ESSERE MOMO SALAH

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Immagine realizzata da Giacomo Maurizi di Chronos Realms per “La Gazzetta di Don Flaco”

Nel 2014 Momo si sente una star, ma non lo è. Eppure sapete: lo capisco. Continua a leggere

BITTERSWEET SYMPHONY

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Il riassunto della carriera di Arsene Wenger sulla panchina dell’Arsenal – Grafica realizzata da Giacomo Maurizi per la Gazzetta di don Flaco

It’s happening. Sta accadendo, questa volta per davvero. Dopo ventidue lunghi anni, a solcare l’erba dell’area tecnica davanti alla panchina dei Gunners non ci sarà più Arsène Wenger. Cala il sipario su un’era, su un ventennio intenso, ricco e colmo di quell’amalgama agrodolce di emozioni che ha colorato il regno del francese. Se ne va così, con una fredda e perentoria nota sul sito ufficiale dell’Arsenal: “I feel it is the right time for me to step down at the end of the season”.

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ALLARME ROSSO

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Arsène Charles Ernest Wenger – photo by http://www.arsenal.com

Come in ogni squadra con alle spalle una lunga tradizione costellata di successi, i momenti bui vengono vissuti con profonda intensità e particolare frustrazione, per di più se tali periodi durano da troppo tempo e ciclicamente si ripetono. Il loop in cui sembra essere finito l’Arsenal sta decretando un malcontento generalizzato che aspetta solamente un detonatore per poter scoppiare definitivamente. I pochi (seppur discreti) successi ottenuti dai Gunners negli ultimi anni rappresentano la classica pillola addolcita che protrae e deroga una rivoluzione che è costantemente sul punto di partenza e che, per la prima volta nell’era Wenger, sembra essere a un passo dal suo materializzarsi.

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ORDEM E PROGRESSO A NAGOYA

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João Alves de Assis Silva può considerarsi il man of the match nell’esordio stagionale in J-League contro il Gamba Osaka. Un gol ed un assist per l’ex attaccante del Corinthians, il colpo più costoso nella storia del calcio giapponese – Photo by http://www.japantimes.com

La frangia verdeoro alla conquista di Nagoya: così potremmo descrivere la prima giornata di J-League dalle parti del Suita City Football Stadium, casa del Gamba Osaka, squadra della Panasonic allenata dal brasiliano Levir Culpi. A distanza di cinque anni, già di per sé, fa un certo effetto vedere l’ex dt di Santos e Fluminense sulla panchina dell’altra squadra della città, visti gli importanti trascorsi da allenatore del coabitante Cerezo (un cognome tanto caro ai brasiliani), ma questa volta a rubare la scena sono stati gli ospiti: le Orche di Nagoya, che dopo 2 giornate si ritrovano a punteggio pieno al netto dell’1-0 casalingo rifilato al Júbilo Iwata nella seconda giornata di campionato grazie ad un gol del solito Gabriel Xavier.

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PETTERSSON IN THE MIDDLE

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E’ il minuto 91 di Östersunds FK-Arsenal, quando Héctor Bellerín Moruno decide di commettere la prima sbavatura della sua partita andando ad affossare nell’area di rigore difesa da Ospina il velocissimo Tesfaldet Tekie, 20enne centrocampista centrale nato a Göteborg che Graham Potter ha acquistato in prestito dal Genk salvo farlo esordire al 46’ in Europa League vista la brutta prova di capitan Nouri. Tekie è rapidissimo, sguscia via e l’opposizione dello spagnolo vale il fischio del connazionale David Fernández Borbalán, nato ad Almería e dunque oltre 700 chilometri di distanza da Badalona, che ha invece fornito i natali al talento dell’Arsenal. Non ha avuto dubbi, il 44enne fischietto iberico, nel punire con la massima concessione un fallo da calcio di rigore.

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WHAT IF CATALUNYA

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“Catalonia is not Spain” – Photo by http://www.centrocampista.com

La tensione è altissima e si riversa nelle strade, congestionandole. Migliaia di persone le invadono rivendicando il proprio desiderio di libertà, di indipendenza. Le loro voci non domandano più. Esigono e basta. I seggi elettorali (aperti dalle 9 alle 20) tra Barcellona e le altre città della Catalogna sono più di 2000, le persone con diritto di voto all’incirca 5,3 milioni. Il caos fa’ ovviamente da unico padrone al contesto: la votazione è stata ritenuta illegale dallo stato spagnolo, e l’app On votar 1-Oct, studiata appositamente per facilitare gli aventi diritto a trovare più facilmente i seggi, è stata rimossa dal Play Store di Google. In tutto questo, sullo sfondo, restano la polizia catalana e i Mossos d’Esquadra, che hanno ricevuto l’ordine di bloccare ogni operazione di voto.

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