers ha dovuto fare qualsiasi cosa per risalire in fretta dove più gli compete e proprio loro – che incarnano visceralmente la Glasgow protestante – si sono dovuti affidare a un irlandese cattolico e ai suoi 23 gol per rifarsi dell’amaro destino che li aveva condannati. Una punizione ulteriore forse per alcuni tifosi, che però hanno fatto in fretta a dimenticare le origini di Jon Daly dopo aver conquistato la promozione in Championship. Se però da un lato Daly potrebbe essere l’esempio di un rinnegamento forzato delle proprie origini, a tenere fede alla storia del club ci hanno pensato giocatori come Lee McCulloch, arrivato ad Ibrux nel 2007 quando tutto andava a gonfie vele, rimasto anche negli anni peggiori e nominato capitano quasi ad honerem oltre che per meriti sportivi. Paradossalmente però, McCulloch non vivrà i giorni del ritorno in Premiership, lasciando il Rangers nel 2015, proprio un anno prima dell’ultima e definitiva promozione dei light blues.

IL FUTURO

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Ora veniamo al dunque, e quindi all’argomento principe di questo articolo: il futuro del Rangers F.C.. Come ormai appurato, il prossimo allenatore che dovrà gestire la voglia, ma anche e soprattutto l’arretratezza in termini qualitativi dei più acerrimi rivali del Celtic sarà Steven Gerrard.

Stevie, per chi come me ha il cuore un po’ red, è uno dei calciatori inglesi più iconici dell’ultima decade se non di sempre. Ha umilmente servito il Liverpool come suo unico grande amore, da capitano ha vissuto incredibili successi – su tutte Istanbul 2005 – e clamorosi fallimenti, in particolare quella Premier maledetta che sembrava già vinta e invece – proprio a causa di un incredibile scivolone di Gerrard – il Liverpool riuscì a perdere, nonostante l’annata monstre di Luìs Suarez in quella stagione.

Da allenatore Gerrard è ripartito proprio da Liverpool, dove ha allenato le giovanili in cui lui stesso era cresciuto, dal febbraio 2017 per un totale di 31 partite ufficiali tenendo una media punti che si aggira intorno ai 2 per partita. Dopo circa un anno e mezzo Steven Gerrard viene nominato allenatore del Rangers, chiamato a riportare al successo nazionale un club che manca dal tetto dell’Olimpo scozzese da ben 7 anni, caratterizzati dai successi ininterrotti e a dir poco surclassanti degli odiati rivali dell’Old firm. Al proprio ritorno in Premiership il Rangers subì un distacco di ben 39 punti dal Celtic campione nella stagione 2016/17, mentre quest’anno i punti di distanza sono stati ridotti a “solo” 13 lunghezze.

Il rinnovamento del club non ha portato – per ragioni sia economiche che calcisitche – ad Ibrux grandi nomi per risollevare le sorti della squadra e ancor più per questo motivo con Gerrard in panchina potrebbe essere il momento giusto per ritrovare dei big tra le fila dei Gers. La nomina del nuovo manager degli scozzesi pare abbia scosso e non poco l’ambiente, come si coglie dalle parole del centrocampista Graham Dorrans, uno degli elementi di maggior qualità nella rosa attuale del Rangers, che ha definito l’arrivo di Gerrard come quella spinta in più necessaria al club per tornare competitivo sia per il carisma che per l’esperienza acquisita sul campo dall’ex capitano del Liverpool. Ad accogliere il nuovo allenatore si sono fatti trovare oltre 7.000 tifosi il giorno della presentazione, ma ora la priorità di Gerrard e di tutto il Rangers F.C. è quella di recuperare il gap con la squadra allenata da Brendan Rodgers – che allenò Gerrard proprio in quell’annata maledetta per Stevie e i suoi compagni.

LE SUGGESTIONI

Per riportare in alto un grande club, che pare potrà avere un più che discreto capitale economico per tentare di spodestare il Celtic dal trono sul quale ri-siede ormai, servono i grandi nomi. Non che per vincere il campionato scozzese ci sia bisogno di Cristiano Ronaldo o Messi, ma per qualche campione sul viale del tramonto l’opportunità di entrare nella storia assieme a Stevie G potrebbe essere molto allettante. I media inglesi hanno già parlato di Wayne Rooney, che sembra ormai in rotta con l’Everton, ma a ridare fervore all’attacco potrebbe essere un ex compagno dell’attuale manager: Fernando Torres (tifosi reds potete piangere). In questi casi però occorre diffidare dalle facili voci di mercato, per quanto romantiche possano essere, ed affidarsi alla dura realtà: se il Rangers vuole davvero ricreare un ciclo, bisognerà partire dai giovani anche perché i suddetti grandi nomi si portano dietro ingaggi parecchio ingombranti.

UN EXCURSUS STORICO

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Prima di Steven Gerrard – per rimanere in casa Liverpool – anche Kenny Dalglish era passato dal campo alla panchina da leggenda vivente, ottenendo dei successi sull’onda di quello che era ancora il suo Liverpool (subentrò da manager subito dopo il ritiro), per poi lasciare perché troppo sotto pressione seppur dopo 20 anni di successi con i Reds. Il paragone mi è nato spontaneo, anche perché a irrobustire i fili che si intrecciano nelle carriere di Kenny e Steven c’è il fatto che il primo è nativo di Glasgow, ma è sempre stato dalla parte dei CeltsLa carriera da allenatore di Dalglish continuò tra alti e bassi, da ricordare è soprattutto la Premier vinta con il Blackburn neopromosso e un ultimo ritorno ad Anfield prima di diventare dirigente del Liverpool.

Dalglish ha vinto molto più di Gerrard da giocatore, chissà che il destino non voglia rovesciare le carriere di due tra i più acclamati idoli della Kop fino a questo punto, anche se io te lo auguro con tutto il cuore. Good luck, Stevie G!

Articolo a cura di Luca Pesenti

PETTERSSON IN THE MIDDLE

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E’ il minuto 91 di Östersunds FK-Arsenal, quando Héctor Bellerín Moruno decide di commettere la prima sbavatura della sua partita andando ad affossare nell’area di rigore difesa da Ospina il velocissimo Tesfaldet Tekie, 20enne centrocampista centrale nato a Göteborg che Graham Potter ha acquistato in prestito dal Genk salvo farlo esordire al 46’ in Europa League vista la brutta prova di capitan Nouri. Tekie è rapidissimo, sguscia via e l’opposizione dello spagnolo vale il fischio del connazionale David Fernández Borbalán, nato ad Almería e dunque oltre 700 chilometri di distanza da Badalona, che ha invece fornito i natali al talento dell’Arsenal. Non ha avuto dubbi, il 44enne fischietto iberico, nel punire con la massima concessione un fallo da calcio di rigore.

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LA BELLEZZA DEL MERSEYSIDE DERBY, TRA AMICIZIA ED ESPULSIONI

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Immagine a cura di Galufo Vector Art https://www.instagram.com/galufo_vector_art/?hl=it – https://www.facebook.com/Galufo/?fref=mentions )

Il Merseyside è una contea metropolitana inglese situata nel cuore dell’Inghilterra, tale regione prende il nome dal fiume Mersey  che sfocia nel mar dIrlanda con un ampio estuario sul quale è situata la città più conosciuta della zona cioè Liverpool. 

Come tutti sanno a Liverpool non c’è nulla che renda affascinante questa città industriale a livello turistico ma per noi amanti del calcio questa città è forse una delle più particolari e una di quelle che fa del calcio l’unica religione e quando si sfidano nel Merseiside Derby le due squadre cittadine il clima non può esser altro che uno dei più belli nel panorama mondiale grazie ovviamente al Liverpool e all’Everton.

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