WINTER IS COMING

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La Svezia festeggia la qualificazione ai Mondiali – photo by http://www.corrieredellosport.it

A Stoccolma, molto probabilmente, sapevano già come sarebbe andata a finire. Quando il periodista Simon Bank dava sfogo alle sue tensioni servendosi del suo mestiere, quello di giornalista presso una delle più quotate testate sportive svedesi, lo Sportbladet, era chiaro cosa si sarebbe palesato gli occhi di una Stoccolma attonita e incredula. La loro nazionale, guidata in modo così maniacalmente attento da un ex giocatore di pallamano qual è il cittì Jan Andersson, faccia da burbero e soprannome “Janne” da usare soltanto se giornalisti o amici intimi del personaggio, aveva tutto per far bene.

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LE “DOLCI NOTTI” DELL’IRLANDA DEL NORD CON NEIL DIAMOND

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Il 9 novembre l’Irlanda del Nord affronterà la Svizzera negli spareggi per i mondiali in  Russia dell’anno prossimo. Ci arriva dopo essere arrivata seconda nel girone di quella macchina perfetta in bianco e nero chiamata Germania. Proprio nella gara contro la Germania, giocata ad Hannover a ottobre 2016, è successo qualcosa di strano. I tifosi nordirlandesi, arrivati in duemila da Belfast, non se ne volevano tornare a casa.

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MATE, ASADO Y TANGO: AQUÌ EL CLASICO RIOPLATENSE

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Immagine a cura di Galufo Vector Art https://www.instagram.com/galufo_vector_art/?hl=it – https://www.facebook.com/Galufo/?fref=mentions )

Il Rio de la Plata è l’estuario formato dal fiume Uruguay e dal fiume Paranà. Alle estremità di esso, si guardano due città: Montevideo e Buenos Aires. Città simbolo di due nazioni che fanno del futbol più che un semplice gioco. Uruguay e Argentina, nonostante le molte similitudini a livello culturale, danno vita a una rivalità che ha ovviamente preso il nome dell’estuario che le divide, stiamo parlando del Clasico Rioplatense.

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DIALETTICA DI LEO MESSI

Leo Messi, il demiurgo del futbol – Photo by Alessio Giannone

Raccontare Lionel Andrés Messi da Rosario, detto la Pulga, non è affatto facile. Sei conscio di aver fiumi d’inchiostro a tua disposizione, di aver tanto da raccontare – ma no – alle 3 di notte sei ancora davanti al pc alla ricerca delle parole perfette, mentre consumi nervosamente l’ultima dose di nicotina di una stancante giornata. Sei lì seduto aspettando il colpo di genio, un po’ come quelli a cui ci ha abituato sul campo el Diez blaugrana, ma la lampadina non vuole proprio saperne di accendersi. Ogni pensiero, ogni frase, ogni parola appare riduttiva, quasi obsoleta, per descrivere uno come Leo. Semplicemente lo mejor de todos.

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PIETRO VIERCHOWOD, IL SILVANTROPO

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Pietro Vierchowod, Ministro della difesa – Photo by Alessio Giannone

I silvantropi sono alberi coscienti. Vivono migliaia di anni, per questo la loro percezione del tempo è qualitativamente molto più dilatata rispetto ai canoni umani. Sono esseri saggi, pazienti, forti e instancabili, tanto da poter percorrere centinaia di chilometri senza fatica. La calma, per loro, è la risposta. Un silvantropo è altruista, attento osservatore di ciò che non va intorno a lui e pronto a porre rimedio. É il Guardiano della foresta: nessun cacciatore spargerà sangue nel suo bosco, nessun losco figuro sfrutterà alcuna risorsa naturale durante la sua guardia.

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SEBASTIAN DEISLER, “DER VERFLUCHTE DICHTER” SCONFITTO DAL DESTINO

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Sebastian Deisler – Photo by Alessio Giannone

Una storia maledetta, baciata dalla sfortuna. A volte non basta il semplice talento con il pallone tra i piedi, servono tante altre cose. Umiltà, abnegazione, resilienza. Ovviamente non sono parole mie, si tratta solamente della dura legge del calcio. In questo caso Fuβball, perchè la nostra storia inizia dalla Germania. Lassù fa molto freddo. Anche i giornalisti sportivi e gli addetti ai lavoro lo sono. Lo abbiamo capito da un bel po’. Non si fanno impressionare tanto facilmente e conquistarli, soprattutto se sei un giovane talento, può davvero rappresentare un’ardua impresa. I tedeschi sono gente pragmatica, nella vita e nel calcio. Preferiscono i fatti alle parole.

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