L’AIRONE

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Andrea Caracciolo, quest’oggi, lascia ufficialmente il Brescia firmando un contratto biennale con la FeralpiSalò. L’airone lascia il Brescia dopo 13 stagioni complessive, 418 presenze e 179 gol dei suoi 213 in carriera – Photo by http://www.bresciaoggi.it

Ci sono cose che sembrano esistere da sempre, certezze che ti scorrono sotto gli occhi tutti i giorni senza farsi notare ma facendosi avvertire in maniera distinta. Dati per scontato che albergano in qualche angolo della tua mente, lì, nel cassetto dedicato ai punti fermi.

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BOCA E RIVER, DIVISI IN TUTTO

BOCA RIVER
Carlos Tevez e Lucas Pratto – Grafica di Alessio Giannone

A dividere il mondo di Boca e River ci pensa anche il sole. Basso e coperto da nuvole sopra la Bombonera, alto e smagliante nella zona millonaria di Nuñez. Fino a un paio di settimane fa, la situazione meteorologia e psicologica nelle due anime di Buenos Aires coincideva. La vittoria per 1-0 nel clasico de verano, il sentitissimo derby dell’estate a Mar del Plata, sembrava aver dato al River le giuste certezze per terminare al meglio il campionato, ormai compromesso, e puntare alla Copa Libertadores. È bastata la sconfitta con l’Huracán per far tornare le nubi di inizio campionato

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“A MÁFIA DO APITO”. LO SCANDALO DEL 2005 CHE COLPÍ IL BRASILERÃO

Nome duro quello che fu usato dalla stampa brasiliana per definire lo scandalo che colpì il campionato brasiliano del 2005. A máfia do apito (La mafia del fischietto) fu chiamato così per il coinvolgimento diretto di arbitri nella manipolazione dei principali tornei Brasiliani.

Uno dei maggiori protagonisti di questo schema corrotto fu sicuramente l’arbitro internazionale Edílson Pereira de Carvalho che, prima di questi fatti, era stato già accusato in principio di aver falsificato il suo diploma di scuola superiore (requisito obbligatorio per diventare arbitro professionale) e di aver insultato Carlos Tevez e Sebá in una partita tra São Paulo e Corinthians.

Ma come funzionava questa Máfia?

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FRANKENSTEIN O IL MODERNO PROMETEO

Siviglia - Juventus
Immagine realizzata da Alfredo De Grandis per “La Gazzetta di Don Flaco”

L’occasione era di quelle troppo ghiotte per lasciarsela andare.

Nell’era dei trend sembra bisogni imparare da Kelly Slater per montare sulle onde giuste evitando di affogare nell’oceano social in continua e frenetica evoluzione.

Ma alle volte è proprio l’ossessione che ti cerca, come una buona onda che ti si presenta davanti supplicando di essere surfata. Prendiamo le scorse giornate, dove salvo una breve parentesi conquistata dal più mistico e contemplativo tramonto mai sceso su noi esuli terrestri,  il trend è stato senza dubbio catturato dal clima Halloween. Dio solo sa quanti video parodia di It avrò visto questi giorni. C’è chi narra che superino persino le panchine di Gabigol. Agghiacciante.

E uno come me poteva forse evitare di cedere alla tentazione di rompervi le scatole con un pezzo, l’ennesimo, in tema Halloween? Un giorno pagherò per tutto questo, statene certi, ma fino ad allora dovrete sorbirvi le mie simpatiche trovate da pazzerellone.

E allora oggi vi terrorizzerò con il padre, l’antecedente, il pilastro di tutte le storie dell’orrore.

Roberto Mancini è: Victor Frankenstein. Continua a leggere

ESSERE LEADER

Olympique Lyon vs Juventus Turin

Nel 2002, lo psicologo Daniel Goleman, intitolava così il suo quarto lavoro edito Rizzoli.

Essere leader, o come praticare la leadership “risonante”.

Dove per risonante si intende significare la capacità del leader di mettersi in sintonia, innanzitutto sul piano emotivo, con i propri collaboratori e con le persone che compongono l’organizzazione. Questa capacità andrà a generare un impatto positivo sul clima aziendale che influirà sulla produttività e sulla qualità delle prestazioni. Continua a leggere

SIMPLEMENTE EL SUPERCLASICO

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Super. Di qualità superiore. E’ proprio questo l’aggettivo che riesce a descrivere al meglio la sfida più acclamata e conosciuta del mondo. Siamo ovviamente nella terra che per antonomasia si più definire la terra del futbol, della garra, di quello spirito ricco di agonismo che sin da piccoli ci affascina. L’Argentina e il calcio sono una cosa unica, in particolare Buenos Aires, il teatro perfetto per ospitare El Superclàsico: Boca Juniors contro River Plate.

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